La libertà di sorridere in un mondo Giusto, in un mondo di Pace.
La morte decisa da un mortale. La morte decisa solo per qualcuno. La morte per lui, ma per me no. Perchè? Non abbiamo forse gli stessi diritti?
No. Io sono italiana; lui è un palestinese, un afgano, un iracheno, un etiope, un senegalese: lui non può decidere.
Menny.venerdì 25 luglio 2008 20.28 “L’umanità deve porre fine alla guerra o la guerra porrà fine all’umanità” J.F. Kennedy
E aveva proprio ragione Mr. Kennedy.
La guerra sta uccidendo, o meglio, ci sta uccidendo. E per cosa, poi?Per un po’ di petrolio in Iraq o per ampliare i confini di Israele o Palestina?Perchè, invece, non risolvere tutto tranquillamente, come si insegna ai propri figli, dandosi la mano e facendo la pace?
Non credo che la gente se ne accorga più di tanto. Forse vede il telegiornale, certo: persone che muoiono, bombe che esplodono, palazzi che cadono, soldati che sparano e si nascondono. Ma non si rende conto di quante persone muoiono, di quante bombe esplodono, di quanti palazzi cadono o di quanti soldati sparano e si nascondono.
”Solo i morti hanno visto la fine della guerra” Platone
Io, carissimi, non voglio morire senza vivere il mio sogno:la pace.
- Menny
Siamo pronti?venerdì 25 luglio 2008 20.38
Beh allora ? Pronti per la pace? Per un mondo sorridente, per un paese civile, per una popolazione felice con diritti rispettati, per una persona che non avrà paura di esprimersi… Di sentirsi libera… Libera come la nuvola che ci accomopagna a volte…
Mi chiedo a volte, se parlo da sola… Forse è così, vorrei però che questo spazio di pensieri, di parole, semplici che rispecchiano le mie (per ora) e spero in seguito le vostre idee… Per un mondo colorato, per una mente positiva, per un cuore che aspetta d’amare e essere amato… Camminiamo da ora per la PACE ?
Di Carmen
Iraqvenerdì 18 luglio 2008 17.35
In 5 anni di guerra sono morti un milione di persone. Ciò è accaduto, e sta accadendo, solo per il cosidetto oro nero.
Soldati:
USA: 3.959 morti
Regno Unito: 173 morti
Italia: 33 morti
Polonia: 23 morti
Ucraina: 18 morti
Bulgaria: 13 morti
Spagna: 11 morti
altri (Australia, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Danimarca, El Salvador, Estonia, Georgia, Kazakhstan, Lettonia, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Thailandia, Ungheria): 35 morti
4.265 morti
Iracheni:
una cifra minima di oltre 63.000 civili uccisi;
7.479 soldati o poliziotti uccisi ;
fra 7.600 e 10.800 soldati dell’esercito di Saddam morti;
min. 9.446 morti della guerriglia irachena.
Quasi un totale di 1.000.000 di morti.
L’UNICEF DENUNCIA: 1.350 MINORI NELLE CARCERI IRACHENE
Malnutrizione e povertà non sono gli unici problemi che affliggono i bambini in Iraq: nelle carceri irachene sono attualmente detenuti 1.350 minori di età compresa fra i 10 e 17 anni, in condizioni che probabilmente non sono conformi agli standard internazionali
Fonti:
www.wikipedia.it
www.adnkronos.com
Rieccomi qua.
Sappiamo tutti che la storia è costituita sempre da guerre, da sangue, da dolore… Molte molte volte…
Allora, nello stesso tempo che penso che il mondo raggiunga ogni minuto di più la perfezione.. Mi sorge un dubbio… E’ così idiota l’uomo a compiere errori con la consapevolezza che siano tali?
Perchè, è così…Perchè in un luogo lontano da questo, una bambina tiene nelle mani un fucile invece che una bambola. Perchè invece che saper leggere e scrivere è costretta a lavorare.
E ancora costrinzioni, costrinzioni da parte di chiunque… Ma senza un urlo di ribellione.
Allora forse siamo vigliacchi? Siamo noi? I vigliacchi? O forse è tutto un insieme a rendere vigliacchi?
Direi, che il mondo si è basato, anzi mi correggo, gli umani si sono sempre basati sul denaro; hanno sempre pensato che quell’ora poteva farli diventare così potenti da comandare su mezza terra, e di conseguenza su esseri umani…
Perchè sono così poche, le persone che credono nella ricchezza contenuta nel proprio cuore?
Le guerre, si basano sull’arricchimento, che sia di terre, che sia di denaro… Non di certo un arricchimento per quel cuore, ormai malato…
Beh, vorrei davvero che il mondo fosse un gran bel sorrisone, purtroppo sò che non sarà mai così… Perchè il mio è un sogno, e penso che rimarrà tale… Preferirei però vivere nel mio sogno, e costruirmi la vita nella realtà avendo le mie idee, e crescendo con queste.
Di Carmen.
La guerra di Piero, Faber De Andrèvenerdì 25 aprile 2008 15.26
Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi
lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l’inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve
fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po’ addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia
cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all’inferno
avrei preferito andarci in inverno
e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole
dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.
I have a dream/Io ho un sognovenerdì 25 luglio 2008 20.27
Noi, viviamo. Viviamo svolgendo molte azioni, respirare è una delle prime. Chi riesce a sognare? Forse poche persone, o forse tante, ma non tutte.
E forse è anche vero, che un uomo che non sogna, non è uomo. Abbiamo idee, ideali, speranze, e in ogni sogno una zolla di cielo.
Martin Luther King aveva un sogno, e dato che preferisco continuare scrivendo: egli ha un sogno, io lo ho… Voi?
Lascio postate qui le sue parole, e il suo sogno con tanti altri sogni all’interno.
” Ho il sogno che un giorno gli uomini si rizzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli. Questa mattina ho ancora il sogno che un giorno ogni nero della nostra patria, ogni uomo di colore di tutto il mondo, sarà giudicato sulla base del suo carattere piuttosto che su quella del colore della sua pelle, e ogni uomo rispetterà la dignità e il valore della personalità umana.
Oggi ho ancora il sogno che un giorno le industrie inattive dell’Appalachia rinasceranno, che le bocche affamate del Mississippi saranno saziate, che la fraternità diventerà qualcosa di più che le poche parole alla fine di una preghiera, diventerà l’ordine del giorno di un uomo d’affari e la parola d’ordine dell’uomo di governo.
Ho ancora un sogno che un giorno la giustizia scorrerà come l’acqua e la rettitudine come una corrente poderosa.
Ho ancora il sogno oggi che in tutti i municipi gli uomini saranno eletti per agire giustamente, per amare la misericordia e camminare umilmente accanto al loro Dio.
Ho ancora il sogno che un giorno la guerra cesserà, che gli uomini muteranno le loro spade in aratri e che le nazioni non insorgeranno più contro le nazioni, e la guerra non sarà neppure oggetto di studio.
Ho ancora il sogno che un giorno l’agnello e il leone saranno l’uno accanto all’altro e ogni uomo siederà sotto l’albero suo e non avrà più paura.
Ho ancora il sogno che ogni valle sarà innalzata e ogni montagna sarà spianata. E la gloria di Dio sarà rivelata e la carne tutta la contemplerà. Ho ancora il sogno che con questa fede noi riusciremo a vincere la disperazione e a portare nuova luce per distruggere il pessimismo. Con questa fede noi saremo capaci di affrettare il giorno in cui vi sarà pace sulla terra e buona volontà verso tutti gli uomini. Sarà un giorno glorioso, e le stelle canteranno tutte insieme,e i figli di Dio grideranno di gioia.”
Una realtà per così tanti sogni? …
Di Carmen.
Poesie. giovedì 8 gennaio 2009 2.07
Buongiorno, carissimi. Oggi vorrei lasciarvi qui delle poesie che mi sono piaciute molto.
LA PACE di Alberto Teodori
Quando l’orizzonte si disperde tra cielo e mare
penso a tutte le cose belle che riflettono il cielo sereno,
è come avere l’azzurro in tasca
per quando il grigiore invernale ci assale.
Se potessimo scavalcare le nubi
troveremmo per sempre il sole.
Basta un po’ d’azzurro in tasca e
cerchiamo di non barattare i nostri spiccioli di cielo
con qualche occasione di sconto.
Teniamo sempre in riserva il nostro azzurro in tasca,
ci potrebbe essere utile sempre.
Inseriamo nella nostra tasca oltre l’azzurro del mare e del cielo
l’arcobaleno e sicuri avremo per sempre la pace.
HO DIPINTO LA PACE di T. Sorek
Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.
L’ADDORMENTATO DELLA VALLE di Arthur Rimbaud
E’ una gola di verzura dove il fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d’argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.
Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell’erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.
I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O natura, cullato tiepidamente: ha freddo.
I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro.
PROMEMORIA di Gianni Rodari Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
Spero vi piacciano!
Menny.
Pace, Peace, Frieden, Paz…venerdì 18 luglio 2008 17.35
“La lotta per la pace inizia con la ricerca della medesima. Generazioni dopo generazioni abbiamo commesso gli stessi errori legandoci ogni qualvolta a nuovi conflitti e ai danni del progresso. La Pace esiste come un sogno ideale, come una metafora, come un optional, dimostriamo prima che sia troppo tardi che la Pace non è solo un’utopia”
Basta!, L’Aura. venerdì 25 aprile 2008 15.22Sai che succede amica mia?
C’è chi ora prova a portar via
Sogni giovani che il tempo cullerà,
Pieni di libertà
Gente che resta e che va via
Colpa di un uomo o della democrazia?
Dai peccati Madre Guerra assolverà
Chi la venererà!
C’è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire “Basta!”?
C’è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
Sai che succede amica mia?
Quella che oggi è una bugia
L’indomani per qualcuno evolverà
E sarà verità
C’è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire “Basta!”?
C’è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C’è qualcuno là
Nell’immensità
della terra?
C’è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?
Quante pietre da scagliare
Tiene in serbo,generale,
Il suo esercito di frode ed empatia?
Quante sono le persone
Che in nome del Signore
Finiranno nella cenere?
C’è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire “Basta!”?
C’è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C’è qualcuno là
Nell’immensità
della terra?
C’è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa? …venerdì 25 luglio 2008 20.26
Gaza, 4 bambini uccisi in attacco israelianovenerdì 18 luglio 2008 17.34L’esercito israeliano ha colpito una casa nel nord della Striscia di Gaza mentre una famiglia stava facendo colazione, uccidendo quattro bambini e un altro civile, dicono residenti.
Un portavoce dell’esercito israeliano ha confermato che le truppe stavano operando a Beit Hanoun, villaggio della parte settentrionale della Striscia dal quale spesso militanti palestinesi sparano razzi.
I soldati israeliani stavano sparando verso un gruppo di uomini armati che li aveva assaliti ma non avevano di mira nessuna casa, ha aggiunto.
Residenti raccontano che i proiettili sono entrati nella casa ad un piano uccidendo 4 bimbi tra uno e 5 anni e un’altra persona non identificata.
La madre dei piccoli è in condizioni gravissime.
“Stavano mangiando e sono stati colpiti”, ha detto un vicino.
I militanti islamici di Hamas, che controllano la Striscia di Gaza, hanno offerto a Israele la scorsa settimana una tregua di sei mesi se lo stato ebraico allenterà l’embargo sul territorio.
Non vi sembra una scusa un po’ scontata questa?
Non aggiungo altro.
Menny.
Citazioni. venerdì 18 luglio 2008 17.27
Salve. Oggi vorrei postarvi qui delle citazioni sulla Pace.
Non per voi, se mai qualcuno passasse di qui, ma per me. Mi piace ricordare che qualcuno nella storia, di intelligente, abbia scritto i miei stessi pensieri, o quasi. Forse vi sembrerà un po’ strano, ma più strano ancora è il fatto del menefreghismo della gente. Ma ci pensate?Noi siamo qui, felici, con i nostri genitori, la nostra famiglia, i nostri amici. Mentre immaginatevi un po’ i ragazzini del Libano, dell’ Iraq o della Palestina. Sono il contrario di noi. Le stelle che noi osserviamo quando fa buio, per loro sono missili, bombe, cannoni…Tutto tranne che stelle…
Ecco le citazioni:
“Dobbiamo essere pronti a fare sacrifici eroici in favore della pace più di quanto facciamo di buon grado in favore della guerra. Non esiste dovere che io consideri più importante o al quale io tenga di più.” Leggi i commenti. Albert Einstein (1879-1955), fisico tedesco.
“La pace non può essere mantenuta con la forza, può essere solo raggiunta con la comprensione.” Leggi i commenti. Albert Einstein (1879-1955), fisico tedesco.
“Non c’è mai stata una buona guerra o una cattiva pace.” Leggi i commenti. Benjamin Franklin (1706-1790), scienziato e politico americano.
Fonte: “lettera a Quincy, 11 settembre 1772″.
“Se vogliamo conquistare pace e sopravvivenza, quasi sicuramente la ricerca dovrà spingersi più in là dello sforzo di trovare un equilibrio nel terrore termonucleare.” Leggi i commenti.John Kenneth Galbraith (1908-2006), economista americano.
Fonte: “La società opulenta”.
“Tutti i popoli sono per la pace, nessun governo lo è.” Leggi i commenti. Paul Leautaud (1872-1956), scrittore francese.
Fonte: “Propos d’un jour”.
“Dimostratevi pronti alla guerra e avrete la pace.” Leggi i commenti. Tito Livio (59 a.C.-17 d.C.), autore e storico latino.
Fonte: “Ab urbe condita, VI, 18″.
“Una pace certa è preferibile e più sicura di una vittoria sperata.” Leggi i commenti. Tito Livio(59 a.C.-17 d.C.), autore e storico latino.
“La pace è più importante di ogni giustizia; e la pace non fu fatta per amore della giustizia, ma la giustizia per amore della pace.” Leggi i commenti. Martin Lutero (1483-1546), riformatore religioso tedesco.
Fonte: “Del matrimonio”.
“La pace ha le sue vittorie, non meno celebri di quelle della guerra.” Leggi i commenti. John Milton (1608-1667), poeta inglese.
Fonte: “A Cromwell”.
“Più che una fine della guerra, vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre.” Leggi i commenti. Franklin Delano Roosvelt (1882-1945), presidente degli Stati Uniti.
Fonte: “messaggio radiofonico per il Jefferson Day, 13 aprile 1945″.
Clicca qui e vota questa citazione! “La pace non è assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia.” Leggi i commenti. Benedict Spinoza(1632-1677), filosofo olandese.
Fonte: “Trattato teologico-politico”.
“Non sono pacifista, sono contro la guerra. Essere pacifista è un’affermazione che permette troppi distinguo.” Leggi i commenti. Gino Strada(1948), medico italiano.
Fonte: “Intervista televisiva”.
“Il famoso “si vis pacem, para bellum” non è che un giuoco di parole da oracolo di Delfo. Torniamo, signori, al senso comune, che dice: si vis pacem, para pacem.” Leggi i commenti. Filippo Turati(1857-1932), politico italiano.
Fonte: “discorso parlamentare, 12 giugno 1909″.
“Nessun bene proviene dalla guerra: tutti agogniamo la pace.” Leggi i commenti. Virglilio Publio Marone(70-19 a.C.), poeta latino.
Fonte: “Eneide, XI, 362″.
Buona giornata :)
Cary’s Spacevenerdì 25 luglio 2008 20.24
Hey.
Oggi non scriverò per il tema del blog. Anzi, penso di scrivere quasi niente.
Cary la scorsa settimana è andata in viaggio. Ma non so quasi niente di com’è andata. Si, si è divertita e sono felicissima per lei, sinceramente.
Magari fate un salto nel suo blog: www.carygd.spaces.live.com
E’ molto carino, e ci sono delle immagini e dei post stupendi.
Menny.
Tesserini,venerdì 18 luglio 2008 19.23
Ho fatto fare queste due immagini, per diffondere il messaggio più in fretta…
Se volete mettetele nella vostra firma dei Forums, o da qualsiasi altra parte.
Grazie!
<a href=”http://paceperlavita.forumfree.net” target=”_blank”><img src=”http://i27.tinypic.com/4h9l4x.jpg” border=”0″ alt=”Pace Per La Vita”></a>
<a href=”http://paceperlavita.forumfree.net” target=”_blank”><img src=”http://i32.tinypic.com/11hucrp.jpg” border=”0″ alt=”Pace Per La Vita”></a>
Generale, queste cinque stelle che senso hanno?venerdì 25 luglio 2008 20.28
Mia creazione mentre ascolto Generale… di Francesco De Gregori
… sembra una bambina …
… venuta al mondo come un coniglio…
… Qualcuno le ha dato il nome Pace…
ma non ha nemici… solo rivali …
ma lei, dicono, non lotta …
io l’ho vista…
un dì quando leggevo e ascoltavo parole e note in armonia su un prato di fiori
un dì quando vedevo le cinque lacrime sul viso di un Generale…
un dì quando il treno andava in direzione Sole…
… una sera, mi ha detto che non poteva più restare…
… andò via… curva sul tramonto…
partita come i soldati?
… no … anche se non è ancora ritornata…
io so, che è lì… dietro alla stazione
a cercare il treno che porta al Sole
a cercare un posto dove si potrà ancora cantare, sorridere…
Diceva:
La guerra è finita…
Queste cinque stelle che senso hanno, Generale?
Una per il nemico ucciso?
Le altre per la gloria?
Generale …
dietro la collina, c’è un prato, distenditi, comunica come meglio puoi, usa la parola, le dolci parole, i sorrisi… guarda …
li vedi… li vedi questi mille fiori…. di quanti colori sono? di quante forme sono?
strano a dirsi… ma quel papavero rosso potrebbe rappresentarti…
basta il terrore… basta il sangue….
basta con le tue cinque lacrime….
perchè non hanno un senso,
non ne hanno nemmeno uno…
Un abbraccio, Carmen
Occhi di un bambino che muore..venerdì 25 luglio 2008 20.23
IMMAGINE che non c’è!
E non dimentichiamoci che il mondo potrà sempre cambiare con la speranza, la speranza delle nostre idee.
Carmen, dal forum.
Perchè il blog è così vuoto?venerdì 25 luglio 2008 20.22Salve a tutti…
E’ da un po’ che non posto.
Ma mi chiedo se quello che sto facendo sia solo una perdita di tempo.
Cary ormai non sta neanche più nel forum. Abbiamo pochi commenti e poche visite…
E’ valsa la pena fare questo blog?
Non vi interessa l’argomento?
Cosa c’è che non va?
E’ importante per me quello che scriviamo qui, io e Carmen.
Ma evidentemente è così solo per me.
Vi chiedo solo di diffondere la voce…Non credo di volere molto.
Io sono una ragazza come voi, anzi, sicuramente molto più piccola. Ma dedico il tempo anche a questo…
Non ci sono solo le band, i concerti e i meet.
Esistono cose più importanti al mondo.
Potete dedicare un minuto del vostro tempo a ciò?
Servirà anche a voi un giorno…
Spero che qualcuno abbia letto.
Vorrei sapere cosa ne pensate, perchè io non voglio scrivere per non aver nessun lettore.
Grazie.
- Menny
Iraq Libero?martedì 15 luglio 2008 17.31
Eccomi con una notizia che sicuramente avete letto o sentito in questi giorni.
Barack Obama ha annunciato che potrebbe “perfezionare” il suo piano per un ritiro delle truppe statunitensi dall’Iraq entro 16 mesi dalla sua investitura.
“Quando andrò in Iraq e avrò la possibilità di parlare con i comandanti sul campo, sono sicuro che avrò più informazioni e continuerò a perfezionare le mie politiche”, ha affermato il candidato democratico alla Casa Bianca, stando al ‘New York Times’. “Ho sempre detto”, ha aggiunto, “che l’andamento del ritiro sarà dettato dalla sicurezza delle nostre truppe e dalla necessità di mantenere la stabilità. Questa valutazione non è cambiata”. Più tardi, a margine del suo tour elettorale in North Dakota, Obama ha corretto un pò il tiro. “Non vedo nulla”, ha sostenuto, “che contraddice” il piano proposto, e cioé “portare a casa le nostre truppe con un andamento di una o due brigate al mese”.
“Questa è la stessa posizione che avevo quattro mesi fa”, ha insistito, “è la stessa posizione che avevo otto mesi fa… dodici mesi fa”. “Il mio primo giorno da presidente”, ha concluso, “convocherò una riunione di tutti i comandanti e darò loro una nuova missione: mettere fine a questa guerra. In modo responsabile, deliberato e deciso”.
E’ un sogno…
- menny
Libri,venerdì 18 luglio 2008 17.30
Ciao a tutti, carissimi!
Sta sera vorrei scrivere in poche righe dei libri che vi consiglio, che trattano appunto della guerra…Ma sono stupendi anche per chi non è così interessato.
Il primo è Il cacciatore di aquiloni, che sicuramente qualcuno di voi ha già letto, di Khaled Hosseini.
Qui forse è concentrato sulla forza dell’amicizia, più che sulla guerra. E’ comunque ambiendato in Afghanistan, luogo di lunghe battaglie.
Il secondo è Mille splendidi soli, sempre di Hosseini e sempre ambientato in Afghanistan.
Qui è un misto di dolore, felicità e tristezza…Ciò è causato dalla guerra che da anni ha luogo nel Paese. Due storie diverse, all’inizio, che poi si uniscono, formando una stretta amicizia tra una ragazza e una donna con un marito in comune.
Il terzo è Teheran 1979, questa volta di Bowden Mark. Io non l’ho ancora letto, ma l’ho comprato e mi attira moltissimo.
Posto qui di seguito la trama:
Il 4 novembre 1979, pochi mesi dopo l’istituzione della Repubblica islamica sotto la guida dell’ayatollah Khomeini, un gruppo di studenti radicali dà l’assalto all’ambasciata americana di Teheran, prendendo in ostaggio 52 membri della sede diplomatica. Inizia così una crisi che durerà 444 giorni, vedrà un tentativo di blitz militare finito in disastro, si concluderà solo dopo l’insediamento alla Casa Bianca di Ronald Reagan, nel gennaio 1981, e avrà conseguenze che durano tuttora. In questo libro avvincente, Mark Bowden ricostruisce in ogni dettaglio la vicenda, attraverso gli occhi degli ostaggi, dei diplomatici impegnati nelle estenuanti trattative, dei membri dell’amministrazione Carter e anche dei protagonisti iraniani. Il risultato è un formidabile squarcio di storia in diretta.
No Excuse, venerdì 18 luglio 2008 17.30
Sicuramente avrete sentito parlare del progetto NoExcuse 2015.
Ve lo posto anche qui, per le persone che non lo conoscono.
1. eliminare la povertà e la malnutrizione
2. assicurare l’istruzione primaria a tutti i bambini
3. promuovere la parità tra uomo e donna
4. ridurre di due terzi la mortalità infantile
5. migliorare la salute delle gestanti
6. combattere l’HIV/AIDS, malaria ed altre malattie
7. migliorare la qualità e il rispetto dell’ambiente
8. lavorare insieme per lo sviluppo umano
Cosa ne pensate?Secondo voi, manterranno le loro promesse?
Siamo nel 2008 e quali di queste cose sono state affrontate?
Non trovo nulla di risolto…
Speriamo nei prossimi anni.
- Menny
Dove l’aiuto è solo un’idea..venerdì 25 luglio 2008 20.21
Osservate quest’immagine, cari amici…E pensate a quanto cibo noi sprechiamo, quando invece ci sono persone che farebbero di tutto per un pezzo di pane.
Pensateci…
Peace, pleasevenerdì 25 luglio 2008 20.21
Quanti bambini hanno passato così la loro infanzia…Tra bombe, missili, mine.
Ed è normale in quei posti…E’ normale morire per niente.
Qui invece, morire è strano…Forse dopo omicidi, suicidi, incidenti o magari una morte accidentale, senza colpa, è diventato un po’ più semplice guardare il telegiornale.
L’altro giorno ho sentito due militari italiani morti. Come se fossero duemila..
Non parlano più di Iraq, Libano, Afghanistan o Israele.
Solo quando di mezzo si sono gli italiani, uno o due…O forse solamente un ferito.
Ma nessuno pensa ai diecimila morti in Iraq, o forse più?Nessuno?
E questo perchè?
Io non capisco…Forse è diventato normale anche qui?Forse?
Sarà così per sempre?
Sarà così per sempre per i bambini in Iraq?Così per le famiglie?Così per i militari?
Spero che un giorno tutto questo finisca, cancellando i brutti ricordi e portandone di nuovi, più piacevoli.
Spero che un giorno qualcuno possa annunciare la libertà di questi popoli, che hanno vissuto solo un angolo della loro vita, il più brutto.
Spero che un giorno i militari possano tornare a casa, dalle loro mogli, dalle loro madri, dai loro figli…E che possano dire loro che uccidere è stata la cosa più brutta della loro vita.
Spero di non vedere mai più immagini macchiate di rosso, ma sorrisi di bambini felici accanto ai loro genitori..Magari senza un braccio, o una gamba…Ma pur sempre vivi.
Spero che un giorno tutto questo si avveri, con la speranza che il mondo migliori senza quel veleno che rovina la felicità di ognuno di noi.
I sorrisi di una famiglia felice, valgono più di ogni altra cosa…
E vi lascio così, questa sera, o meglio dire, questa notte…
- Menny
Grazie..venerdì 25 luglio 2008 20.19
Salve a tutti!
Questa sera non posto niente riguardante il mondo.
Volevo solo ringraziare tutti coloro che si interessano a ciò che scrivo e commentano.
Grazie davvero!
Mi fa un enorme piacere sapere di non essere l’unica qui, sul serio.
Ho pochissimi commenti, e devo dire anche pochissime visite…Ma almeno voi mi aiutate, o perlomeno fate crescere la voglia di postare ancora, e ancora…
Grazie :)
Ne approfitto per dire che ci sarà a breve un cambio di grafica, ovviamente fatta apposta per il blog, dal Contest Mania.
A presto!
- Menny
E siamo meno quattro…venerdì 25 luglio 2008 20.15
Quattro persone, tra cui una donna e due soldati, sono state uccise da un ordigno e in due attacchi armati a Diyala e Mossul. Lo ha riferito l’agenzia irachena Aswat al Iraq citando fonti della sicurezza. Un ordigno e’ esploso a Wajihiya, 90 km a Nord-Est di Baghdad, causando la morte di una donna. Nella provincia di Mossul, a Nord di Baghdad, un gruppo armato ha attaccato un posto di blocco dell’esercito, uccidendo due soldati. Uomini armati hanno ucciso un uomo a Mossul.
Ode alla Pace – Neruda,sabato 26 luglio 2008 0.22
Buona sera!Nel precedente post Sara [rainbowbomb94] mi ha postato una poesia di Neruda.
E io la riporto qui :)
Grazie Sara!
Sia pace per le aurore che verranno,
pace per il ponte, pace per il vino,
pace per le parole che mi frugano
più dentro e che dal mio sangue risalgono
legando terra e amori con l’antico
canto; e sia pace per le città all’alba
quando si sveglia il pane, pace al fiume
Mississippi, fiume delle radici:
e pace per la veste del fratello,
pace al libro come sigillo d’aria,
pace per il gran kolchoz di Kiev;
e pace per le ceneri di questi
morti, e di questi altri morti; sia pace
sopra l’oscuro ferro
di Brooklyn, sia pace al portalettere
che entra di casa in casa come il giorno,
pace per il regista
che grida nel megafono rivolto
ai convolvoli, pace per la mia
mano destra che brama soltanto
scrivere il nome di Rosario, pace
per il boliviano segreto come
pietra nel fondo d’uno stagno, pace
perché tu possa sposarti; e sia pace
per tutte le segherie del Bío-Bío,
sia pace per il cuore lacerato
della Spagna partigiana:
sia pace per il piccolo Museo
di Wyoming, dove la più dolce cosa è un cuscino con un cuore ricamato,
pace per il fornaio e i suoi amori,
pace per la farina,
pace per tutto il grano
che deve nascere, pace per ogni
amore che cerca schermi di foglie,
pace per tutti i vivi,
pace per tutte le terre e per le acque.
E ora qui vi saluto,
torno alla mia casa, ai miei sogni,
ritorno nella Patagonia, dove
il vento fa vibrare
le stalle e spruzza ghiaccio
l’oceano. Non sono che un poeta
e vi amo tutti, e vago per il mondo
che amo: nella mia patria i minatori
conoscono le carceri e i soldati
danno ordini ai giudici.
Ma io amo anche le radici
del mio piccolo gelido paese.
Se dovessi morire mille volte,
io là vorrei morire:
se dovessi mille volte nascere,
là vorrei nascere,
vicino all’araucaria selvaggia,
al forte vento che soffia da Sud,
alle campane comprate da poco.
Nessuno pensi a me.
Pensiamo a tutta la terra, battendo
dolcemente le nocche sulla tavola.
Io non voglio che il sangue
torni a inzuppare il pane,
i legumi, la musica:
ed io voglio che vengano con me
la ragazza, il minatore,
l’avvocato, il marinaio,
il fabbricante di bambole e che entrino
con me in un cinema e che escano a bere
con me il vino più rosso.
Io qui non vengo a risolvere nulla.
Sono venuto solo per cantare
e per farti cantare con me.
Assenza, domenica 27 luglio 2008 15.02
Ciao!
Scrivo per avvertire della mia assenza dal 03 agosto agli inizi di settembre!!
Vado in Marocco…Non vedo l’ora!
Mare…Caldo…La mia famiglia *O*
Sarà stupendo!
Beh, in questa settimana dovrò preparare le valigie con mia mamy, quindi non posterò molto…
Quando sarò lì comunque cerco di collegarmi da mio zio e di scrivere qualcosa!!
A presto!!
IRAQ: ATTENTATO SUICIDA A KIRKUK, 11 MORTI E 50 FERITImercoledì 30 luglio 2008 18.48
Kirkuk, 28 lug – Almeno undici persone sono rimaste uccise e altre cinquanta sono rimaste ferite in un attentato suicida nella citta’ settentrionale irachena di Kirkuk. A riferirlo all’Afp e’ un ufficiale di polizia locale.
L’attentatore ha detonato la sua cintura esplosiva tra la folla nel corso di una manifestazione di protesta contro l’adozione di una controversa legge sulle elezioni provinciali attualmente dibattuta nel parlamento di Baghdad.
Links, martedì 9 settembre 2008 17.34
Sta sera volevo segnalarvi altri links che mi sono sembrati “carini” =)
http://nowar.kyuzz.org qui andate a vedere in basso su P as Peace, mi piace!
http://www.nowar.org
http://antiwar.com
http://peacenowar.net
http://peacereporter.net
Spero li visitiate!
Iraq,martedì 9 settembre 2008 14.48
RITIRO TRUPPE A FEBBRAIO
Baghdad e Washington avrebbero raggiunto un accordo per il ritiro delle truppe Usa da Baghdad che potrebbe iniziare a febbraio prossimo per completarsi entro il successivo mese di luglio. Lo sostiene il quotidiano di stato iracheno al Sabah che, citando fonti governative, assicura che Washington dara’ l’annuncio entro domani.
Secondo una fonte ben informata del governo di Baghdad, “a partire del prossimo febbraio le unita’ dell’Esercito americano dislocate in varie zone di Baghdad si ritireranno in caserme situate fuori dalla capitale oppure in zone lontane dal centro della citta’”. Tuttavia, il ritiro dovrebbe avvenire “lentamente” e “gradualmente” e a “seconda di come si evolve la situazione della sicurezza sul terreno”, dicono le fonti.
Stando a quanto riferisce al Sabah, l’accordo rientra nelle misure decise per “il passaggio di consegne della capitale alle forze di sicurezza irachene”, che dovrebbe “completarsi” entro il prossimo luglio.
Sull’accordo strategico Usa-Iraq che dovrà regolare la presenza statunitense in Iraq, interpellato dal giornale, l’esponente della coalizione sciita al governo, Sheik Hamid Muallah ha assicurato che “entro 48 ore (domani per chi legge) sara’ annunciata la risposta Usa alle nostre proposte di modifiche del trattato strategico”.
Il 5 settembre scorso, il portavoce della casa Bianca Dana Perino, aveva reso noto che il presidente americano George W.
Bush avrebbe annunciato probabilmente la prossima settimana la sua decisione sul numero delle truppe Usa in Iraq.
__________________
Non era a Settembre 2008?…
11 Settembre,sabato 13 settembre 2008 3.55
Ieri, 11 Settembre. A sette anni dall’attentato delle Tween Towers.
E lo ricordiamo così, con una fotografia…E’ stato un giorno. Uno soltanto. E dopo sette anni ancora se ne parla alla televisione.
2974 morti in una giornata. Solamente quella. Poi alcun morto nei giorni sucessivi.
Ma i mesi, gli anni in Iraq non contano?Tutte le persone morte lì non sono mai esistite?E’ questo che più mi turba.
Mi spiace per i morti dell’11/09.
Ma quelli del settembre intero…E di Ottobre…E di Novembre…E di chissà quanti altri mesi…Mi fanno più dispiacere, quando non si ricordano nemmeno in tv una volta all’anno.
Mentre per gli USA ovviamente ogni 11 settembre ci vuole un minuto di silenzio…Certo, è giusto.
Perchè loro sono americani, mentre gli altri sono soltanto degli iracheni.
Mi chiedo se è così che pensa la gente.
Perchè, wow, allora il mondo fa davvero pena.
L’avevo già scritto in un’altro post, quando hanno detto al telegiornale che sono morti due italiani. Due??
Non cambio discorso…
Ricordiamo l’11 settembre come una brutta giornata per molte persone.
In se stessi…domenica 21 settembre 2008 17.48
Oggi…
Pensavo una cosa
A come ognuno sia simile e diverso da un altro
A quanto anche un granello di sabbia potesse determinare una situazione
A come ogni essere, cerca la sua pace
La sua pace
La pace dell’anima, del cuore…
E come ognuno di noi
La cerchi in qualcosa di diverso
In una nota, in una parola, in una voce, in un raggio di sole,
in un vortice di vento, in un prato giallo,
o in un prato verde…
In un cielo azzurro, in un cielo stellato
in un mare agitato
in un mare verde
In un sorriso… In un amico… In una fotografia…
In un bel pensiero…
Nella sua infanzia, nel suo presente
nelle speranze…
Nella vita e nel sogno
In animali
In invenzioni
In colori… In odori…
Nella diversità, nel sua viaggio in direzione ostinata e contraria
Oppure… Nell’uguaglianza… Il voler essere un pò tutti
Nel voler essere unico…
Nel voler essere…
Te stesso…
E quella voglia, incomprimibile e inesauribile voglia,
di trovare la pace…
La pace…
Carmen
Mentre tu cerchi, noi piantiamo alberi,lunedì 22 settembre 2008 21.19
Ecco un nuovo motore di ricerca…ecologico.
Per ogni 1000 ricerche eseguite, Ecocho pianta fino a 2 alberi
- ciò serve a contrastare una tonnellata di gas serra.
Paghiamo gli alberi con la pubblicità sul sito.
Utilizza la tecnologia di Yahoo e inizia
una eco ricerca!
www.ecocho.it
Al posto di utilizzare Google, cercate di fare le vostre ricerche su Ecocho, con uno scopo almeno ; )
Grazie a Simo per la notizia, e il tizio da cui l’ha saputo!!
mysicknotes.splinder.com
Essere nomadi, è essere minoranza, essere minoranza è essere …mercoledì 24 settembre 2008 20.11
Essere donne di fuoco
Essere uomini di vento
E trovare la propria scintilla, il proprio terreno
Ogni volta in posti diversi….
In posti nuovi…
Dove ogni nuvola è modellata da un’altra fata
Dove ogni fiore è seminato da un altro mago…
Dove ogni tamburello è diverso da quello nella roulotte.
E viaggiare…
E trovare i propri sorrisi, le proprie parole
Nel viaggio…
Nel viaggio continuo…
” Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”
Ed essere guidati solo dall’istinto
Dallo scegliere un posto invece che un altro…
Ed essere così, gli eterni viaggiatori….
Eterni viaggiatori…
Fino a poco…
O almeno per alcuni di voi, alcuni: 300.000…
Uccisi…
Da qualcuno più forte…
Più forte, forse, solo politicamente parlando…
Ma voi…
Resterete sempre quelle
donne di fuoco
resterete sempre quegli
uomini di vento
…
In questo viaggio che non ha inizio nè fine…
Ha il presente, l’attimo…
E il respiro….
Carmen
Contro o con la guerra?venerdì 26 settembre 2008 16.27
Buondì!
Oggi vorrei chiarire un po’ di cosette…Dato che già più di una persona è contraria al blog.
Un po’ di giorni fa due ragazzi affermano che la guerra serve.
Ok, ognuno ha le sue idee…Ma vorrei solamente a cosa dovrebbe servire.
Esempio:
Vietnam.
A cosa è servita?
A mio parere, a niente. Ha rovinato la vita ad un sacco di persone, non vedo la parte positiva in questa storia.
Può servire all’economia del Paese vincente forse?
Per quanto ne so io, altro esempio, l’America in Iraq sta sprecando più soldi di quanti ne guadagna.
Non trovo nessun’altra possibilità ” carina “…
La guerra non può finire, e non finirà mai. Questa è una cosa certa.
Ma in qualche modo, può migliorare?
E concludendo il discorso precedente, non credo che se ci fosse una battaglia qui in Italia la gente salterebbe di gioia. Quindi, chiederei per favore, di non essere sicuri di una cosa quando in realtà si sa poco o niente.
Se non la pensate come me lasciate pure un commento : )
Menny
No alla vivisezione!martedì 7 ottobre 2008 19.39
Questa mail verrà inviata ai seguenti indirizzi:
156@goiania.go.gov.br
cme@educacao.goiania.go.gov.br
gabinete@mp.go.gov.br
16promotoria@mp.go.gov.br
4camara@pgr.mpf.gov.br
carlosvilhena@prr1.mpf.gov.br
Secretaria@cnmp.gov.br
Testo che verrà inviato:
Egregio Signore,
è con grande costernazione che scrivo per sollecitare ed accogliere le denunce di maltrattamento fatte dai difensori degli animali di Goiânia perpetrati dall’Università
Federale di Goiás, i cui cani utilizzati nelle lezioni del corso di Medicina sono stati
vivisezionati, pratica vietata dalla Legge 9.605/98 nel suo articolo 32 che considera
un crimine realizzare “esperimenti dolorosi o crudeli su animali vivi, anche per fini
didattici o scientifici quando esistono metodi alternativi”. É dovere delle autorità far
rispettare lo spirito della legge e individuare i colpevoli per i loro reati.
È inaccettabile che in pieno 21° secolo si continui a sperimentare sugli animali,
dal momento che questa pratica antiscientifica, degradante ed immorale non fa
più parte della realtà di tante università in tutto il mondo, cosi come è inaccettabile
l’esistenza di canili che inviino cani randagi all’università perché siano vivisezionati.
Gli animali sono tutelati dallo Stato e per questo si spera che le denunce siano
appurate e i colpevoli puniti.
Distinti saluti.
http://www.oipaitalia.com/vivisezione/appelli/brasile_petizione.html
Date un occhio anche qui: http://www.oipaitalia.com/campagne.html
Grazie a Simo.Salviamo Angelica!giovedì 9 ottobre 2008 21.05Vedere quel corpicino attaccato ai tubi,imprigionato dai macchinari medici, e’ straziante. I raggi della radioterapia trapassano il suo corpo, attaccano il suo cervello, la rendono cieca.
Il nostro piccolo angelo, ha 23 mesi. Otto mesi fa è iniziato tutto il calvario.
Vorrebbe solo giocare, come tutti i bimbi della sua età. E invece deve lottare con un tumore di oltre cinque centimetri nel suo cervello.
Questa e’ la storia di nostra figlia che lotta contro i tumori da quando e’ nata.
Per salvare la nostra bimba occorrono 150 mila euro. L’ unico modo per curarla è portarla a Huston, negli Stati Uniti. La piccola è stata operata il 5 novembre al San Raffaele, le hanno asportato un neuroblastoma. Praticamente è un tumore maligno al quarto stadio dentro il cervello, poi i medici del San Raffaele hanno inviato tutta la documentazione al centro Tumori per i controlli. Ma in 22 giorni il tumore si è riformato. Era grosso 17 millimetri, poco più’ di un centimetro e mezzo, prima dell’operazione. Ora è grosso 5 centimetri. Ed è iniziato il calvario.
Così che nostra figlia inizia a entrare e uscire dagli ospedali. Sta facendo le cure, si sta sottoponendo a un ciclo di ben 33 sedute di radioterapie. Per adesso ne ha fatte 17 e le sono state somministrate due reinfusioni di cellule staminali. Il problema è che lei produce queste cellule cattive. E l’unica soluzione è portarla in America.
Il problema è che probabilmente alla fine della radioterapia potrebbero presentarsi problemi neurologici. Poi c’è l’occhio. Inizia a non vederci bene da una parte. I medici dicono pure che purtroppo le possibilità che ne perde uno sono alte. Sono gli effetti della radioterapia. Impossibile, però, non fare le cure.
I medici hanno voluto anticipare la radioterapia, anche se ha solo 23 mesi, proprio perchè il tumore è recidivo e ormai è al quarto stadio.
La soluzione c’è: negli Stati Uniti!
A Huston, esiste un macchinario che elimina definitivamente il suo tipo di tumore. Solo in America esiste questo macchinario.
Noi vorremmo curarla ma occorrono 150 mila euro.
A settembre andremo per una visita. Solo quella costerà 2.000 euro.
Io, Donato, sono operatore di call center, come mia moglie, Massimiliana che però ha lasciato il lavoro per seguire mia famiglia; ma non ce la facciamo.
Abbiamo aperto questo blog per raccogliere messaggi di solidarietà, consigli, eventuali informazioni di sostegno.
Potete scriverci anche a donprov@inwind.it
Chiedo aiuto a voi lettori.
Vogliamo salvare il nostro angelo!!!
Per maggiori informazioni andate qui :
AIUTATE IL MIO ANGELO
.Salviamo Angelica.Libertàdomenica 12 ottobre 2008 0.56
Siamo tutti ugualimartedì 25 novembre 2008 21.26 Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago
Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.
Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:
• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”
Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.
Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.
Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.
Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.
Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.
Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.
Ho pianto. Dal dolore.
Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:
-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.
Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.
Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.
Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi
Bene, in conclusione, lasciando per un attimo da parte i giochi e la scherzosità, chiamo a raccolta il vostro lato di persone serie e mature, e vi chiedo se vi sembra giusto che un bimbo di 4 anni possa subire certe ingiustizie,in definitiva la nuova iniziativa sarebbe
SIAMO TUTTI UGUALI
senza nessuna esclusione, spero che aderiate in molte, per far sapere al piccolo grande mondo di internet che queste cose esistono e sono un problema, grazie ancora.
Giulia
image
Dal http://tokiohotelitaly.forumcommunity.net/
Grazie nuovamente a Simo per il link : )
Gli occhilunedì 20 ottobre 2008 16.29
Ho visto gli occhi di un bambino distrutti dalla sofferenza perchè aveva perso tutto
Ho visto gli occhi di una madre gonfi e pieni di lacrime per aver perso il suo bambino.
Ho visto gli occhi di quei soldati, colmi di speranza affinchè il fucile del nemico non li colpisca.
E non è rimasto niente…Solo macerie, di quella che una volta era stata una città.
Poi la forza di ricominciare, di seppellire i morti, di ricostruire vite perse…
E insieme al loro passato, ricominciare con un futuro più reale, più felice.
Questa l’ho preso dal diario di una mia compagna di classe…Non so quindi chi l’ha scritta, ma mi è piaciuta molto : )
Spero piaccia anche a voi!!
Se sapete chi è l’autore/autrice, segnalatemelo così lo scrivo!Serie di attacchi violenti, Iraq.giovedì 30 ottobre 2008 11.32
Baghdad, 29 ott – Almeno 14 persone hanno perso la vita oggi in una serie di attacchi avvenuti in Iraq.
Cinque persone sono morte nell’esplosione di una bomba collocata sul ciglio di ‘Palestine Street’, a Baghdad. La forte esplosione ha causato il ferimento di altre 13 persone.
In un altro attentato avvenuto nella capitale irachena, una bomba ha colpito un autobus nel quartiere di Hai Ur: a bordo del mezzo c’erano degli impiegati del ministero dell’Educazione e due di loro hanno perso la vita.
Poco prima, un uomo armato ha sparato e ucciso due ufficiali dell’intelligence nella citta’ sciita di Hilla ferendone altri due. In un altro scontro a fuoco, a Babil, un criminale ha ucciso un altro agente delle forze di sicurezza.
Nella provincia di Diyala, tre persone hanno perso la vita nell’attacco dinamitardo condotto da un gruppo di ribelli che hanno assaltato l’abitazione del leader di un organizzazione anti Al-Qaeda.
Infine, un altro poliziotto e’ morto, e altri quattro sono rimasti feriti, nella deflagrazione di un’autobomba esplosa contro un convoglio della polizia nella citta’ settentrionale di Mosul.
http://www.asca.itContro tutte le guerresabato 8 novembre 2008 23.04Oggi sono andata a fare un giro in città con una mia amica, e un ragazzo ci ha consegnato un volantino con il titolo soprastante. Mi ha fatto molto piacere che qualcun’altro si interessi all’argomento, così ve lo posto qui : )
Quando lo Stato si prepara ad assassinare, si fa chiamare patria. (F.Durrenmatt)
L’Italia è in guerra. Truppe tricolori combattono in Afghanistan. Lo chiamano “Peace Keeping”: suona meglio e mette la coscienza a posto. Ma, là, in Afghanistan, ogni giorno bombardano, uccidono, imprigionano, torturano. Sette anni di guerra e la chiamano pace. Un massacro senza fine.
Ma che importa? Gli affari dei petrolieri e dei fabbricanti di armi vanno a gonfie vele.
In occasione del 4 novembre, festa della vittoria in quell’immane carneficina nazionalista che fu la prima guerra mondiale, la Russia invia i militari nelle scuola per una bella lezione di propaganda bellica: l’esercito ha bisogno di volontari. Dopo le dichiarazioni di guerra agli studenti in lorra fatte da Berlusconi viene il sospetto che potrebbe traddarsi di un’esercitazione pratica.
Cosa sia stata quella guerra ce lo dicono i numeri.
Morti: 50.000 civili e 680.000 mila soldati.
Prigionieri e dispersi: 600.000
Feriti e mutilati: 950.000.
Disertori e renitenti: 370.000 denunce, 350.000 i processi con 220.000 condanne detentive.
Condannati a morte: 729.
Fucilazioni e decimazioni: 2.000 cui si sommano 5.000 fucilati durante la disfatta di Caporetto.
Nella nostra città nel 1917 lo sciopero generale contro la guerra divenne una rivolta popolare che tenne in scacco la polizia e i regi carabinieri. Questa soria, quella dei disertori, dei ribelli, degli operai di Torino insorti, è quella che vogliamo ricordare, quella che in questo 2008 di guerra può dare il migliore insegnamento a tutti.
In Afghanistan ci sono 2.600 soldati italiani: questo orrore costa a tutti noi milioni di euro, sottratti e scuola, sanità, tutela del territorio. La spesa di guerra comprende il mantenimento di basi, caserme, aereoporti ed un buon numero di ben addestrati assassini di professione. I governi di destra e quelli di sinistra hanno fatto a gara nel finanziare le imprese belliche,
A Vicenza vogliono fare la più grande base militare USA d’Europa. A Novara stanno per costruire uno stabilimento per l’assemblaggio dei nuovi bombardieri F35, giocattolini da 150 milioni di euro l’uno.
L’esercito è anche nelle nostre strade. Nel mirino sono i poveri, gli immigrati, i rom, i senza tetto, chi si ribella alla devastazione del territorio e al saccheggio delle risorse. Lo Stato militarizza il territorio e tratta da delinquenti quelli che si ribellano.
E’ la guerra. La guerra interna. Anche questa serve alla pace. La pace sociale.
Guerra interna e guerra esterna sono due facce della stessa medaglia: quella del potere che perpetua se stesso ad ogni costo, quella del capitalismo che macine vite, risorse e futuro della più parte di noi.
Opporsi alla guerra senza opporsi al militarismo, senza opporsi all’esistenza stessa degli eserciti, vere organizzazioni criminali legali, è mera testimonianza.
Fermare la guerra, incepparte i meccanismi, è un’urgenza che non possiamo eludere. A partire da noi, dal territorio in cui viviamo, dove ci sono caserme, aereoporti, scuole militari, fabbrichi d’armi.
CONTRO TUTTE LE GUERRE, CONTRO TUTTI GLI ESERVITI!!
http://piemonte.indymedia.orgGiornata mondiale del Diabetevenerdì 14 novembre 2008 18.42
Diabete: 14 novembre, giornata mondiale
ROMA – Un italiano su dieci ha il diabete o e’ a rischio di ammalarsi e non sempre lo sa. Nel mondo i diabetici sono 246 milioni e secondo gli esperti continueranno a aumentare. C’e’ preoccupazione soprattutto per il diabete di tipo 2, legato alle cattive abitudini alimentari e agli scorretti stili di vita che si stanno diffondendo sempre di piu’ anche tra bambini e adolescenti. La giornata mondiale del diabete vuole anche attirare l’attenzione su tutti i casi di diabete occulto, infatti e’ possibile avere questa malattia per anni senza sintomi. Si stima che in Italia ci sia un numero di persone malate che non lo sanno ancora pari almeno a quello di chi e’ gia’ in cura. Il diabete e’ la principale causa in Italia di amputazioni, infarto e ictus, cecita’ e disturbi della vista, ma, allo stesso tempo, tutti gli effetti deleteri del diabete si possono prevenire o fermare con le terapie oggi disponibili e pur essendo diabetici si puo’ condurre comunque una vita normale.The Little Rock Ninedomenica 23 novembre 2008 15.08Little Rock Nine
I Little Rock Nine sono stati i primi ragazzi afro-americani ad entrare alla Little Rock High School, Arkansas (una scuola per bianchi).
Ernest Green è stato il primo diplomato nero in una scuola per bianchi.
Ernest Green
Nell’immagine seguente, potete notare Elizabeth Eckford seguita e derisa dalla folla bianca (la ragazza al centro che urla si chiama Hazel Bryan).
Elizabeth
Mi ha colpito il modo con cui questi ragazzi hanno affrontato l’odio e il disprezzo per loro.
A parere mio, qui in Italia sta ritornando un po’ tutto come prima. Le classi separate per gli stranieri…Mai sentita cosa più, scusate il termine, idiota.
Bah…Vito Scafidimartedì 25 novembre 2008 21.23Vito
Tutti avrete sentito del crollo del liceo Darwin a rivoli, che ha provocato la morte di un diciassettenne, Vito Scafidi.
Lo ricordiamo così, con una foto e poche righe.
Non so proprio che dire riguardo il crollo…Penso che sia una vergogna che una scuola abbia dei problemi così grossi tanto da far perdere la vita ad un ragazzo. Ma, infondo, la colpa non è stata di nessuno. Probabilmente, il soffitto è crollato in un momento sbagliato…O giusto…Perchè in realtà, non siamo noi a decidere.
Delle parole carine, le ha scritte questa ragazza…Che come me, e molti altri, non conosceva Vito, ma che ha pensato anche di immedesimarsi in lui. Spero non sia stata l’unica.
Concludo così il ricordo di un cuore che ha appena smesso di battere…
VitoRazzismogiovedì 4 dicembre 2008 15.17Racism
Perchè il razzismo?
E’ una domanda a cui probabilmente tutti risponderebbero in modo diverso.
Osservate l’immagine…
Sono rappresentate tre uova bianche e uno più scuro.
Vi dico la mia interpretazione, che penso non sia molto diversa dalla vostra…
Secondo me, dice che anche se fuori hanno un colore diverso, dentro ci sono sempre tuorlo e albume.
E’ la stessa cosa negli esseri viventi, ovviamente. Non credo si debba giudicare una persona per l’aspetto fisico; bisognerebbe aspettare di conoscerla veramente, scoprire il suo carattere…
Ma forse non si dovrebbe giudicare nulla, e forse non ci conosciamo neanche noi stessi per giudicarci..
Beh, quello che voglio dire è che un colore non può non far nascere un’amicizia…
Penso ci siano tante differenze fra gli uomini, fra stelle, tutto ciò che vediamo.. e tutto ciò che sentiamo…
ma è anche estremamente vero che l’uomo (in questo caso) è costituito da atomi.. tutti gli uomini sono costituiti da atomi..
Ma ognuno è diverso.
Ed è così veramente..
E questo penso sia un bene sicuramente.. Essere diversi per rapportarsi, essere diversi soltanto per se stessi pure oppure essere diversi pensando cose diverse, ascoltando note diverse…
Vedendo cose diverse..
Menny&Carmen
La guerra è finita?giovedì 4 dicembre 2008 20.38
La guerra è finita?
Dolore. Violenza. Sangue. Terrore.
Conflitti di popoli esistiti da sempre.
Siamo alla ricerca di un sogno, lo vogliamo inseguire per poi realizzare.
Abbiamo bisogno di VITA, di LIBERTA’, di AMORE, di PACE.
Noi vogliamo che il sogno viva come realtà.
E che non muoia.
VITA ALLE NOSTRE IDEE.
Ci furono grandi battaglieri. Potenti sicuramente. Ma molte volte l’anima di questi si pentiva, chiedeva perdono per le persone fatte giacere nel suolo ormai prive di vita, con qualche spada che inesorabile affonda su un misero corpo di soldato.
Se continuiamo a credere che la soluzione ai problemi si trovi con la violenza, ci sbagliamo.
Continueremo nella ricerca dei COLORI DELLA PACE. .mercoledì 17 dicembre 2008 20.53Salve a tutti.
Scrivo per scusarmi della mia “assenza”, per così dire.
Ormai sono due settimane che non posto qualcosa, ma io passo sempre a vedere nuovi commenti (se ce ne sono).
Non ho abbandonato il blog; se ricapita, è solo perchè:
-non trovo nuovi argomenti
-la scuola è in prima posizione
Grazie =)
MennyDove termina l’arcobalenogiovedì 8 gennaio 2009 2.07DOVE TERMINA L’ARCOBALENO
Dove termina l’arcobaleno
Deve esserci un luogo, fratello,
Dove si potrà cantare ogni genere
di canzoni,
E noi canteremo insieme, fratello,
Tu ed io, anche se tu sei bianco e io
non lo sono,
Sarà una canzone triste, fratello,
Perchè non sappiamo come fa,
Ed è difficile da imparare,
Ma possiamo riuscirci, fratello, tu ed io.
Non esiste una canzone nera.
Non esiste una canzone bianca.
Esiste solo musica, fratello,
Ed è musica quella che canteremo
Dove termina l’arcobaleno.
Richard RiveNella guerra…giovedì 8 gennaio 2009 2.07
NELLA GUERRA
Sono nata in mezzo alla guerra,
vivo in mezzo alla guerra,
gioco in mezzo alla guerra,
ho il terrore della guerra,
vedo morire tanta gente,
vedo morire i miei cari.
Per quanto tempo ancora
dovrò sopportare questa vita?
Io desidero con tutto il cuore,
amare, vivere, giocare,
essere uguale a tante altre bambine.
Esiste un mondo dove si può
essere liberi e non aver paura?
Esiste un mondo dove ci sia la PACE?No al finanziamento ad un centro per la vivisezionedomenica 28 dicembre 2008 18.01Ebbene sì, da qualche giorno anch’io scrivo quì.
Grazie a Menny e Cary per l’opportunità :D
Una piccola presentazione…mi chiamo Simona (sono quella della categoria “simo” :D), ho 15 anni, sono della provincia di Torino e amo tanto gli animali da essere diventata vegetariana.
Anche per questo motivo desidero che il mio primo post sia dedicato agli animali, precisamente
Vi avviso, molti dei miei post riguarderanno gli animali (:
La Commissione Europea progetta di sostenere economicamente un nuovo laboratorio per la sperimentazione animale in Portogallo. La documentazione ufficiale conferma che un laboratorio per la ricerca è in progetto a Azambuja (distretto di Lisbona). Leonor Beleza la presidente della Champalimaud Foundation, ha annunciato che potrebbero essere costruite fino a 25 mila gabbie per l’allevamento di animali per la sperimentazione scientifica. Lo scopo è fornire animali alle compagnie, ai laboratori universitari, agli istituti di ricerca di Lisbona e in altre parti del Portogallo e all’estero.
La nuova struttura costerà 36 milioni di euro. Nove arriveranno da risorse private, il rimanente 75%, 27 milioni, arriveranno dalla Commissione Europea.
Questa somma sminuisce l’importo speso per le alternative (ECVAM), il quale ha ricevuto 2.2 milioni quest’anno e 1.7 milioni nel 2007.
Non si sa quale specie di animali potrebbero essere coinvolte.
Per favore manda una mail di protesta ai Commissari Europei!
[www.oipaitalia.com/vivisezione/appelli/portogallo.html]
Clicca quì per inviare la mail, non ti costa niente e non sprecherai tempo, ti basterà fare copia e incolla! http://www.oipaitalia.com/vivisezione/appelli/portogallo_petizione.html
Io vi prego di seguire il sito dell’OIPA (http://www.oipaitalia.com/), e di firmare il più alto numero di petizioni possibili, farete solo del bene.
Simo…giovedì 1 gennaio 2009 20.26
.Qualunque cosa tu possa fare,
qualunque sogno tu possa sognare,
comincia.
E noi cominciamo da QUI, ORA.Inferno nella Striscia di Gazadomenica 4 gennaio 2009 15.39
Tra il 2002 e il 2008 [ i dati sono riferiti ad Ottobre 2008, prima della mattanza di Dicembre (ndr) ], le forze israeliane hanno intensificato le aggressioni contro la popolazione palestinese.
- I militari hanno ucciso 5389 tra Cisgiordania, Striscia di Gaza, Gerusalemme e Israele.
- I coloni hanno ucciso 75 cittadini, in prevalenza agricoltori, bambini e donne. La maggior parte degli omicidi è avvenuta alla presenza dei soldati dell’occupazione.
- 32.720 sono i palestinesi feriti: 3530 hanno riportato handicap permanenti.
- Tra le vittime ci sono 194 donne, 995 bambini e 4200 uomini. 492 sono stati uccisi dai bombardamenti. 746 militanti sono stati ammazzati attraverso operazioni mirate. 233 sono morti sui “campi di battaglia”.
- 135 malati sono morti a causa dell’impossibilità di raggiungere gli ospedali e i centri medici. Sono stati registrati 70 parti ai checkpoint: 35 neonati sono deceduti a seguito delle complicazioni igienico-sanitarie.
- Durante oltre un anno di assedio alla Striscia di Gaza, sono morti più di 220 malati a causa della mancanca di medicine e del divieto di recarsi all’estero per le cure mediche o di importare medicine.
- I Comitati hanno denunciato l’uccisione di 40 operatori sanitari, tra medici, soccorritori e infermieri, e il ferimento di centinaia di altri.
- Gli studenti uccisi sono 664, di 199 erano universitari. I feriti sono 3602, di cui 1245 gli universitari. 37 sono gli insegnanti uccisi e 55 i feriti.
- Durante gli otto anni di Intifada, 65.000 palestinesi sono stati imprigionati. 8459, tra cui 78 donne, sono tuttora detenuti nelle prigioni israeliane. Sono 195 i prigionieri morti durante la detenzione.
Pratiche punitive contro i prigionieri. Ai detenuti malati non vengono somministrate medicine. Per ogni genere di patologia vengono dati solo “calmanti”. Non vengono eseguite operazioni chirurgiche. Gli infermieri non sono sempre presenti. Le prigioni sono prive di attrezzature mediche e apparecchiature per la respirazione. L’alimentazione è carente e i malati infettivi vivono in promiscuità con i sani. Quando vengono trasferiti, i detenuti malati sono ammanettati mani e piedi e visitati da dietro una rete. Sono lasciati in stanze umide e mal areate.
Donne prigioniere. La maggior parte, in particolare le donne incinte e le madri, sono rinchiuse nelle carceri di Talmud e ar-Ramleh, dove manca anche la ginecologa. Al momento del parto, le detenute sono legate. Il neonato viene trattato come un prigioniero: non riceve cure mediche e alimentazione adeguata.
(fonte: Infopal.it e forumpalestina.org)
ABBIAMO LA FORZA DI DIRE BASTA?
Ho sentito giornalisti che affermano che “Hamas ha circondato la Striscia di Gaza con missili e l’Israele si sta solo difendendo.”. Tra queste dovrei citare Fiamma Nirenstein che oggi al TG4 non ha fatto altro che criticare Hamas e difendere Israele.
Non capisco il perchè di tutto questo amore per Israele. Hitler ha sterminato gli ebrei, ma ora sono loro che stanno mettendo in atto un genocidio che non dovrebbe esistere.
E la colpa, invece, per molti, è solo dei palestinesi.
NON E’ COSI
Israele non vuole fermare una guerra.
Non vogliono assediare la Striscia di Gaza perchè non ce la fanno, non perchè non ce l’hanno in mente. Se no, perchè tutto questo?
Stanno morendo civili per un conflitto che probabilmente non finirà presto, solo perchè Israele vuole anche Gaza per sè.
E poi…Non è strano che di Pakistan-India non si parli più? Il giorno prima dell’inizio di Israele-Palestina, l’India aveva dichiarato guerra al Pakistan.
Ora, che vogliamo fare? Quando un popolo sta per essere sterminato, quando sono gli ebrei ad essere sterminati, la pietà colpisce tutti. Ma adesso che sono i palestinesi in difficoltà nessuno si muove?
Fosforo biancomartedì 6 gennaio 2009 1.07http://www.panagea.eu/web/images/stories/articoli/palestina.jpg
Nella sua offensiva a Gaza, l’esercito israeliano starebbe usando proiettili al fosforo bianco per coprire i suoi assalti contro le postazioni di Hamas. Lo denuncia il “Times”, ricordando che il fosforo bianco – utilizzato anche dalle forze britanniche e americane, queste ultime finite sotto accusa durante la guerra in Iraq – puo’ causare terribili ustioni, anche se non e’ illegale se viene usato come fumogeno, per coprire l’avanzata dei militari. “Queste esplosioni (provocate dai proiettili al fosforo bianco, ndr) producono molto fumo che acceca il nemico e apre la strada alle forze”, spiega una fonte della sicurezza israeliana. Lo Stato ebraico aveva gia’ ammesso di aver usato questa sostanza durante la Seconda guerra in Libano nel 2006. Il Trattato di Ginevra del 1980 prevede che il fosforo bianco non debba essere usato come arma di guerra nelle aree civili, ma nulla dice sulla possibilita’ che sia usato come fumogeno o per l’illuminazione.
Fonte: iltempo.ilsole24ore.com
Fantastico!Anche il fosforo bianco! Che altro vogliono fare? Non basta già il disastro?
“Fumogeno” o per quanto illumini, che si accingano ad usare qualcos’altro, perchè, aldilà di come viene usato, sempre pericoloso è. Cercate su google fosforo bianco e troverete delle immagini che non esprimono certo felicità (non fatelo se siete sensibili).
Ripeto quello che ho già detto nel precedente post: per Israele va bene tutto. I palestinesi, invece, vengono, come tutti gli altri popoli arabi o comunque di religione Islamica, definiti terroristi.
Non vedo cosa più idiota di questo, ditemi se sbaglio.
Proiettili al fosforo bianco?Per Israele è ok.
Scommetto che se l’avesse usato l’esercito di Hamas, sarebbe stato qualificato come assolutamente illegale, bisogna intervenire.Do you still remember us?mercoledì 7 gennaio 2009 16.26Ci ricordi ancora?
Siamo ancora dietro le sbarre
Nella fame…
E nel buio…
Ci ricordi ancora?
Israele ha chiuso tutte le porte, per medicine cibo e quant’altro.
Persone, bambini che ancora non sanno cosa sta loro capitando, muoiono…E moriranno, senza una ragione.
Per gli israeliani è questione di sicurezza.
Per tutti gli altri…E’ QUESTIONE DI MORTE.
Una nota per il post precedente sulle pallottole al fosforo bianco – illegali -. Israele ha detto che le usa per illuminare.
OK. Illuminare di giorno?
Ho visto un servizio sul Al Jazira (pur non capendo l’arabo, guardo le immagini molto chiare)…Pallottole al fosforo bianco…In pieno giorno.
Il Venezuela ha detto che dovrebbero essere giustiziati sia l’America – Bush, per averle usate in Iraq – sia Israele. Finalmente ragioniamo.
Possiamo convivere…mercoledì 7 gennaio 2009 16.50
Awaken yourself
Quando il mondo realizzerà che noi possiamo CONVIVERE?
Arabi e ebrei hanno vissuto insieme per migliaia di anni. Perchè non ora?
Per far prevalere la Pace, Israele deve finire l’occupazione in Palestina e trattare i palestinesi come eguali.
Possiamo fare molto di più insieme come un’unica nazione.
Quanto lo spero…
Ciao Simona,
Lunedi, Masouda al-Samouni ha perso sua figlia di 10 mesi in un attacco missilistico israeliano. Stava prepando il cibo per la bambina, quando il missile ha colpito. “E’ morta affamata”, ha detto.
Con 1.5 milioni di persone, la Striscia di Gaza è una delle aree più densamente affollate del mondo, e l’artiglieria israeliana, il serbatoio e il fuoco dei missili possono facilmente causare vittime civili e decessi.
Invito il Presidente Bush a pressione Israele ad accettare un cessate il fuoco. »
Almeno un quarto a un terzo dei decessi negli ultimi attentati sono stati i civili. A differenza di altri conflitti, dove c’è la possibilità di fuggire la zona di guerra, a Gaza si è diventata la zona di guerra, e non c’è nessun altro posto per la popolazione ad andare.
Israele ha il diritto di difendersi contro gli attacchi missilistici di Hamas, ma questa “guerra” è una reazione sproporzionata, mettendo migliaia di civili a rischio di lesioni e di morte.
Finora Israele ha resistito chiamate internazionali per un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno un rapporto speciale con Israele. Sia l’uso che la buona volontà di porre fine alla violenza a Gaza. Si prega di agire oggi! »
Il link per intervenire: http://www.care2.com/go/z/e/Aejan/yY6h/1mUg
Ti ringraziamo per l’azione!
Samer
ThePetitionSite
P.S. C’è un posto nel nostro canale Causa i diritti sul conflitto a Gaza. Check it out.
E’ il momento di agire.
Basta alle morti inutili. #Gaza, 13enne palestinese racconta: chiusi in casa e bombardatisabato 10 gennaio 2009 0.41GAZA (Reuters) – di Nidal al-Mughrabi
“Abu Salah è morto, sua moglie è morta. Abu Tawfiq è morto, suo figlio è morto, anche sua moglie è morta. Mohammed Ibrahim è morto e sua madre è morta. Ishaq è morto e Nasar è morta. La moglie di Nael Samouni è morta. Molte persone sono morte”.
“Forse sono state uccise più di 25 persone”. Sono le parole di Ahmed Ibrahim Samouni, un tredicenne palestinese rimasto ferito ad una gamba e al torace ma sopravvissuto al presunto bombardamento israeliano di una casa a nord di Gaza, lo scorso lunedì.
Un rapporto dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha) afferma che almeno 30 persone sono rimaste uccise nell’accaduto, la maggior parte delle quali erano membri della famiglia Samouni.
Testimoni del distretto di Zeitun, secondo quanto riportato dal vice presidente dell’Ocha Allegre Pacheco, affermano che le truppe israeliane hanno ordinato a circa 100 civili di entrare in casa e di non uscire. Ma il giorno seguente, hanno raccontato, la casa è stata bombardata dal fuoco israeliano.
“Non ci sono rifugi anti-bomba a Gaza”, ha detto Pacheco.
Un portavoce dell’esercito israeliano ha negato oggi le accuse.
“Le Idf (Forze di difesa israeliane) non hanno ammassato persone in un particolare edificio”, ha detto a Reuters Jacob Dallal. “Inoltre, abbiamo fatto dei controlli riguardo il fuoco delle Idf nella giornata del 5 gennaio. Le Idf non hanno mirato a nessun edificio dentro o nei pressi di Zeitun il giorno 5″.
Dal letto di un ospedale di Gaza, Ahmed Ibrahim Samouni ha raccontato come alla sua famiglia sia stato ordinato di restare chiusi in una casa bombardata poi il giorno dopo.
“Stavamo dormendo quando i tank e gli aerei hanno attaccato, dormivamo tutti in una stanza”, ha detto Samouni con voce flebile. “Una granata ha colpito la nostra casa. Grazie a Dio non ci ha colpiti”.
“Siamo corsi fuori e abbiamo visto 15 uomini … sono atterrati dagli elicotteri sui tetti degli edifici”, ha detto, aggiungendo che i soldati hanno picchiato gli abitanti dei palazzi costringendoli poi a entrare tutti in una casa sola.
“NON C’ERA ACQUA”
Ma la casa che doveva essere il loro rifugio è stata bersaglio dei bombardamenti il giorno seguente, e tra i morti c’è anche la madre di Ahmed Ibrahim. Il ragazzo ha tenuto in vita Yacoub, 11 anni, e due fratelli più piccoli e ha tentato di soccorrere gli adulti feriti rimasti a terra tra coloro che avevano perso la vita.
“Non c’era acqua, né pane, niente da mangiare”, ha spiegato.
“Mi sono alzato da solo, mi sono legato la ferita e sono uscito per portare loro dell’acqua, cercando di nascondermi dai carri armati e dagli aerei. Sono andato dai nostri vicini e ho tentato di chiamarli fino a quasi svenire”. Alla fine Ahmed Ibrahim ha detto di aver portato nella casa un gallone d’acqua.
Yacoub ha raccontato: “Ho cercato mia mamma e l’ho trovato morta, e i miei fratelli accanto a lei. Anche mio fratello maggiore Mohamad era morto, e il più piccolo, lui era nel grembo di mia madre”.
Soccorritori della Mezzaluna Rossa locale e un team del Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc) hanno raggiunto la casa lo scorso mercoledì dopo che era stato negato loro l’accesso dall’esercito israeliano.
Un medico palestinese ha riferito che il team ha cercato di chiamare da fuori i sopravvissuti, sentendo rispondere voci di bambini.
“Abbiamo sfondato la porta e siamo entrati e c’erano quattro bambini feriti sul pavimento, tra di loro c’erano 16 martiri (senza vita)”, ha detto Khaled Abu Zayed.
LE AMBULANZE NON ARRIVANO, FERITI TRASPORTATI COI CARRETTI
I bambini erano in fin di vita e troppo deboli per stare in piedi da soli, ha detto l’Icrc, che ha base a Ginevra.
“E’ stato trovato vivo anche un uomo, troppo debole per stare in piedi. In tutto c’erano almeno 12 corpi stesi sui materassi”, ha affermato.
I fortini di terra costruiti dai bulldozer israeliani bloccavano le strade, e così le ambulanze non si sono potute avvicinare. “Siamo stati costretti a trasportare i feriti sui carretti da mulo”, ha riferito a Reuters Pacheco.
L’Icrc ha accusato Israele di aver ritardato l’accesso delle ambulanze nell’area e ha chiesto di salvaguardare l’ingresso dei mezzi di soccorso della Mezzaluna Rossa palestinese per recuperare altri feriti.
Jessica Montel, capo dell’organizzazione israeliana per i diritti umani B’TSelem, ha detto di essere ancora in attesa di un rapporto del presunto attacco da parte delle Idf.
“Non abbiamo avuto spiegazioni dalle Idf sul loro comportamento a Zeitun, né sul perché l’edificio di Samouni sia stato bombardato e neanche sul perché le ambulanze non siano riuscite a raggiungere i feriti”, ha dichiarato.
In una risposta scritta all’Icrc, l’esercito israeliano ha detto di lavorare in coordinamento con i corpi di soccorso internazionali “così che possa essere fornita assistenza ai civili” e di “non mirare assolutamente in modo volontario ai civili”.
Fonte: Yahoo! Notizie
Blowin’ in the windmartedì 13 gennaio 2009 18.05
Quanti anni deve avere uno
prima di sentire la gente che piange?
Quante morti devono accadere prima che egli sappia
che troppa gente è morta?
Quanti anni possono esistere i popoli
prima che sia concesso a loro
di essere liberi?
Quante volte un uomo può girare
la sua testa
e pretendere proprio di non vedere?
La risposta,amico mio, sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento.
Il sanguesabato 17 gennaio 2009 15.42Il sangue
Chi può versare
Sangue nero
Sangue giallo
Sangue bianco
Mezzo sangue?
Il sangue non è indio, polinesiano o inglese.
Nessuno ha mai visto
Sangue ebreo
Sangue cristiano
Sangue mussulmano
Sangue buddista
Il sangue non è ricco, povero o benestante.
Il sangue è rosso
Disumano è chi lo versa
Non chi lo porta.
Ndjock Ngana (Camerun, 1952)La realtà in Gazasabato 17 gennaio 2009 15.50 La realtà in Gaza
Lo stato sionista di Israele, con il quinto esercito più forte nel mondo, armi nucleari, F16, Merkava, Apachi e tutte le armi moderne americane, anche proibite, attacca Gaza dopo un assedio durato un anno e mezzo, niente energia né alimentari essenziali, e l’obbiettivo di eliminare la Resistenza contro l’occupazione, e con l’accordo di alcuni stati dittatori della zona, e con l’appoggio di America ed Europa.
Resistenza che è stata eletta democraticamente dal popolo palestinese davanti tutte le nazioni del mondo.
Il vero obbiettivo sionista: un OLOCAUSTO più criminale di quello nazista
Dopo 60 anni di esistenza di questo stato razziale sionista una lunga serie di massacri contro i popoli della terra santa:
Dair Yasin , Kafar Kasem, Khan Yunes, Al-Aqsa, Sabra e Shatila, Quana 1 e 2 e tanti tanti altri …
ed oggi davanti tutto il mondo all’inizio del 2009 i nazisti continuano.
Nuovo OLOCAUSTO a GAZA
FONTE: http://www.wafa.it/gaza
La realtà dello stato sionista israelianodomenica 18 gennaio 2009 13.31Ho trovato questa lista interessante. E’ un po’ lunghina, ma vi assicuro che vale la pena leggerla…
Israele, un paese delle dimensioni del New Jersey può vantarsi dei seguenti risultati:
1. Israele è stata fondata sulle rovine di un’altra nazione che ha distrutto: la Palestina
2. Israele detiene il record mondiale del numero di città e villaggi distrutti dalla pulizia etnica: 500 +
3. Israele detiene il record mondiale del numero di rifugiati che ha deportato: 4 milioni +
4. Israele detiene il record mondiale del numero di abitazioni che ha demolito: 60 mila +
5. Israele è il paese con il più alto record di condanne delle Nazioni Unite: 500 volte +
6. Israele è il paese con il numero più elevato di veti che gli Stati Uniti ha posto per proteggerlo nel Consiglio di sicurezza: + 100 volte
7. Israele ha ucciso più civili innocenti pro capite rispetto a qualsiasi altro paese + 50 000
8. Israele ha imprigionato più civili pro capite rispetto a qualsiasi altro paese: 250 000 +
9. Israele ha reso più civili innocenti portatori di handicap pro capite rispetto a qualsiasi
altro paese: 50 000+
10. Israele ha ferito più civili innocenti pro capite rispetto a qualsiasi altro paese: 200 000+
11. Israele ha solo due paesi a difendere le sue politiche in seno alle Nazioni Unite; questi
sono gli Stati Uniti e la Micronesia
12. Israele è l’unico paese sulla Terra, che nega il diritto al ritorno dei rifugiati
13. Israele è l’unico paese sulla terra che ancora occupa un intero paese e parte di altri due paesi
14. Israele è l’unico paese che sulla Terra pubblicamente ruba l’acqua dei suoi vicini di casa
15. Israele è l’unico paese sulla Terra, che ha legalizzato la demolizione delle case come metodo di punizione collettiva
16. Israele è l’unico paese che sulla Terra sradica alberi come metodo di punizione collettiva
17. Israele è l’unico paese che sulla Terra prende come obiettivi militari deliberatamente infrastrutture civili e si giustifica
18. Israele è l’unico paese sulla Terra, che ha legalizzato l’assassinio
19. Israele resta l’unico paese ad usare civili come scudi umani in operazioni militari
20. Tra tutti i paesi, Israele è l’unico che ha legalizzato la tortura
21. Israele è l’unico paese che sulla Terra si basa su insediamenti illegali nei territori occupati
22. Israele è l’unico paese che sulla Terra pubblicamente incarcera attivisti senza prove
23. Secondo il Guinness dei primati, Israele ha creato il maggior numero di checkpoint al mondo
24. Secondo dal Guinness dei primati, Israele detiene il record mondiale del numero di giorni di coprifuoco che ha posto ai palestinesi
25. Israele è l’unico paese i cui checkpoint negano l’accesso in ospedale alle donne, e i bambini nascono per strada, spesso morendo
26. Israele è eccezionale in quanto l’unico paese ai cui checkpoint i pazienti muoiono perché gli è negato l’accesso agli ospedali
27. Israele è l’unico paese ai cui checkpoint terminano le parate nuziali
28. Israele è l’unico paese sulla Terra ai cui checkpoint ai bambini è negato l’accesso alle
scuole e a seguire le loro lezioni
29. Israele è uno dei due paesi che, contro il diritto internazionale, usa le bombe a grappolo e le bombe all’uranio impoverito
30. Israele detiene il record mondiale del numero di soldati che rifiutano di prestare servizio nell’esercito (finora l’unica buona notizia dal peggiore esercito al mondo)
31. Israele, pur essendo un paese ricco, riceve il più elevato aiuto finanziario, più che la somma degli aiuti a tutti i paesi dell’Africa sub-sahariana
32. Israele sostiene che i suoi nemici vogliano cancellarla via dalla mappa, ma lei ha spazzato un intero paese dalla carta geografica: la Palestina
33. Israele è il paese che ha introdotto le armi nucleari in Medio Oriente, ma è l’unico paese in Medio Oriente che si rifiuta di firmare il trattato di non proliferazione nucleare
34. Dopo la Germania Est, Israele è l’unico paese che sta costruendo un muro di separazione Secondo al Sudafrica, Israele è l’unico paese attualmente sotto un regime di apartheid.
35. Gli ingegneri israeliani hanno sviluppato per primi al mondo: ”il cancello stradale di
ferro”
36. Gli ingegneri israeliani hanno sviluppato per primi al mondo: ”città trasformate in prigioni con cancelli e orari di apertura”
37. Gli ingegneri israeliani hanno sviluppato per primi al mondo: “i muri da apartheid”
38. Gli ingegneri israeliani hanno sviluppato per primi al mondo: ”le recinzioni elettrificate di segregazione”
39. Gli ingegneri israeliani hanno sviluppato per primi al mondo: “i proiettili in gomma specifici per accecare occhi”
40. Gli ingegneri israeliani hanno sviluppato per primi al mondo: ”l’aborto infallibile, infanticidio mediante gas lacrimogeni”
41. Gli ingegneri israeliani hanno sviluppato per primi al mondo: ”le gabbie umane con umiliazione garantita”
42. Israele è l’unico paese sulla terra che ha un partito politico che difende pubblicamente la pulizia etnica dei suoi abitanti nativi
43. Israele è l’unico paese che ha ancora leggi razziali che discriminano i suoi abitanti nativi
44. Israele è l’unico paese noto per avere memoriale dedicato a un terrorista, in cui i suoi
seguaci si incontrano e danzano
45. Israele è l’unico paese sulla Terra, che imprigiona i bambini per motivi politici
46. Israele è l’unico paese sulla Terra dove si ottiene un mese di servizi sociali per aver fracassato intenzionalmente la testa di un bambino
47. Quale altro paese non ritiene i suoi soldati responsabili per aver sparato attivisti pacifisti stranieri a sangue freddo?
48. Nessun altro paese ha città assegnate esclusivamente per un gruppo etnico
49. L’unico posto sulla Terra, dove la gente vive in case rubate a profughi in vita è Israele
50. L’unico posto sulla Terra, dove la gente coltiva campi rubati a profughi in vita è Israele
51. Israele ha il più alto numero di città costruite sopra villaggi distrutti con la pulizia etnica, i cui ex residenti vivono come rifugiati
52. Israele è tra i primi paesi in classifica per mancanza di sicurezza.
FONTE: http://www.wafa.it/gazaPoesiasabato 17 gennaio 2009 21.49Ho trovato questa poesia e ci tenevo a condividerla con voi. E’ molto bella, anche se in inglese (ora cerco di tradurla [: )
A white man said ''coloured people are not allowed here''
a black man turned around and stood up.
then he said: ''listen sir...when I was born I was BLACK.
when I grew up I was BLACK.
when I'm sick I'm BLACK.
when I go in the sun I'm BLACK.
when I'm cold I'm BLACK.
when I die I'll be BLACK.
But, you sir.
when you are born you are PINK.
when you grow up you're WHITE.
when you're sick, you're GREEN.
when you go in the sun you turn RED.
when you're cold you turn BLUE.
and when you die you turn PURPLE.
and you have the nerve to call me colored?''
the black man then sat back down and the white man walked away.
Un uomo bianco disse "le persone di colore non sono ammesse quì"
un uomo nero si voltò e si alzò.
poi disse: "ascolti signore...quando sono nato ero NERO.
quando sono cresciuto ero NERO.
quando sono malato sono NERO.
quando vado al sole sono NERO.
quando ho freddo sono NERO.
quando morirò sarò NERO.
Ma lei, signore.
quando è nato era ROSA.
quando è cresciuto era BIANCO.
quando è malato, era VERDE.
quando va al sole è ROSSO.
quando ha freddo è BLU.
e quando morirà sarà VIOLA.
e voi avete il coraggio di chiamare me di colore?"
l'uomo nero si sedette e il bianco se ne andò.
Manifestazioni Palestinadomenica 18 gennaio 2009 13.30Ecco le foto di tutte le manifestazioni nel mondo. Sono circa ventotto foto; le ho volute mettere tutte, perchè in pochi cliccano sui link...
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PANAMA
http://www.ansa.it/webimages/large/3311/epa30ywnY_20081230.jpg
INDONESIA
http://www.ansa.it/webimages/large/3318/epa02x79X_20090102.jpg
MOSCA
INDIA
SPAGNA
PERU'
ITALIA
USA (New York)
TURCHIA
DANIMARCA
IRAQ
LIBIA
YEMEN
EGITTO
SUD AFRICA
PAKISTAN
LIBANO
GRECIA
NORVEGIA
MALESIA
IRAN
GIAPPONE
INDONESIA
BULGARIA
SANTO DOMINGO
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Gazadomenica 18 gennaio 2009 13.38
http://www.wafa.it/gaza
The grandchildren of holocaustdomenica 18 gennaio 2009 14.41Ho trovato questo link interessante che dovete assolutamente vedere.
Vi avverto: quando cominciate a scorgere le prime immagini di bambini..morti.. fermatevi, oppure fate scorrere la pagina velocemente. Ci sono immagini, ve lo anticipo, che mostrano morti bianche causate dalle non-così-tanto-discusse pallottole al fosforo bianco, e..La testa di una bambina non attaccata al corpo... Se volete guardarle, fate pure, ma a me non è sembrato uno spettacolo...
http://www.wafa.it/gaza/olocausto.htm
Come vedete dalle foto, pare che gli Israeliani stiano facendo ai Palestinesi ciò che venne fatto a loro anni fa.
Probabilmente, il "non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te" per loro non ha significato...
Stanno mettendo in atto un genocidio...Invece, l'unico sterminio che è stato discusso è stato quello degli ebrei anni e anni fa che ha fatto guadagnare loro la pietà di tutto il mondo. Perchè, infatti, gli unici che si preoccupano, fortunatamente, sono i popoli delle varie nazioni. Peccato, però, che non siano quelli a poter decidere... I governi se ne fregano altamente.
Intanto, chissene frega se sta scomparendo un popolo! Basta che al nostro stato e agli ebrei non capiti niente, no?
L'importante, d'altronde, è che Hamas se ne stia lì fermo a guardare il suo popolo, i suoi connazionali, morire con l'illegale fosforo bianco, tra tregue che non esistono, se no lui è un terrorista. Già. Perchè il terrorista è lui che vuole difendere la Palestina, vuole salvare le vite del suo popolo...Non Israele che vuole avere tutta la Terra Santa (che strano, eh?) per sè uccidendo chi gli capiti davanti, tra cui bambini innocenti che purtroppo sanno già cosa significhi la guerra.
Inoltre, non è la Palestina a dover essere aiutata! No, eh! E' Israele!
Esatto. Molti di voi non sanno che:
STARBUCS
McDonalds'
BURGER KING
KENTUCKY
PIZZA HUT
COCA COLA
PEPSI COLA
FUDRACKERS
CHILIES
danno buona parte del loro guadagno a Israele, per comprare armi, missili e robe varie che contribuiscono al genocidio palestinese.
Non basta, però... Anche le sigarette Marlboro aiutano Israele dandogli buona parte (molta di più dei suddetti) del loro guadagno.
Per farla breve, Israele riceve più aiuto dell'Africa. E tutto questo aiuto a che serve?
Contribuisce alle morti dei Palestinesi!
E il mondo cosa fa?
Niente!
Nada. Nichts. Walo.
Niente.
Intanto, come ho detto, l'importante è che Hamas non tocchi Israele se no dovranno assolutamente intervenire le forze più potenti del mondo, tra cui USA, che spreca tempo ad aiutare un popolo che non ha bisogno, al posto di salvare l'Africa o Gaza.
Che cose ridicole!
Il bello è che ci sono molte persone che pensano sul serio queste cose!
Bel mondo, non è vero?
Secondo me, i governi non riescono ad afferrare il concetto genocidio= Palestina, oppure...Non vogliono.
Preferiscono rimanere indietro di quasi un secolo per accrescere la loro pietà per gli ebrei.
Comunque, guardate quelle immagini....
-Menny
Gaza: Seconda Notte Di Quiete, Truppe Israele Ripieganolunedì 19 gennaio 2009 10.40(AGI) - Gaza, 19 gen. - Seconda notte di relativa quiete nella Striscia di Gaza, dopo che al cessate-il-fuoco proclamato unilateralmente da Israele ha fatto seguito la sospensione delle ostilita' anche da parte di Hamas. L'Esercito israeliano ha confermato che le proprie truppe hanno cominciato a ritirarsi, come era stato gia' riferito da testimoni oculari, ripiegando da Gaza citta' verso la recinzione che corre lungo la frontiera. "E' tutto calmo, non ci sono state notizie di alcuna attivita' bellica per l'intera notte", ha ribadito un portavoce militare dello Stato ebraico. Soltanto poco dopo l'alba gli abitanti delle aree costiere che si estendono a nord del capoluogo dell'enclave hanno denunciato bombardamenti navali, ma da parte israeliana non e' stato ammesso alcun eventuale attacco. Il personale sanitario palestinese ha comunque approfittato della pausa nei combattimenti per ispezionare le zone che erano rimaste finora inaccessibili, e portarvi soccorso ai feriti; da sotto alle macerie degli edifici distrutti sono tra l'altro stati estratti nel complesso ulteriori 95 cadaveri, parecchi dei quali di bambini. In serata alla televisione locale e' apparso Ismail Haniyeh, leader di Hamas nella Striscia e primo ministro dell'auto-proclamato governo locale, il quale ha salutato come una "grande vittoria" l'inizio del ritiro israeliano. "Allah ci ha concesso una grande vittoria, non riservata a un'unica fazione, o a un solo partito, o a una determinata area, ma al nostro intero popolo", ha esultato Haniyeh. "Abbiamo fermato l'aggressione, e il nemico non e' riuscito a conseguire nessuno dei suoi obiettivi". Il gruppo radicale palestinese ha accettato di aderire alla tregua soltanto a condizione che le truppe dello Stato ebraico lascino Gaza entro una settimana.
Per maggiori informazioni visita Agi
Gaza: notte calma, continua ritiro ...
An Israeli soldier jumps off a tank near ...
Israeli soldiers patrol near the Israel-Gaza ...
Fonte: Yahoo! NotizieBambini Palestinesi e Israeliani uccisisabato 28 febbraio 2009 12.58http://ifamericansknew.com/images/children_by_year-lg.gif
I rossi sono i Palestinesi e i blu gli Israeliani.
Dal 29 Settembre 2000, sono stati uccisi:
- 123 bambini Israeliani
- 1.050 bambini Palestinesi
1173 bambini uccisi
EDIT:
Non lo metto qui per far vedere che sono morti più Palestinesi. E' la somma di entrambi che conta. SorayaSerena la penso esattamente come te =)
E tu cosa dirai?lunedì 19 gennaio 2009 15.24Mi è piaciuta molto questa poesia, così la posto qui...Sperando che possa piacere anche a voi =)
E TU COSA DIRAI?
Vieni, fratello !
Andiamo dal nostro Dio.
E quando Gli saremo davanti
io dirò:
" Signore, io non odio,
io sono odiato.
Io non frusto nessuno,
io vengo frustato.
Io non desidero terre,
le mie terre sono desiderate.
Io non mi beffo della gente,
la mia gente viene beffeggiata".
E tu, fratello, cosa dirai ?
www.impressionisoggettive.it
Pensavo-Ritagli di un viaggio in Palestinalunedì 19 gennaio 2009 17.19L'Associazione culturale Officine Sonore presenta la mostra fotografica "Pensavo - ritagli di un viaggio in Palestina" di Luca Farina Finzi, realizzata con il patrocinio del gruppo Italia 093- Vercelli di Amnesty International.
Pensavo d’aver visto cadere l’ultimo muro vent’anni fa
Pensavo che per ogni bambino guardarne un altro giocare fosse solo una rincorsa per raggiungerlo
Pensavo che i luoghi santi d’ogni religione bandissero le armi al loro interno
Pensavo che ogni madre avesse il diritto di sapere dov’è detenuto il proprio figlio e perché
Pensavo che a così poca distanza dall’asilo di mio figlio ogni bambino avesse diritto ad essere protetto, a poter avere uno spazio dove giocare, una casa sicura dove riposare
Pensavo che ogni uomo potesse raggiungere i propri luoghi sacri, un dignitoso posto di lavoro, senza controlli arbitrari e senza dover sperare nella magnanimità d’un militare straniero
Pensavo che il diritto internazionale e le risoluzioni ONU fossero rispettate, da chi si definisce una democrazia
Pensavo che 500 morti in nove giorni, la maggior parte dei quali civili, fosse evento condannato dal “mondo civile” come crimine di guerra, crimine contro la Pace, crimine contro l’umanità.
…pensavoGiuramento e discorso del presidente Obamalunedì 26 gennaio 2009 15.21
War Child Compilationgiovedì 29 gennaio 2009 21.48
WAR CHILD | Sta per arrivare in Italia “War Child – Heroes vol. 1”, in uscita il 13 Febbraio. War Child è un progetto musicale in cui le più grandi leggende della musica selezionano le loro canzoni preferite e scelgono altri artisti per farle reinterpretare. L’album è stato registrato a Manchester, Parigi, Berlino, New York, Los Angeles e masterizzato presso i mitici Abbey Road Studios di Londra. Tra gli artisti che hanno preso parte al progetto ci sono Beck, Scissor Sisters, Lily Allen, Duffy, Elbow, The Kooks, Estelle, Franz Ferdinand.Le vendite dell’album saranno devolute in favore di War Child, una charity internazionale fondata nel 1993 che opera nelle nazioni più pericolose al mondo come Afghanistan, Uganda, Iraq. Luoghi dove il 66% delle vittime di guerra sono bambini, innocenti eroi dei nostri tempi.
L'album conterrà i brani:
Beck (Bob Dylan: Leopard-Skin Pill-Box Hat)
Scissor Sisters (Roxy Music: Do The Strand)
Lily Allen ft. Mick Jones (The Clash: Straight To Hell)
Duffy (Paul McCartney: Live And Let Die)
Elbow (U2: Running To Stand Still)
TV On The Radio (David Bowie: Heroes)
Hot Chip (Joy Division: Transmission)
The Kooks (The Kinks: Victoria)
Estelle (Stevie Wonder: Superstition)
Rufus Wainwright (Brian Wilson: Wonderful/ Song For Children)
Peaches (Iggy Pop: Search And Destroy)
The Hold Steady (Bruce Springsteen: Atlantic City)
The Like (Elvis Costello: You Belong To Me)
Yeah Yeah Yeahs (The Ramones: Sheena Is A Punk Rocker)
Franz Ferdinand (Blondie: Call Me)
War Child Web Site
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AIP e AgireOrasabato 31 gennaio 2009 0.36Ecco due siti a favore degli animali (Simo, sii fiera di me!!).
L'AIP (Attacca l'Industrai della Pelliccia), nasce nel 2004 con lo scopo di portare alla luce la realtà dell’industria della pelliccia e contribuire ad una sua definitiva fine.
http://www.campagnaaip.net
AgireOra è un insieme di iniziative, campagne, progetti e consulenti per la difesa di tutti gli animali.
http://www.agireora.org
Domani aggiorno con più info!We will not go downlunedì 2 febbraio 2009 19.23
A blinding flash of white light
Lit up the sky over Gaza tonight
People running for cover
Not knowing whether theyre dead or alive
They came with their tanks and their planes
With ravaging fiery flames
And nothing remains
Just a voice rising up in the smoky haze
We will not go down
In the night, without a fight
You can burn up our mosques and our homes and our schools
But our spirit will never die
We will not go down
In Gaza tonight
Women and children alike
Murdered and massacred night after night
While the so-called leaders of countries afar
Debated on whos wrong or right
But their powerless words were in vain
And the bombs fell down like acid rain
But through the tears and the blood and the pain
You can still hear that voice through the smoky haze
We will not go down
In the night, without a fight
You can burn up our mosques and our homes and our schools
But our spirit will never die
We will not go down
In Gaza tonight
Killedmercoledì 12 agosto 2009 19.03
Gaza: Periodo tra 27/12/2008 e 18/01/2009
Israeliani e palestinesi uccisi
Bambini israeliani e bambini palestinesi uccisi
I massacri sionistigiovedì 5 febbraio 2009 21.25 Alcuni crimini sionisti contro il popolo palestinese durante 60 anni dell’esistenza di questo stato razzista:
1. Aprile 1948, massacro di “Dair Yasin”: 254 morti, 30 mila civili palestinesi rifugiati.
2. Aprile 1948, massacro di “Nasr Addin”: trucidati gli abitanti di un intero villaggio, escluse 40 persone fuggite.
3. Maggio 1948, massacro di “Salha”: 75 vittime palestinesi.
4. Settembre 1948, massacro di “Alld”: 250 morti palestinesi.
5. Ottobre 1948, massacro di “Aldwaimah”: più di 250 morti palestinesi, tanti di loro gettati vivi dentro i pozzi.
6. Fine Ottobre 1948: 900 mila palestinesi rifugiati, e i sionisti distruggono più di 400 villaggi palestinesi.
7. Febbraio 1951, massacro di “Sharfat”: 11 morti palestinesi, e il resto degli abitanti del villaggio rifugiati.
8. Settembre 1952, massacro di “Bait Lahm”: 10 vittime palestinesi.
9. Ottobre 1952, massacro di “Kalkiliah”: i sionisti radono al suolo l'intero villaggio e gli abitanti sono diventati rifugiati.
10. 24 ottobre 1952, massacro di “Kibiah”: i sionisti distruggono 56 case palestinese e uccidono 67 persone.
11. Febbraio 1955, massacro di “Gaza”: 26 morti palestinesi.
12. Ottobre 1956, massacro di “Kafar Kasem”: 48 vittime palestinesi.
13. Ottobre 1956, massacro di “Khan Yunes”: più di 100 palestinesi.
14. Novembre 1956, massacro del “villaggio di Alsamw’”: più di 200 morti palestinesi.
15. Anno 1956, i sionisti partecipano all’aggressione contro l’Egitto, e attaccano le città di “Bor Said”, “al’ismailiah” e “alsuwes” costringendo gli abitanti alla fuga.
16. Settembre 1967, i sionisti aggrediscono le terre egiziane, siriane e giordane, e occupano Cisgiordania, Gaza, la penisola del Sinai egiziana e il Golan siriano, facendo 4000 vittime soltanto tra gli egiziani.
17. Tra 1967 e 1968, i sionisti uccidono quasi 1000 prigionieri egiziani e seppelliscono molti di loro vivi nel diserto di Sinai.
18. 21 Agosto 1969, gli estremesti ebrei bruciano la moschea del “Aqsa” a Gerusalemme.
19. Anno 1970, gli aerei militari sionisti attaccano la scuola elementare di “Bahr Albakar” e le fabbriche di “Abu Za’bal” con più di 150 vittime tra studenti e laboratori.
20. Negli anni 1969,71,72,73, il Mosad assassina diversi leader palestinesi a Beirut, Roma e Parigi, tra loro: “Wa’il Z’eter”, “Ghassan Kan’an”, “Mahmud Alhamshary”, “Kamal Naser”, “Kamal ‘idwan”, “Muhammad Alnajar Abu Yusuf”, “Ali Hasan Salamah” e altri...
21. Anno 1980, l’organizzazione estrimista ebrea “Kakh” la moschea di “Aqsa” con 120 KG di esplosivi.
22. Sempre nel 1980, massacro di “Dar As”: i sionisti distruggono un villaggio intero, più di 60 morti palestinesi.
23. 1980, massacro di “Dair Ayub e Alramlah”: 111 morti palestinesi.
24. Settembre 1981, i sionisti bombardano un reattore nucleare iracheno.
25. Agosto 1982, attacco al Libano ed occupazione della parte sud; massacro di “Sabra e Shatila” in cui vengono fucilati civili disarmati per 48 ore e ne restano uccisi 3500.
26. Aprile 1986, barbara aggressione contro l'“Organizzazione per la Liberazione della Palestina” in Tunisia ed assassinio di “Abu Jihad”.
27. Dicembre 1987, è l’inizio della prima Intifada, secondo le organizzazioni umanitarie i sionisti hanno ucciso quasi 1500 palestinesi durante i 6 anni di Intifada.
28. 8 ottobre 1990, massacro della moschea del “Aqsa”: più di 21 morti, più di 150 feriti, e 270 palestinesi imprigionati.
29. Novembre 1994, il Mosad assassina il dott. “Hani Al’abed” membro di una organizzazione palestinese.
30. 25 novembre 1994, massacro di “Alharam Alibrahimi”: 29 vittime e più di 150 feriti assassinati dall’estremista ebreo “Bainish Goldeshtain” mentre pregavano all’alba, in seguito sono morte oltre 50 persone in totale.
31. 2 Aprile 1995, assassinato “Kamal Kahil” con la sua famiglia in un bombardamento a Gaza.
32. 18 aprile 1995, massacro di “Quana”: 150 morti anche se hanno cercato protezione dentro l’ufficio delle Nazioni Unite in Libano.
33. Anno 1995, assassinio di “Fathi Alshakaki”, membro di un’organizzazione palestinese.
34. 5 Settembre 1996, assassinio di “Yahia Aiash”, membro di un’organizzazione palestinese.
35. Settembre 1996, scoperto un traforo scavato dagli ebrei sotto la moschea del “Aqsa” per distruggerla.
36. Anno 1997, gli estremisti ebrei distribuiscono volantini contro la religione islamica e contro il Profeta dell’Islam e il Sacro Corano.
37. Marzo 1998, assassinato “Muhei Addin Alsharif”, leader palestinese.
38. 29 Marzo-9Aprile 2002, massacro di “Jenin”: più di 200 morti palestinesi secondo i dati israeliani.
39. 15 Febbraio 2004, cedimento intorno alla moschea del “Aqsa” a causa dei tunnel scavati dai sionisti sotto la moschea.
40. 22 Marzo 2004, assassinato lo sceicco “Ahmad Yasin”, fondatore di Hamas.
41. 17 Aprile 2004, assassinio del dott. “Abdel Aziz Alrantisi”, presidente di Hamas.
42. 12 Settembre 2006, aggressione contro il Libano per 34 giorni e distruzione di gran parte delle città libanesi, ed uccisione di più di 1200 persone.
43. 27 Dicembre 2008, attacco a Gaza per 22 giorni dopo un assedio durato più di un anno e mezzo, 1315 morti e 5300 feriti tra i quali la maggioranza sono bambini e donne.
www.wafa.it/gaza
Chi ha bisogno?venerdì 6 febbraio 2009 21.04http://i42.tinypic.com/2mzljxf.png
Israele riceve un "aiuto" più grande di quello per l'Africa dagli Stati Uniti.
Ebbene sì! Perchè è a Israele che serve aiuto!
Ora vi posto un po' di dati (myspace.com/palestine)
Oltre 3 miliardi di dollari dei civili che pagano le tasse vanno ad Israele.
Dal 1947 (stima 1997):
in totale $84.854.827.200
Bello, vero?
In Africa muoiono di fame, e la geniale America, aiuta per uccidere altre persone.
Tanto...Centomila in più..Centomila in meno..Tra Africa, Palestina, Libano e Iraq...Faniente...
L'importante, mi raccomando, è che non siano ebrei!
Se no viene fuori il finimondo!
E tutti che accorrono.
Magicamente l'ONU fa qualcosa e magicamente gli ebrei fanno pena a tutti e magicamente tutti gli Stati del mondo li aiutano..E forse, ancora l'ONU, da loro un' altra patria, magari rubandola ad un altro popolo e affermando che tutti possono vivere pacificamente.
E poi?
E poi ricomincia tutto da capo.
Possibile che a capire come gira in realtà il mondo siano solo i civili?!
Chi ha il potere, cosa fa?
Va verso i suoi interessi, ovvio.
Quando l'America va in guerra, tutti che si fanno avanti per proteggerla...Ma da chi?
Come Israele. Da chi deve essere protetto? Dagli abitanti di uno spazio ormai di soli 360 km² ?
Oppure da loro stessi?
Chi ha bisogno?
Il laghetto gelatodomenica 15 febbraio 2009 13.05Ho deciso di tornare ad animare all'oratorio, e così vi posterò le strorie, poesie o canzoni più belle che faremo/abbiamo fatto.
Il laghetto gelato
Una volta, due piccoli amici si divertivano a pattinare su un laghetto gelato. Era una sera nuvolosa e fredda, i due bambini giocavano senza timore; improvvisamente il ghiaccio si spacco e si aprì inghiottendo uno dei due bambini.
Lo stagno non era profondo, ma il ghiaccio cominciò quasi subito a richiudersi.
L'altro bambino corse alla riva, afferrò la più grossa pietra che riuscì a trovare e si precipitò dove il suo piccolo compagno era sparito. Cominciò a colpire il ghiaccio con tutte le sue forze, picchiò e picchiò finchè riuscì a rompere il ghiaccio, afferrare la mano del suo piccolo amico e aiutarlo ad uscire dall'acqua...
Quando arrivarono i pompieri e videro quanto era accaduto si chiesero sbalorditi:
"Ma coma ha fatto? Questo ghiaccio è pesante e solido, come ha potuto spaccarlo con questa pietra e quelle manine minuscole?"
In quel momento comparve un anziano che disse "Io so come ha fatto".
"Come?" chiesero.
Il vecchietto rispose:
"Non aveva nessuno dietro di lui a dirgli che non poteva farcela..."
Ci sono forse sbalorditive dentro di noi, ma basta così poco a farcele dimenticare......martedì 24 febbraio 2009 17.49Nonostante tutto, continuo a vedere sul web le difese per Israele.
E' Palestina che ha cominciato, Israele si difende soltanto.
Hamas deve fermare quello che sta facendo (?).
E bla bla bla...
Mi spiace ogni volta mettere statistiche, ma forse così la gente comprende meglio.
Vediamo un po' i poveri Israeliani se sono davvero così poveri e se sono i Palestinesi a fare del male allo stato a fianco.
Cominciamo subito dai prigionieri politici:
Chart showing that over 8000 Palestinians are currently imprisoned by Israel. No Israelis are imprisoned by Palestinians.
Dall'inizio dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi nel 1967, più di 650.000 Palestinesi sono stati catturati da Israele. Questo è approssimativamente il 20% della popolazione nei territori occupati.
1 Israeliano è stato prigioniero dei Palestinesi, mentre 10.756 Palestinesi sono ancora oggi imprigionati da Israele.
I feriti:
Chart showing that approximately four times more Palestinians have been injured than Israelis.
I soldati Israeliani hanno spesso e ripetutamente sparato alla folla di civili, ovviamente disarmata.
39.019 Palestinesi e 8.864 Israeliani sono stati feriti dal 29 Settembre del 2000.
Case distrutte:
Chart showing that a 18 thousand Palestinian homes have been demolished by Israelis while noe Israeli home has been demolished by Palestinians.
0 abitazioni Israeliane sono state demolite dai Palestinesi e 18.147 abitazioni Palestinesi sono state demolite da Israele.
FONTE: www.ifamericansknew.org (sarebbe meglio "if the world knew", dato che quasi tutti nuotano nell'ignoranza...)
Concludo qui. Credo che bastino questi tre grafici per smetterla di accusare la Palestina per colpe non sue.
Ripeto che forse bisognerebbe lasciar perdere l'olocausto nazista subito dagli ebrei e pensare più al presente, dato che, come potete ben vedere, gli ebrei si sentono davvero in forma.
-Manal
Perdonomercoledì 25 febbraio 2009 20.20Perdono
C'è una strana tensione tra i due uomini che, seduti accanto sul divano, si raccontano pezzi delle loro storie.
Si conoscono da tempo, ma la conversazione di questa sera ha assunto nuove sfumature, si è fatta più intensa, più personale. Il giovane - sebbene sia difficile riconoscerlo nella coppia, dato che i due soino praticamente coetanei - si libera a fatica del momento più doloroso della storia che voleva condividere: una brutta lite con la moglie, che non fa intravedere nulla di buono per il futuro. Racconta con pudore di aver abbracciato il cane e di essersi messo a piangere, e lo fa in modo goffo e un po' ridicolo, cercando di alleggerire il momento con una battuta abbastanza infelice il cui risultato non è per nulla comico.
Il suo interlocutore, però, capisce perfettamente. Ritiene di non aver più nulla da dire di quanto non abbia già detto le volte in cui un simile argomento è stato affrontato, ed infatti tace. Si sente però partecipe del dolore dei cui effetti è stato spettatore, prova tenerezza per quell'uomo apparentemente forte ma così infantile e sprovveduto e che tuttavia gli ha aperto il cuore e per questo fa un gesto semplice e nel contempo difficilissimo, naturale come un respiro: si avvicina, con gli occhi bassi e lo abbraccia senza guardarlo direttamente.
Il più giovane si irrigidisce impercettibilmente - l'abbraccio lo confonde e lo imbarazza, gli giunge inaspettato ma non per questo sgradito; si abbandona a quella stretta, posando la testa sulla spalla dell'altro e piange silenziosamente. Il suo interlocutore se ne accorge istintivamente sebbene non provenga alcun rumore. Anche l'altro uomo, adesso, piange. Non sa spiegarsi bene il perchè, ma sente che è giusto così, piange per se stesso e per l'altro, piange per la gratitudine dell'unica cosa che gli uomini possono condividere e anzi concedere l'un l'altro. Il perdono. I due si perdonano di essere imperfetti, delle tante cose che avrebbero potuto dire e non hanno detto, delle tante cose che avrebbero potuto fare e non hanno fatto, delle volte in cui la loro forza è venuta a mancare.Un'infinita corsa verso ciò da cui scappi...martedì 3 marzo 2009 19.38http://i41.tinypic.com/s486mo.png...venerdì 6 marzo 2009 19.42http://i42.tinypic.com/106n8lj.png
Pensierilunedì 9 marzo 2009 2.23Alcuni pensieri. Sono parole di Don Bosco, solo per riflettere.
Hope you like it ;)
Lavoriamo come se dovessimo vivere sempre e viviamo come se dovessimo morire ogni giorno.
La prima carità è quella usata dall'anima propria.
Non tramandate a domani il bene che potete fare oggi.
Sopporta volentieri i difetti altrui se vuoi che altri sopportino i tuoi.
Un'ora di pazienza vale più di un'ora di digiuno.
Fa ogni cosa come fosse l'ultima della vita.
Amate i vostri doveri se desiderate adempierli bene.
Un pezzo di Paradiso aggiusta tutto.
L'essere buono non consiste nel non commettere mancanza alcuna, ma nello avere volontà di emendarsi.Chi sta in alto dice: Pace e Guerramartedì 24 marzo 2009 19.42CHI STA IN ALTO DICE: PACE E GUERRA di Bertolt Brecht
Sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
Sono come il vento e la tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
Come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
I suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
Quel che alla loro pace
è sopravvissuto. Bambini Palestinesivenerdì 27 marzo 2009 19.52http://www.associazionezaatar.org/images/stories/FOTO/palestinian_kids_are_seen_sized.jpgCrimini di guerra a Gaza: bruciati a morte dal fosforo biancovenerdì 3 aprile 2009 20.39Testimonianze di B'Tselem.
Uccisi dalle fiamme nella loro casa bombardata dall’esercito – dalla voce di Ghada Riad Rajab Abu Halima, 21 anni.
Lo scorso 29 marzo, dieci settimane dopo aver fornito la propria testimonianza a B’Tselem, Ghada Abu Halima è morta in un ospedale egiziano per le ferite da contatto col fosforo bianco.
Fino alla settimana scorsa, vivevo con mio marito Muhammad, di 24 anni, e le nostre due bambine, Farah (3 anni) ed Aya (6 mesi) nel quartiere di as-Sifa, a Beit Lahiya. Abitavamo nella stessa casa dei genitori di Muhammad, Sa’dallah e Sabah Abu Halima, entrambi di 44 anni, insieme ai fratelli e alle sorelle di mio marito: Omar (18), Yusef (16), ‘Abd ar-Rahim (13), Zeid (11), Hamzah (10), ‘Ali (4) e la piccola Shahd (1 anno).
La nostra casa aveva due piani: al primo c’erano 250 metri quadri di magazzini, così vivevamo al secondo piano. Noi siamo contadini e possediamo della terra accanto a dove abitiamo.
Sabato sera [3 gennaio, N. d. R.], gli aerei israeliani lanciarono dei volantini invitando i residenti dell’area a lasciare le loro case. L’esercito aveva fatto la stessa cosa durante alcune precedenti incursioni e noi non avevamo abbandonato casa nostra, così anche quella volta decidemmo di fare lo stesso.
Intorno alle 4 del pomeriggio del giorno dopo, mentre tutta la famiglia era in casa, l’esercito cominciò a bombardare la nostra zona. Qualche minuto più tardi, delle bombe caddero sulla nostra abitazione. Scoppiò un incendio, e diversi membri della famiglia morirono tra le fiamme: mio suocero, la sua figlioletta Shahd e altri tre dei suoi figli – ‘Abd ar-Rahim, Zeid e Hamzah.
Mia suocera e i suoi figli Yusef, ‘Omar e ‘Ali soffrirono di ustioni. Il fuoco si propagò in tutte le stanze. Io reggevo mia figlia Farah, e anche noi due rimanemmo ustionate. A me andarono a fuoco i vestiti, e parte della mia pelle e di quella di Farah restò bruciacchiata. Per fortuna, la più piccola delle mie figlie, Aya, non fu toccata. Io mi strappai i vestiti di dosso e urlai che stavo bruciando. Ero nuda di fronte a tutti quelli che erano in casa. Il mio corpo era in fiamme e il dolore era insopportabile. Sentivo l’odore della mia carne che bruciava. Ero in condizioni orribili. Cercavo qualcosa per rivestirmi e non smettevo di gridare. Il fratello di mio marito si tolse i pantaloni e me li fece indossare. La parte superiore del mio corpo restò nuda finché mio marito non venne a coprirmi con la sua giacca.
Quindi corse in strada a cercare un’ambulanza o chiunque altro potesse aiutarci a portare fuori i morti e i feriti. Non riuscì a trovare alcun’ambulanza o veicolo dei vigili del fuoco. Vennero a aiutarci i suoi cugini, Matar e Muhammad-Hikmat Abu Halima, che vivono vicino a noi. Mio marito mi sollevò e Nabilah, sua zia, prese con sé Farah. Un’altra zia, che era giunta anche lei per aiutarci, prese Aya.
Muhammad, Farah, Nabilah con suo figlio ‘Ali, ‘Omar, Matar ed io salimmo tutti quanti su un carretto attaccato alla motrice di un camion. La guidava Muhammad Hahmat, dirigendosi vero l’ospedale Kamal ‘Adwan. Portammo anche il corpo della piccola Shahd. Tutti gli altri, li lasciammo nella casa.
Lungo la strada, vedemmo dei soldati a circa 300 metri dalla piazza di al-‘Atatrah. Muhammad fermò il veicolo, e improvvisamente i soldati aprirono il fuoco contro di noi. Uccisero Matar e Muhammad-Hikmat. ‘Ali fu ferito e riuscì a scappare con Nabilah e ‘Omar.
I soldati dissero a mio marito di spogliarsi, cosa che lui fece. Poi si rimise i vestiti e i soldati ci dissero di continuare a piedi. Lasciammo i tre corpi nel carretto. Mio marito, Farah ed io camminammo verso la piazza, dove salimmo in una macchina che passava di lì. Fummo portati all’ospedale ash-Shifa. Erano circa le 6 del pomeriggio quando arrivammo lì.
Io sono ricoverata ancora adesso. Avevo tutto il corpo ustionato, e anche il viso. Farah ha ustioni di terzo grado. Fummo inviati in Egitto per ricevere altre cure, e quindi cercarono di portarci a Rafah in ambulanza, ma l’esercito sparò contro di noi durante il percorso. L’autista rimase leggermente ferito al volto, e ci riportò in ospedale. Adesso siamo in attesa dell’autorizzazione di partire per l’Egitto.
Ghada Riad Rajab Abu Halima, 21 anni, sposata con due bambini, residente a Beit Lahiya, Striscia di Gaza. La testimonianza è stata fornita a Muhammad Sabah, all’ospedale di ash-Shifa, il 9 gennaio 2009.
Tratto da
http://www.btselem.org/English/Testimonies/20090104_Abu_Halima_home_set_on_fire_by_shelling.asp
Tradotto da Jacopo Falchetta per InfopalPerchè facciamo la guerra?mercoledì 22 aprile 2009 21.01Risposta alla domanda perchè facciamo la guerra?, da Focus D&R
Il costo delle guerre per la società è enorme. Si calcola per esempio che la guerra in Iraq sia costata finora oltre 500 miliardi di dollari, senza considerare le drammatiche conseguenze sulle popolazioni locali. Ma un comportamento così distruttivo, nel corso dell’evoluzione, avrebbe dovuto estinguersi. Perchè, allora, oggi nel mondo si contano più di trenta focolai di guerra e una cinquantina di conflitti etnici o territoriali?
Utile? Una risposta potrebbe essere, come sostengono oggi molti studiosi, che la guerra ha una sua intrinseca utilità sociale. L’atteggiamento cooperativo necessario per vincere una battaglia è infatti lo stesso che permette ad un gruppo di persone di lavorare insieme per raggiungere un obbiettivo comune. In particolare, i maschi avrebbero sviluppato la tendenza a essere aggressivi al di fuori del proprio gruppo di riferimento e cooperativi all’interno, e questa strategia si sarebbe dimostrata vincente. Secondo gli studiosi del comportamento, molti animali non entrano in conglitto reciproco come noi perchè manca loro la capacità di astrazione necessaria per percepirsi come membri di un gruppo capace di espandere la propria influenza su altri gruppi. L’evoluzione sociale umana ha forse frenato queste tendenze, in quando non più indispensabili per la sopravvivenza, ma il processo non sembra essere arrivato al termine.Terremotomercoledì 22 aprile 2009 20.58http://files.splinder.com/9db5afc9e9b19975e5cb1778988deac3_medium.jpg
Ho visto persone che piangevano per le loro case distrutte, e ho visto persone che, avendo le case intatte, non piangevano neanche per i loro cari morti in altre abitazioni.La guerra non è una partita di calciomercoledì 22 aprile 2009 20.58Brano tratto dal libro di antologia Il Colibrì 3.
Adattamento da Boris Ulianich, in La crisi del Golfo, a cura di M. Panebianco, Salerno, Elea Press, 1991.
Lo studioso italiano Boris Ulianich è stato anche senatore negli anni Novanta. Il testo è tratto dagli atti di un Convegno tenuto nel 1991 presso l’istituto di diritto internazionale dell’Università di Salerno. In esso lo studioso sostiene che la guerra è una drammatica realtà che coinvolge migliaia di innocenti. Per questo va contrastata con forza e decisione in nome della Pace.
La guerra non è una partita di calcio a cui si possa assistere comodamente seduti in poltrona davanti ad un televisore, magari facendo il tifo per l’una o per l’altra squadra. A questo ci stanno abituando i mass media.
La guerra è distruzione, morte, è catena infinita di lutti, di sofferenze inaudite, di lacrime, un oceano di dolore. Viene scatenata, si, in questo caso, contro un regime o un uomo che lo incarna, ma, nel concreto, contro la gente, soprattutto più povera e emarginata, che non ha la possibilità di allontanarsi dagli obiettivi militari (ma quali sono, oggi, gli obbiettivi militari?), contro i giovani, che non hanno alcuna colpa, anche se indottrinati, al fronte.
Le decine e, forse, le centinaia di migliaia di vittime senza volto, di bambini, di giovani, uomini e donne di ogni età, ciascuno con un proprio nome ed una propria storia, non trovano posto nei notiziari. La si vuol far passare come la guerra elettronica, invisibile, come wargame.
I fatti gravissimi che stanno accadento, il modo con il quale siamo giunti alla guerra dimostrano che non abbiamo neppure iniziato a mutare radicalmente la nostra mentalità, come veniva richiesto da Gandhi, da Einstein, da Giovanni XXIII, da Martin Luther King, come pure il Consiglio mondiale delle Chiese. Si considera ancora la guerra come in grado di ristabilire l’ordine violato, il diritto internazionale offeso. Si ritiene ancora che attraverso la guerra possa ferminare la pace, l’ordine, la giustizia. Non si può vincere la violenza con la violenza, è Giovanni Paolo II ad averlo ricordato: “La guerra è un’avventura senza ritorno”.
La guerra non risolverebbe i problemi, ma li aggraverebbe, perchè “la pace ottenuta con le armi provoca nuove violenze”. E’ la gente normale, semplice, a vibrare in sintonia con questi giudizi dettati da una grande sensibilità umana ed evangelica. E’ ciò che la gente, donne e uomini di ogni ceto, vuol dire quando manifesta per la Pace.
Amare i propri nemicisabato 2 maggio 2009 13.27Da La forza di amare, Amare i propri nemici, SEI.
Martin Luther King
http://paskewich.typepad.com/paskewichcom/images/martin_luther_king.gif
Noi dobbiamo, con forza e con umiltà, corrispondere all’odio con l’amore.
Certo, questo non è pratico. La vita è una questione di render la pariglia, di non lasciarsi sopraffare, di cane-mangia-cane.
Amici miei, abbiamo seguito la cosiddetta “via pratica” già per troppo tempo, ormai, ed essa ci ha condotti inesorabilmente ad una più profonda confusione e al caos. Il tempo risuona dal fragore della rovina di comunità che si abbandonarono all’odio e alla violenza. Per la salvezza della nostra nazione e per la salvezza dell’umanità, noi dobbiamo seguire un’altra vita. Questio non significa che noi abbandoniamo i nostri giusti sforzi: con ogni grammo della nostra energia, dobbiamo continuare a liberare questa nazione dall’incubo della segregazione, ma, nel far questo, non dobbiamo rinunziare al nostro privilegio ed al nostro dovere di amare. Pur aborrendo la segregazione, dovremo amare i segregazionisti: questa è l’unica via per creare la comunità tanto desiderata.
Ai nostri più accaniti oppositori noi diciamo: “Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d’animo. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Noi non possiamo in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi via meremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria”.
L’amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo.
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All’odio bisogna rispondere con l’amore.
Amare i propri nemici non significa rinunciare ad affermare i propri diritti.
la forza della sopportazione è già conquista della Libertà
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_martedì 19 maggio 2009 20.30Ma l’ONU a che serve?I morti in guerra nel 2008giovedì 11 febbraio 2010 0.54
I morti in guerra nel 2008 sono stati più di 40.000
Post n°1061 pubblicato il 09 Gennaio 2009 da kudablog
Ieri sera a Blob hanno trasmesso un intervento di un fondamentalista sionista intervistato su Studio Aperto o TG4 che sosteneva che 700 morti in Palestina, per la stampa mondiale contano di più di 70.000 morti del Darfur di cui non parla nessuno. A parte l’assurdità dell’affermazione, mi è venuta però voglia di vedere quanti sono stati i morti nelle battaglie del 2008 e ho trovato questo resoconto di Peacereporter con molte sorprese:
Sri Lanka: i morti sono stati almeno 11.144
Iraq: i morti sono stati almeno 10.872
Afghanistan: i morti sono stati almeno 6.457
Pakistan Talebani: i morti sono stati almeno 5.735
Rep. Dem. Congo: i morti sono stati almeno 3.047
Somalia: i morti sono stati almeno 1.441
Sudan: i morti sono stati almeno 1.273
Israele-Palestina: i morti sono stati almeno 878
India Nordest: i morti sono stati almeno 846
Filippine Milf: ii morti sono stati almeno 748
India Naxaliti: i morti sono stati almeno 638
Nord Caucaso: i morti sono stati almeno 619
Turchia: i morti sono stati almeno 587
India Kashmir: i morti sono stati almeno 573
Nigeria: i morti sono stati almeno 519
Thailandia del sud: i morti sono stati almeno 363
Filippine Npa: i morti sono stati almeno 272
Colombia: i morti sono stati almeno 257
Pakistan Balucistan: i morti sono stati almeno 254
Quali sorprese?
Prima di tutto che il primo conflitto per numero di morti è il più ignorato dai media cioè lo Sri Lanka, poi il numero di conflitti di cui molti, per noi, praticamente non esistono: Somalia, India, Turchia, Thailandia, Filippine, Nigeria. Chi saprebbe dirmi due parole su chi o per cosa combatte? E poi che il Darfur, che è una grande emergenza umanitaria, per fortuna è notevolmente rientrato dal punto di vista dei morti, fatto che mi convince ancora di più della mia idea che sia una guerra fondamentalmente economica. Infine la Palestina se si calcola che tutti i morti sono avvenuti nella Striscia di Gaza, che è lunga una quarantina di chilometri, e che sono stati ad opera di un esercito regolare di uno stato che aspira ad entrare nell’Unione Europea… bhè la cosa fa molto pensare. Ah, un’ultima cosa: nessuno di questi conflitti si è risolto nel 2008, segno che sparare non porta a nessuna soluzione.
http://ndn3.newsweek.com/media/40/sri-lanka-jaffna-war-wide-horizontal.jpg
FONTE: blog.libero.it/KudaBlog/6265741.html
Killed without reasondomenica 21 giugno 2009 23.18http://www.thegaza.org/gaza/images/bus1.jpg
www.thegaza.orgGrazie, presidente Bushmercoledì 24 giugno 2009 16.04http://www.smh.com.au/ffximage/2005/02/11/iraq_bomb_wideweb__430x282.jpg
Sto leggendo Come il fiume che scorre, di Paulo Coelho. E’ un libro che vi consiglio di leggere… Coelho racconta le sue esperienze insieme a leggende e riflessioni su vari fatti comuni a tutti.
Tra le pagine di questo libro ho trovato un capitolo interessante: “Grazie, presidente Bush”. Vi trascrivo ciò che c’è scritto. Leggete sino infondo perchè non è come sembra all’inizio!
Questo fu pubblicato su un portale inglese l’8 settembre 2003, due settimane prima dell’invasione dell’Iraq, e per tutto il mese fu l’articolo sulla guerra più letto (approssimativamente 500 milioni di lettori)
Grazie Presidente Bush. Grazie, grande leader George W. Bush. Grazie di aver mostrato a tutti il pericolo che Saddam Hussein rappresenta. Molti di noi avrebbero potuto altrimenti dimenticare che ha utilizzato armi chimiche contro il suo popolo, contro i curdi e contro gli iraniani. Hussein è un dittatore sanguinario e una delle più chiare espressioni del male al giorno d’oggi. Ma questa non è la sola ragione per cui la ringrazio. Nei primi due mesi del 2003 ha mostrato al mondo molte altre cose importanti e perciò merita la mia gratitudine. Così, ricordando una poesia che ho imparato da bambino, voglio dirle grazie. Grazie di aver mostrato a tutti che il popolo turco e il suo parlamento non sono in vendita, neanche per 26 miliardi di dollari. Grazie di aver rivelato al mondo l’abisso che esiste tra le decisioni di coloro che sono al potere e i desideri del popolo. Grazie di aver messo in evidenza che né José Maria Aznar né Tony Blair danno la minima importanza né mostrano il minimo rispetto per i voti che hanno ricevuto. Aznar è capace di ignorare che il 90 per cento degli spagnoli sono contro la guerra e Blair è rimasto indifferente alla più grande manifestazione pubblica svoltasi in Inghilterra negli ultimi trent’anni. Grazie di aver costretto Tony Blair a recarsi al parlamento inglese con un dossier falso scritto da uno studente dieci anni fa e di averlo presentato come “prova determinante trovata dal servizio segreto britannico”. Grazie di aver permesso che Colin Powell si esponesse al ridicolo mostrando al Consiglio di Sicurezza dell’Onu delle foto che, una settimana dopo, sono state pubblicamente contestate da Hans Blix, l’ispettore responsabile del disarmo dell’Iraq.
Grazie di aver adottato la posizione attuale e di aver pertanto fatto sì che il discorso contro la guerra del ministro degli Esteri francese, Dominique de Villepin, alla sessione plenaria dell’Onu fosse accolto dagli applausi – cosa che, a quanto ne so, è successa solo una volta in precedenza nella storia delle Nazioni Unite, dopo un discorso di Nelson Mandela.
Grazie perché, in seguito ai suoi sforzi in favore della guerra, le nazioni arabe, normalmente divise, nell’incontro al Cairo avvenuto l’ultima settimana di febbraio sono state per la prima volta unanimi nel condannare qualsiasi invasione.
Grazie di aver affermato che “l’Onu ora ha una possibilità di mostrare la sua importanza”, affermazione che ha indotto a prendere una posizione contro l’attacco all’Iraq anche i Paesi più riluttanti. Grazie per la sua politica estera che ha spinto il ministro degli Esteri inglese, Jack Straw, a dichiarare nel ventunesimo secolo che “una guerra può avere una giustificazione morale”, perdendo in questo modo tutta la credibilità.
Grazie di aver cercato di dividere un’Europa che sta lottando per
l’unificazione: è un avvertimento che non sarà ignorato.
Grazie di aver ottenuto ciò che assai pochi sono riusciti a ottenere in
questo secolo: unire milioni di persone di tutti i continenti nella lotta
per la stessa idea, anche se essa è opposta alla sua.
Grazie di averci dato di nuovo la consapevolezza che le nostre parole, anche
se non saranno udite, almeno sono state pronunciate; questo ci renderà più
forti nel futuro.
Grazie di averci ignorato, di aver emarginato tutti coloro che si oppongono
alla sua decisione, perché il futuro della Terra appartiene agli esclusi.
Grazie perché, senza di lei, non saremmo stati coscienti della nostra
capacità di mobilitazione. Potrebbe non servirci questa volta, ma
sicuramente ci sarà utile in futuro.
Ora che sembra non ci sia modo di zittire i tamburi di guerra, vorrei
ripetere le parole che un antico re europeo disse a un invasore: “Che la
mattina sia bella, che il sole splenda sulle armature dei soldati, perché
nel pomeriggio ti sconfiggerò”. Grazie di aver permesso a noi, un esercito
di anonimi che riempie le strade nel tentativo di fermare un processo già
in atto, di capire quel che significa essere impotenti e di imparare a fare
i conti con quella sensazione e a trasformarla. Pertanto si goda la mattina
e la gloria che potrebbe ancora riservarle.
Grazie di non averci ascoltato e di non averci preso sul serio, ma sappia
che noi la ascoltiamo e che non dimenticheremo le sue parole.
Grazie grande
leader George W. Bush.
Molte grazie.
Paulo CoelhoIl cattolico e il musulmanogiovedì 25 giugno 2009 1.34Questo brano è sempre tratto dallo splendido libro “Come il fiume che scorre” di Paulo Coelho.
Ecco uno dei capitoli intitolato “Il cattolico e il musulmano”.
Conversavo a pranzo con un sacerdote cattolico e un ragazzo musulmano. Quando il cameriere passava con un vassoio, si servivano tutti, a eccezione del musulmano, che osservava l’annuale digiuno prescritto dal Corano.
Quando il pranzo terminò e le persone uscirono, uno degli invitati non tralasciò di provocare:”Guarda come sono fanatici i musulmani!Meno male che non avete nulla in comune con loro.”
“Sì che l’abbiamo”, disse il prete. “Lui cerca di servire Dio tanto quanto me. Semplicemente seguiamo regole diverse.”
E concluse:”Peccato che le persone vedano solo le differenze che le separano. Se osservassero con più amore, vedrebbero soprattutto ciò che c’è in comunque tra loro, e metà dei problemi del mondo sarebbe risolta.”
© Paulo Coelho 2006Ciao, Jacko.domenica 19 luglio 2009 22.31
E’ morto il 25 Giugno 2009, all’età di 50 anni, il mitico Michael Jackson.
Ebbene, non voglio ripetere solite cose. Sicuramente, avrete già letto abbastanza su vari forum. Vorrei solamente dire cosa penso di lui.
QUando l’hanno accusato di molestie sessuali su minori, io non ci ho creduto. E non lo dico perchè adesso è morto. E’ vero. Credo fermamente che lui non avrebbe mai potuto fare cose del genere. Insomma, ha aperto quel parco… E i suoi testi. Li avete mai letti i testi delle sue canzoni? Sono speciali.
Qualcuno al suo funerale aveva detto: “Come avrebbe potuto mai fare cose così orribili una persona che scriveva testi del genere?”. E io mi associo.
Ascoltate Man in the Mirror, ad esempio. Le sue parole sono fantastiche.
E’ stata una grande perdita. Come persona, ma anche come genio musicale. Lui non è mai stato felice della sua infanzia. In realtà, non l’ha nemmeno avuta. Ha pianto per questo… Lui non si vergognava a piangere. Jackson piangeva quando cantava, perchè anche le sue canzoni, le canzoni che cantava ogni volta, ad ogni suo concerto, lo emozionavano.
Mi è davvero dispiaciuto. Ma, insomma, nessuno è immortale. Forse bisognerebbe pensare non solo ad una persona, ma a tutte quelle che muoiono in guerra…Sono milioni. Comunque, era un essere umano e la sua ora doveva giungere.
Lo potremo ricordare per sempre. Anche se lui non era immortale, la sua musica lo è di certo!
Sorridiamo, perchè c’è bisogno solamente di questo.
Ciao, Michael.
The endlunedì 13 luglio 2009 2.34Netanyahu dice no all’abbattimento del Muro di segregazionesabato 25 luglio 2009 18.35http://www.infopal.it/writable/img/VignettaApicella2.jpg
Israele non ha intenzione di smantellare il Muro costruito lungo e dentro il confine con i Territori Palestinesi della Cisgiordania. Lo ha detto Netanyahu. ‘E’ grazie a quella barriera, e a un certo miglioramento dell’azione dei servizi di sicurezza dell’Anp, che regna la calma’, ha detto commentando la richiesta dell’Anp a Obama di abbattere tratti del Muro giudicato nel 2004 ‘contrario al diritto internazionale’ dalla Corte di giustizia internazionale dell’Aja. Le dichiarazioni del premier israeliano arrivano dopo che il quotidiano Maariv ha scritto che l’Autorita’ Palestinese ha recentemente inviato un messaggio all’amministrazione del presidente statunitense Barack Obama, chiedendo che la barriera sia smantellata, considerato il miglioramento della situazione della sicurezza nel territorio.
www.forumpalestina.org.Ramigiovedì 30 luglio 2009 1.12Nessun albero ha rami tanto folli da lottare tra di loro.I diritti dei popoligiovedì 30 luglio 2009 18.09Questo è un tema che ho fatto io quest’anno; vi prego di non copiare!
Da sempre gli uomini hanno combattuto per i propri diritti. Questi ultimi sono stati riconosciuti ormai da più di due secoli nelle varie dichiarazioni, tra cui, la meno recente, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789.
Tutti conoscono i diritti dell’uomo, anche se non nel dettaglio, ma ci sono, purtroppo, molte persone che non li rispettano.
L’articolo 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, per esempio, dice: “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù. La schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma”, ma ancora in molti stati le suddette sono praticate, anche con la consapevolezza delle autorità. Ciò si collega anche ai diritti dei bambini, poichè molti schiavi sono solamente dei fanciulli.
Uno di essi è stato Iqbal Masih, bambino pakistano divenuto schiavo a pochi anni dalla sua nascita. Riguardo a ciò, mi cheido se quegli adulti che comprano a addirittura i genitori che vendono i bambini, siano mai stati anche loro piccoli. Ognuno di quelle reature ha il diritto di passare la sua infanzia nel modo migliore e, ovviamente, quel modo non è lo sfruttamento. Come si può pensare di usufruire di esseri così deboli e gracili come macchine?
Nessuno augurerebbe una vita simile al più caro dei conoscenti e invece ci sono quelli che, nonostante titto, pensano sia giusto o perlomeno normale
Un altro dei diritti non rispettati è il seguente: “Ogni persona ha diritto alla vita. Nessuno può essere condannato alla pena di morte”, dalla Costituzione Europea del 2004. Questo è riferito solo ai paesi europei, però le moticazioni dovrebbero essere uguali per tutto il mondo. Le persone della Thailandia non sono diverse da quella tedesche; perchè, allora, lì le leggi sono differenti e i diritti non sono rispettati?
Inoltre, a parer mio, la pena di morte non ha alcun senso. Se uno ha commesso un reato grave, come l’omiciidio di più persone o che altro, avrebbe bisogno, più che della fine della sua vita, di una “punizione rieducativa”. Come hanno detto anche molti miei compagni durante una discussione in classe, i “delinquenti” potrebbero pentirsi durante la loro pena e riuscire a diventare “uomini migliori”. Ovviamente, non a tutti capiterà la stessa cosa; ma è per questo che esiste l’ergastolo, no? La vita è come un esame: se non si passa, si viene bocciati, ma si può benissimo tentare altre volte.
Infine, uccidere chi ha ucciso, mi pare una grossissima e gravissima contraddizione, poichè chi, appunto, uccide un assassino, anche se per legge, compie un altro reato e qui si aprirebbe una reazione a catena.
Questo non è il modo per risolvere le questione, anche perchè le persone non possono decidere della vita o della morte di altre.
Come esempio dell’ultimo diritto non rispettato che voglio descrivere, cito la canzone “Mary” dei Gemelly Diversi. Essa parla di una ragazza che ha subìto da sempre violenze sessuali da parte del padre e che poi è riuscita a scappare. Non ho mai ascoltato a fondo le parole di questa canzone, ma ora so che racconta la vita di molti bambini.
Quanti ancora stanno subendo violenze dal genitore o da scionosciuti, quandi non dicono niente per paura, quanti avrebbero voglia di urlare la verità al mondo intero e di volare liberi senza preoccupazioni e dolore sulle ali?
Molti diritti non sono rispettati, troppi per essere citati tutti. Nonostante le varie dichiarazioni sui diritti umani, tantissime persone stanno lottando, o vorrebbero, per i propri diritti rinnegati da esseri della stessa specie.http://th04.deviantart.net/fs10/300W/i/2006/134/5/0/heart_by_r0m.jpg
Pic: X #Libertàlunedì 3 agosto 2009 11.26http://www.asianews.it/files/img/libert%C3%A0_religiosa.jpg
Nessuno vi può dare la libertà. Nessuno vi può dare l’uguaglianza o la giustizia. Se siete uomini, prendetevela.
Malcolm Xmalemartedì 4 agosto 2009 14.32http://www.spaziopiu.it/valdagnosocialforum/morti_iraq_bambina.jpg
Guerra d’Iraq; immagine un po’ vecchiotta.
Però…
Pensate a quanti bambini stanno ancora gridando… Pensate a quanti litri di sangue anche adesso, in questo momento, stanno guizzando fuori degli esseri viventi, per mezzo di altri esseri viventi.
Guardate quest’immagine e ascoltate le urla di una bambina che ha conosciuto troppo presto il male del Dolore. Leggi antipalestinesilunedì 10 agosto 2009 3.03LEGGI DISCRIMINATORIE
Gli israeliani hanno incominciato ad appropriarsi di terre palestinesi sin dall’inizio della loro immigrazione in Palestina oltre un secolo fa. Se fino al 1948 i sionisti procedettero con una certa discrezione, dalla fondazione dello stato ebraico i sionisti dettero libero sfogo alla loro ambizione. La loro ingordigia si tradusse anche in un mostruoso apparato giuridico contro i palestinesi non ebrei. In parte furono pure riprese le leggi discriminatorie già utilizzate dagli inglesi.
La prima legge israeliana antipalestinese ( sulla falsariga di quella varata dai nazisti per appropriarsi dei beni degli oppositori e ebrei fuggiti all’estero) risale al 1950 e concerne i beni dei proprietari assenti: assenti erano considerati non solo coloro che erano fuggiti, ma anche coloro che si erano assentati solo per pochi giorni e che nel frattempo erano persino ritornati al loro domicilio. È sufficiente che qualcuno notifichi alle autorità israeliane che un certo proprietario è assente e automaticamente tutti i suoi beni vengono confiscati, inclusi case e terreni, i beni mobili, conti bancari, attrezzi di lavoro, bestiame, ecc. In base a questa legge fino al 1959 vennero confiscati 300 villaggi e in zona urbana 25’000 case con 45’000 appartamenti e 10’700 locali commerciali, officine,ecc.
Gli israeliani vararono alcune leggi che permettono alle autorità di dichiarare una determinata zona “chiusa per motivi di sicurezza”. In base a queste leggi gli abitanti di molti villaggi vennero scacciati mentre l’accesso agli stessi villaggi fu ovviamente consentito agli ebrei. Un’altra legge permette a Israele di confiscare a un contadino la sua terra perchè l“coltiva male la sacra terra di Israele” e di attribuirla a un kibbutz.
Altre leggi servono per rafforzare l’autorità israeliana durante le confische, per impedire il ricorso alle via legali, per impedire il ritorno della terra in mani non ebraiche, per impedire il ritorno dei legittimi proprietari, per impedire che non ebrei risiedano sulle terre “ebraizzate”, ecc.
Israele ha pure varato un grande numero di leggi tendenti a favorire l’immigrazione di ebrei in Palestina ( concessione automatica della nazionalità israeliana agli ebrei di tutto il mondo ), a impedire l’espatrio ( anche con la forza ) di ebrei in particolare verso gli Stati Uniti, a colonizzare i territori occupati, a favorire e sostenere i coloni ( sussidi, protezione, assistenza tecnica, acqua, collegamenti stradali, ecc.).
Israele ha inoltre varato una moltitudine di regolamenti, istruzioni, disposizioni, divieti, obblighi di richiedere il permesso per ogni cosa, documenti di identità speciali, numeri di immatricolazione speciali ecc. che si applicano rigidamente solo ai palestinesi e che li discriminano e mortificano come lo fu la famosa stella che i nazisti imposero agli ebrei. Tuttavia ci sono anche leggi destinate ai cittadini israeliani, leggi che proibiscono ogni contatto con i palestinesi, il soggiorno in territorio palestinese, ecc.
Quando le leggi e i decreti repressivi non bastano ci pensa l’esercito israeliano ad operare distruzioni e oppressione sulla base di semplici decreti militari.
FONTE: www.assopace.altervista.orgframmentomercoledì 12 agosto 2009 1.42La pioggia è solo un piccolissimo frammento della tristezza intorno a noi…
http://i30.tinypic.com/2yuedqq.png
E questo è uno grande..
Penso che parli da sola quest’immagine. Sta a voi immaginare con che coraggio Israele ha deciso di colpire una scuola con i bambini – ovviamente.
Esistono vari divieti sbagliati nel mondo… Ora nessuno ha più il diritto di vivere.__giovedì 13 agosto 2009 15.40Esci, alza gli occhi al cielo e guarda le stelle.
Anche loro cadono, ogni tanto.
Con questo post vorrei ringraziare tutti coloro che seguono il mio blog e mi lasciano commenti a riguardo. Mi fa davvero piacere ricevere, come ho detto già ad alcuni di voi in pv, commenti da persone adulte che ne sanno più di me.
Ringrazio in particolare:
onavi
ISERATI
moltitudini (grazie per i consigli sul tema, cercherò di seguirli!)
Lucantropo
dangerousbonnie
…e altri che, scusate, non ricordo xD
Spero che stanotte (anche se io non ci credo), si realizzino molti desideri di chi davvero se li merita.
Ringrazio ancora tutti voi per i bei commenti =)
Un abbraccio e un sorriso sincero!
Citazione, James Hillmansabato 15 agosto 2009 1.35James Hillman
‘Il turbamento che ci prende quando sentiamo dire «La guerra è normale» deriva dalla confusione insita nell’uso di quell’aggettivo. “Normale” può essere inteso in due modi, che tendono a fondersi insieme ingenerando in noi l’impressione che ciò che è normale (medio) è anche standard e giusto, ovvero è il giusto parametro. Nella seconda accezione «normale» rimanda a “ideale”. Vi si sente ancora la radice della parola: retto, corretto, esatto; ma adesso questi termini descrittivi, tecnici sono normalizzati in metafore. “Norma” oggi significa parametro, paradigma: un’immagine precostituita stabilisce la norma, il modello, la regola. Quando i due significati si fondono in riferimento alla guerra, allora la descrizione del combattimento diventa prescrizione del combattimento. Ciò che “dovrebbe essere” (ciò che è giusto che sia) diventa “ciò che fa la maggioranza”.Immigrazionemercoledì 19 agosto 2009 18.52Ieri notte, non sapendo che fare, mi sono messa a leggere quelle pagine in fondo al mio libro di storia (L’Ora di Storia, Zanichelli) che nessuno legge mai.
Ho trovato degli interessanti scritti riguardo le migrazioni.
Ecco alcune parti.
IMMIGRAZIONE
Sono circa 35 milioni di immigrati che negli ultimi decenni si sono spostati dal sud al nord, in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Il flusso non accenna a diminuire e si prevede che il fenomeno migratorio sia destinato a prolungarsi nel tempo.
http://i32.tinypic.com/1124abp.png
Le previsioni si basano su due considerazioni di fatto. La prima è l’enorme distanza economica che separa il sud povero dal nord ricco, attirando irresistibilmente i disperati del Terzo Mondo verso i paesi del benessere.
La seconda è l’andamento demografico, che nel nord sfoltisce le fasce giovanili di popolazione, quelle che sono in grado di lavorare e di riprodursi, mentre nel sud continua a rafforzarle.
Molti economisti pensano che accogliere gli immigrati non sia soltato un atto di umana solidarietà nei confronti di paesi più sfortunati, ma anche un’esigenza economica; in un’Europa – e in un’Italia – che rapidamente invecchiano c’è bisogno di giovani forze di lavoro che colmino i vuoti lasciati dall’invecchiamento demografico.
CHI SONO GLI IMMIGRATI IN ITALIA
Gli immigrati regolari in Italia hanno già superato i tre milioni e mezzo. Vengono dall’Europa dell’Est (Albania, Romania, Ucraina…), dall’Africa (Marocco, Senegal, Nigeria…), dall’Asia (Cina, FIlippine, Pakistan…), una minoranza viene dall’America Latina.
Hanno religioni differenti: i cristiani sono un milione e mezzo (divisi quasi a metà fra cattolici e ortodossi), i musulmani un milione, 100 mila professano culti orientali.
Sono giovani (il 70 % ha meno di 40 anni), e, in genere, istruiti (il 12,5 % degli immigrati ha una laurea contro il 7% degli italiani).
___________________________
NOTA di Menny:
Gli immigrati non rubano il lavoro a nessuno.
Fanno semplicemente solo ciò che gli italiani non fanno più. Quei lavori faticosi, sottopagati e poco gratificanti.
Io sono contro gli stupratori, i ladri e gli assassini, ma esistono stupratori, ladri e assassini anche italiani. Non credo sia giusto generalizzare su popoli giusto perchè una sola persona ha commesso un reato.
Per ultimo, come l’ultima frase grassettata, gli immigrati non sono dei falliti nel loro paese. I miei genitori sono marocchini (ormai qui da più di 20 anni), e entrambi hanno studiato. Mio padre in Marocco era laureato in biologia, in Italia un muratore.
Children Of Gazasabato 22 agosto 2009 23.54
Faccio la traduzione del testo, perchè è molto significativo.
Non c’è nessuna madre in questo mondo che guarderebbe suo figlio
piangere nelle strade in piedi mentre guarda lei singhiozzare.
Non c’è nessuna madre in questo mondo che non darebbe
la sua vita per la vita del suo bambino.
Non c’è nessuna madre in questo mondo che non sarebbe
felice di avere una casa per la sua famiglia.
Dove sono le vostre case, dove sono le vostre famiglie?
Cosa mangerete oggi, dove dormirete?
Oh popolazione del mondo
Possiamo avere un po’ di giustizia, possiamo avere un po’ di pace
Per i bambini della guerra?
Oh popolazione del mondo
Possiamo avere un po’ di amore, possiamo avere una piccola preghiera
Per i bambini della guerra?
C’è un padre in questo mondo che non vorrebbe
provare a occuparsi dei suoi bambini e di sua moglie?
C’è un padre in questo mondo che vorrebbe essere
rinchiuso in una cella per la sua famiglia?
C’è un padre in questo mondo che non difenderebbe
giustizia e diritti sino alla vera fine?
Dove sono i vostri lavori, dov’è la sicurezza?
Dov’è la libertà, quando potrete essere tutti liberi?
Oh popolazione del mondo
Possiamo avere un po’ di giustizia, possiamo avere un po’ di pace
Per i bambini della guerra?
Oh popolazione del mondo
Possiamo avere un po’ di amore, possiamo avere una piccola preghiera
Per i bambini della guerra?
Non c’è nessun bambino in questo mondo che dovrebbe crescere
nella paura, annegare nella disperazione.
Nessun bambino in questo mondo dovrebbe essere privato di un’educazione
e tutti i bambini del mondo vorrebbero giocare
in una comunità sicura, poter correre liberi.
Preghiamo per i bambini Signore, allenta il loro dolore
e dai loro la forza per vivere giorno per giorno
Oh popolazione del mondo
Possiamo avere un po’ di giustizia, possiamo avere un po’ di pace
Per i bambini della guerra?
Oh popolazione del mondo
Possiamo avere un po’ di amore, possiamo avere una piccola preghiera
Per i bambini della guerra?
Mediamartedì 25 agosto 2009 4.07Ho appena letto il commento al post precedente di lucantropo (grazie!) che vi riporto qui sotto:
In guerra i bambini vengono arruolati già a 7-8 anni e le bambine vengono usate per soddisfare i desideri sessuali dei soldati. Ma è molto più importante parlare del lotto e delle vacanze per i nostri telegiornali….
LucA
Beh, è più che esatto.
Attacchi su Gaza a dicembre, guerra d’Iraq, fame in Africa… E chi ci pensa più?!
Insomma, la tv è un mezzo di comunicazione alla moda.
Io sono iscritta a newsletters che mi avvisano ogni ora dei fatti di guerra in Iraq, ad esempio, e…Sono molti. Non ho mai sentito più parlare di un avvenimento in Iraq da non so quanto tempo.
No, beh, quando sono coinvolti degli italiani è tutta un’altra cosa. Non dico che non bisogna interessarsi dei connazionali, solo penso che non bisogni interessarsi solo di quello.
Inoltre, parlano di cronaca (assassini, stupri, ecc.) per circa metà del TG. L’altra metà la sfruttano per mostrare l’altra cronaca, quella dei sederi per aria. E’ davvero davvero davvero interessante sapere quale nuova brava ragazza ha fatto il calendario (il senso?!) o con chi si è messo quello.
Ma i media fanno anche loro quello che fanno tutti… Parlano di cose che interessano, non di quello di cui dovrebbero realmente parlare. Parlano di quello che in questo momento va di moda, di quella cosa di cui parlano tutti.. E poi chissene frega.
Ma la colpa non è tutta loro, a mio avviso. Anche le persone dovrebbero interessarsi delle cose più importanti e non solo per un giorno o due.
E… La vincita al superenalotto!
Dessero nemmeno la metà di quei soldi all’Africa che muore di fame, al posto di sprecare tutto così.
Cià cià!Acqua: bene per l’umanità o per un uomo?martedì 25 agosto 2009 15.47Ho trovato questa discussione nel forum, e mi sono accorta di non averla mai postata qui!
E’ di Carmen.
BENE PREZIOSO PER L’UMANITA’ O PER UN UOMO?
image
Vogliamo credere? Vogliamo pensare? Vogliamo alzarci da quella poltrona fossilizzata sulla soglia del pavimento?
Vogliamo parlare?
Siamo estranei forse alla razza umana? Parliamo di argomenti banali, che forse non lo sono mai. Parliamo di programmi tv, a volte stupidi. Parliamo e non ce ne accorgiamo di quanto sbagliamo, non a parlare, ma a volte a non pensare.
Siamo polemici?
O siamo politici? No.
Penso che vogliamo un mondo giusto, e non sbagliato. Un mondo dove almeno si può vivere, con aria, acqua, libertà, pace, amore.
L’acqua.
Noi prendiamo un bicchiere e lo riempiamo d’acqua. Acqua che scorre liberamente dalla nostra cucina. E’ giusto che sia così.
Ma ragazzi, non sta nè in aria, nè in cielo (appunto perchè sta sulla terra lol), che esista una privatizzazione dell’acqua.
L’acqua in società?
L’acqua? BENE COMUNE in società?
Immedesimiamoci ora, nei corpi di quei bimbi nella figura. Provereste gioia? Dolore? Che cosa?
Ora come il petrolio, inizia la guerra per l’acqua. Che in realtà da quando è iniziata? Ma non basiamoci poi più di tanto su date.
E’ pericoloso o no che non avremo acqua da bere?
Sfruttiamo il petrolio, uccidono, piangono, si arricchiscono, e vengono sottomessi. E poi, ci uccidiamo con le nostre mani, e la nostra fasulla intelligenza. Sì, perchè il petrolio, provoca danni alla terra. Guarda caso, li porta anche all’uomo.
Sfruttiamo l’acqua. Che a poco a poco si trasforma da fonte di energia rinnovabile in esauribile.
Zone del mondo, i cui abitanti a stento sopravvivono.
Noi che facciamo? Possiamo fare qualcosa oppure no? Non tanto nelle nostre case… Piuttosto per sensibilizzare questi cuori di pietra. Possiamo fare qualcosa?Bonsoir, a voi 2 o 3 lettori per sbaglio!
Sto scrivendo perchè io sono musulmana e non ho ancora detto buon Ramadan ai miei fratelli musulmani, nel caso leggessero! Per cui, RAMADAN MOUBARAK!
Bene, non posso lasciare solo queste tre righette nel post, ma sono a corto di argomenti stasera (sta notte?sono le 2.30..).
Eccone aggiunte altre! lol
Non so proprio che scrivere… Colgo l’occasione per dire che questo blog non lo legge nessuno. Consigli?!
Thanks!
…
Bonne nuit!
.Menny #Perchè si fanno le guerre?lunedì 31 agosto 2009 3.17Una citazione che mi ha fatto sorridere (:
E’ di Achille Campanile.
http://www.campanile.it/web/audioevideo/audiov3.gif
Da che mondo è mondo perché si fanno le guerre? Per assicurarsi la pace. È raro che si faccia una guerra per arrivare alla guerra. […] Se per assicurarsi la pace occorre fare la guerra, non sarebbe meglio rinunziare alla pace? Almeno non si farebbero le guerre. No! Perché se non si fanno le guerre che servono ad evitare le guerre, vengono le guerre.Tutto è possibilesabato 5 settembre 2009 19.17http://img157.imageshack.us/img157/4123/564857870ww.jpg
Se tracci col gesso una riga sul pavimento,
è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno
fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso: così… tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.
H. HesseVivere per un sorrisodomenica 6 settembre 2009 4.11Questo è un bellissimo post che ha scritto il nostro amico immaginario Mr. Loto (:
www.mr-loto.it (Grazie per i commenti!)
VIVERE PER UN SORRISO
Quanto è bello veder sorridere la gente.
E’ un gesto semplice, gratuito e spontaneo che rende sempre tutto più accettabile.
Durante i miei numerosi viaggi ho notato che nei Paesi più poveri, dove vivere è davvero una sfida quotidiana, la gente è ancora capace di accogliere uno sconosciuto con un sorriso, cosa che, a ben vedere, nel nostro mondo ricco e carico di eccessi non siamo più in grado di fare.
Perché?
Analizziamo le cose per quello che sono davvero.
Dovremmo spogliarci di tutto quello che non fa parte del nostro essere essenziale, per tornare ad essere liberi e sorridenti, felici di essere vivi, e basta.
Pensaci bene.
Chi non ha nulla non ha nemmeno niente da perdere ed ha una vita interiore molto più serena.
Nella nostra ricca società, invece, siamo posseduti dai beni che crediamo di possedere.
Accresciamo dentro di noi ansie ed insoddisfazioni legate ad un lavoro che non ci piace ma che continuiamo a svolgere perché abbiamo paura di non trovarne un altro, dovendo così rinunciare al nostro regolare stipendio e a tutto quello che ci permette di avere.
Viviamo nel terrore che qualcuno si introduca nella nostra casa, nella nostra auto o nella nostra banca.
Difendiamo con violenza confini territoriali e mentali sempre più privi di reale significato, in un epoca proiettata verso l’inevitabile multirazzialità, dove spostarsi è all’ordine del giorno.
E, soprattutto, vogliamo sempre quello che non riusciamo ancora ad avere.
Perché è così che ci vogliono: consumatori di beni inutili che, però, riescono a farci credere assolutamente necessari.
Ed è nel combattere queste battaglie già perdute in partenza che ci si inizia a sentire vuoti, insoddisfatti e tristi.
Tristi.
Ecco perché così spesso chi nasce in una cultura povera, nonostante manchi di tutto quello che noi riteniamo necessario per essere contenti, sorride alla vita. Senza contare il profondo rapporto umano, vero e sincero, che si instaura tra le persone che, avendo pochi beni materiali su cui contare, si danno una mano a vicenda. Da questa parte del mondo, invece, quasi sempre, per avere qualcosa in più per noi siamo disposti ad azioni moralmente deplorevoli verso tutti gli altri. E questo non fa altro che renderci sempre più soli, oltre che tristi.
La verità è che chi non è legato a questa vita dai beni materiali è davvero libero.
Libero di osservare un tramonto in silenzio, senza avere fretta di dover fare qualcos’altro.
Libero di godersi il suo tempo, perché lavora per vivere e non vive per lavorare.
Libero di apprezzare tutto quello che la vita gli offre senza desiderare altro.
Libero di poter incrociare il tuo sguardo assente per la strada e regalarti quel sorriso che tu non riesci più ad avere.http://www.idao.org/images/iraqi-children-2.jpg
E’ per questo che si vive? #Mike Bongiornomercoledì 9 settembre 2009 0.38Oggi, martedì 8 settembre, è morto Mike Bongiorno.
Sinceramente, non saprei che scrivere… Per Jackson era un po’ diverso, insomma ne so di più riguardo a lui.
Per Bongiorno… Beh, che dire. E’ stato un grande conduttore e mi faceva anche ridere quando guardavo i suoi quiz, come Genius.
Proprio pochi giorni fa, ho visto al TG che parlava del suo quiz su SKY. E non so dove aveva detto che sbagliavano sempre e scrivevano il suo cognome come il saluto, buongiorno (:
E’ stato un grande, ma la morte arriva a tutti un giorno, no? Bisogna aspettarselo… E’ solo che mancava poco al debutto del “nuovo” quiz che nessuno se lo sarebbe mai aspettato!
A volte, ci si dimentica un po’ che le persone della TV non sono affatto immortali e che anche a loro l’età aumenta.
Un saluto di Mike avvenuto forse troppi anni fa, per questa giornata triste. Forse in questo caso non si potrebbe dire “allegria!”
http://paoladifraia.files.wordpress.com/2009/03/mike_bongiorno1977.jpgGrazievenerdì 11 settembre 2009 1.53Ciao (: Come state? Io benissimo! Lunedì scuola, non vedo l’ora =D
Questo è un post che vorrei dedicare a tutte le associazioni che aiutano direttamente chi ha bisogno.
Non scriverò molto. Voglio solo dire grazie a Emergency, che in questi giorni ha avuto una grandissima perdita, quella di Teresa Sarti; Amnesty International; l’ONU, immancabilmente; Nessuno tocchi Caino; LIDLIP… E ora non potrei elencare tutto :(
Grazie.11 settembresabato 12 settembre 2009 3.34http://www.geagea.com/59indi/pic/11_Settembre.jpg
Non ho scritto un post sull’11 settembre. E non ho intenzione di scriverlo.
Smettiamola di ricordare! Dai, bisognerebbe fare un minuto di silenzio ogni giorno se andiamo a calcolare le stragi avvenute dappertutto.
Le differenze in questo caso sono che:
- è avvenuta negli USA;
- è stata attuata da dei terroristi di religione islamica.
Ecco perchè si continua a ricordare quel giorno, quando io ero ancora piccolina. Sapete, io non me lo ricordo quel giorno in TV o notizie varie. Sì, perchè erano passati appena dieci giorni dalla morte di mio padre e a noi sinceramente importava poco di quello in quel momento. Ma ora, a me importa poco comunque.
Sì, perchè credo che forse ora sia meglio pensare a Palestina e Iraq…
Mi spiace davvero tantissimo per l’accaduto otto anni fa, sul serio! Ma non si può continuare così, su! Io voglio vedere una giornata di memoria per tutti i morti causati ingiustamente, di tutto il mondo! Non solo quelli dell’11 settembre, giusto perchè sono americani. A quello che è successo dopo in Iraq non si pensa mai, eh?
Bah, che schifo di mondo.Il fiore e la perlasabato 12 settembre 2009 19.17Un giorno, un fiore luminoso bello e profumato dai colori sgargianti, incontro’ una perla che viveva lontano nelle profondità del mare e che non aveva nessuna di queste caratteristiche.
Tutte e due si presentarono l’una all’altra.
Il fiore disse: ”La nostra famiglia è ampia, le rose e le margherite fanno parte della famiglia, e ce ne sono di altre speci varie e innumerevoli, ognuno di profumo e apparenza diversa ecc”.
Improvvisamente il fiore si tinse di tristezza.
”Non vi è alcuna traccia di tristezza nel tuo discorso, perchè dunque ti disperi?” domando´la perla.
”Gli esseri umani ci trattano senza prestare attenzione, ci trattano senza considerazione.Non ci lasciano crescere per il nostro benessere, ma per ottenere piacere dal nostro profumo e la nostra bella apparenza.Ci buttano in strada o nella spazzatura quando poi siamo prive delle nostre piu´preziose proprietà, la luminosità e il profumo”.
Il fiore sospiro´.Poi disse di nuovo alla perla: ”Parlami della tua vita!Come vivi tu?Che sensazioni hai?Sei sepolta nelle profondità del mare?”
La perla rispose: ”Malgrado non possiedo nessuno dei tuoi colori distintivi e il tuoi dolci profumi, gli esseri umani pensano che sono preziosa. Fanno l’impossibile per ottenermi. Partono per lunghi viaggi, immergendosi nelle profondità del mare per cercarmi. Ti stupiresti se solo sapessi che piu´sono lontana, piu´divento bella e brillante. Ed è questo che aumenta il mio valore. Vivo in una conchiglia isolata negli abissi del mare. Comunque sia sono felice e fiera di essere in una zona sicura lontana dall’ impudicità e da mani maliziose, e gli esseri umani mi considerano sempre di grande valore”.
Sapete chi simbolizza il fiore e chi la perla?
Il fiore è la donna svelata ( che mostra il suo fascino )
E la perla è la donna velata ( che nasconde la sua bellezza )
http://islam.forumup.it
Scusatevenerdì 18 settembre 2009 2.20Chiedo scusa per l’assenza ma voglio farmi perdonare partendo da adesso.
Ho trovato questo stupendo template (quì per il codice).
Secondo me è bellissimo anche perchè trovo che sia difficile parlare di questi argomento senza cadere nel banale, e questo banale non lo è.
Ora ho una domanda, principalmente per Menny (anche se immagino la sua risposta (= ) :
volete che continui (o meglio ricominci) a postare su questo blog?
Io lo desidererei tantissimo (:
Un abbraccio a tutti e buon rientro a scuola,
Simo
N.B.: Non ho volutamente parlato di ciò che è successo a Kabul oggi perchè non me la sento, essendo troppo tempo che non scrivevo più nulla.ForumPalestinasabato 26 settembre 2009 18.13
NEWSLETTER DI FORUMPALESTINA
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UN NUOVO ANNO DI SOLIDARIETA’ CON LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE
Sabato 17 ottobre riunione nazionale del Forum Palestina
A quasi un anno dall’attacco israeliano contro la Striscia di Gaza, continuano l’assedio e il lento genocidio della popolazione palestinese. La ricostruzione non è mai iniziata perché, nonostante le roboanti promesse dei governi (compreso quello italiano), l’assedio imposto da Israele si è fatto sempre più feroce, rendendo la situazione umanitaria ancora più drammatica e ancora più pesante la responsabilità della “comunità internazionale” che con l’ultimo rapporto dell’ONU, il rapporto Goldstone, ripropone la consueta ipocrisia dell’equidistanza tra il popolo oppresso e il suo oppressore.
Parallelamente allo strangolamento di Gaza, lo Stato sionista ha portato avanti la pulizia etnica in Cisgiordania, sempre più spesso affidata alle squadracce paramilitari delle colonie in via di ampliamento, mentre le città e i villaggi palestinesi sono ormai ridotti a gabbie completamente circondate dal Muro dell’Apartheid.
Nonostante l’evidente complicità del governo e di quasi tutte le forze politiche italiane con lo Stato sionista, in questi mesi il movimento di solidarietà con la resistenza palestinese è riuscito ad intraprendere numerose iniziative, sia sul terreno del sostegno alla società civile palestinese che su quello del boicottaggio di Israele, nel quadro della campagna internazionale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni). In particolare, la campagna BDS nel mondo sta ottenendo risultati straordinari, ultimo dei quali la decisione del congresso dei sindacati inglesi – il Trade Union Council – di boicottare le merci israeliane e di rivedere le relazioni con il sindacato corporativo israeliano Histadrut, a sua volta complice delle politiche criminali dei governi israeliani.
Nei prossimi mesi, sono previste appuntamenti e mobilitazioni importanti, a partire dalla Gaza Freedom March, che alla fine di dicembre porterà migliaia di persone da tutto il mondo a tentare di spezzare l’assedio di Gaza e il convegno nazionale sul sionismo che si terrà il 28 e 29 novembre nella città di Pisa.
Per organizzare insieme la mobilitazione nel nostro Paese, proponiamo a tutto il movimento di solidarietà con la resistenza palestinese un’assemblea nazionale in coincidenza con la manifestazione nazionale contro il razzismo e le politiche securitarie, sabato 17 ottobre a Roma, alle 10.30, nella sede di Via Giolitti n. 231 (a fianco della stazione Termini).
Il Forum Palestina On The Road Onlusvenerdì 25 settembre 2009 1.16On the Road è attiva dal 1990 per intervenire nei fenomeni della prostituzione e della tratta, con particolare riferimento alla prostituzione di donne e minori immigrate, spesso vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale ad opera di soggetti ed organizzazioni criminali.
L’organizzazione sviluppa attività e servizi direttamente rivolti alle persone coinvolte in scenari di marginalità con un approccio basato sulla centralità della persona finalizzato alla promozione dei diritti e dell’inclusione sociale.
In una iniziativa che si realizza a livello locale, nazionale e transnazionale, contribuisce alla promozione delle politiche di settore, all’elaborazione delle strategie e dei modelli di intervento, delle figure professionali e dei rispettivi percorsi formativi, realizzando progetti di intervento sociale, di ricerca, di formazione e pubblicazioni diversificate.
Le principali aree di intervento attraverso le quali è possibile sintetizzare le iniziative di On the Road sono:
Servizi rivolti alle persone
Realizzazione di progetti di intervento sociale a livello locale, nazionale e transnazional
Realizzazione di ricerche-azioni e sperimentazione di modelli innovativi di intervento sociale
Promozione di politiche per l’intervento sociale a livello locale, nazionale e transnazionale
Offerta di percorsi formativi e di assistenza tecnica rivolti a enti pubblici e non profit
Sviluppo e produzione di documentazione e pubblicazioni rilevanti
http://www.ontheroadonlus.it/index.phpTell me whymartedì 29 settembre 2009 20.24Ho trovato per caso questa canzone di Declan Galbraith (che ora è già grande :P) che mi è piaciuta moolto. Non perchè sia cantata da un bambino, perchè.. Beh, il testo non è stato scritto da lui e varie cose. La posto per appunto il testo e quelle immagini che scorrono di fianco al piccolo cantante.
Vi traduco il testo, anche se sono staaaanca =D Prima c’è la strofa in inglese poi, in grassetto, in italiano.
In my dream children sing a song of love for every boy and girl
The sky is blue and fields are green and laughter is the language of the world
Then I wake and all I see is a world full of people in need
Nei miei sogni i bambini cantano canzoni d’amore per tutti i bambini e le bambine
Il cielo è blu e i campi sono verdi e sorridere è il linguaggio del mondo
Poi mi sveglio e vedo che questo è un mondo pieno di persone bisognose
Tell me why (why) does it have to be like this?
Tell me why (why) is there something I have missed?
Tell me why (why) cos I don’t understand.
When so many need somebody we don’t give a helping hand.
Tell me why?
Spiegatemi perchè deve essere così
Spiegatemi perchè c’è qualcosa che io mi sono perso
Spiegatemi perchè, perchè io non capisco
Quando molti hanno bisogno di qualcuno noi non diamo loro una mano.
Spiegatemi perchè
Everyday I ask myself what will I have to do to be a man?
Do I have to stand and fight to prove to everybody who I am?
Is that what my life is for to waste in a world full of war?
Ogni giorno mi chiedo cosa dovrò fare per essere un uomo
Dovrò alzarmi e combattere per provare a tutti chi sono?
E’ questo che la mia vita deve sprecare in un mondo pieno di guerra?
Tell me why (why) does it have to be like this?
Tell me why (why) is there something I have missed?
Tell me why (why) cos I don’t understand.
When so many need somebody we don’t give a helping hand.
Tell me why?
Spiegatemi perchè deve essere così
Spiegatemi perchè c’è qualcosa che io mi sono perso
Spiegatemi perchè, perchè io non capisco
Quando molti hanno bisogno di qualcuno noi non diamo loro una mano.
Spiegatemi perchè
Tell me why (why) does it have to be like this?
Tell me why (why) is there something I have missed?
Tell me why (why) cos I don’t understand.
When so many need somebody we don’t give a helping hand.
Spiegatemi perchè deve essere così
Spiegatemi perchè c’è qualcosa che io mi sono perso
Spiegatemi perchè, perchè io non capisco
Quando molti hanno bisogno di qualcuno noi non diamo loro una mano.
Tell me why (why,why,does the tiger run)
Tell me why (why why do we shoot the gun)
Tell me why (why,why do we never learn)
Can someone tell us why we let the forest burn?
Spiegatemi perchè (perchè, perchè la tigre corre?)
Spiegatemi perchè (perchè, perchè dobbiamo sparare un colpo di pistola?)
Spiegatemi perchè (perchè, perchè noi non impareremo mai?)
Qualcuno ci può spiegare perchè lasciamo la foresta bruciare?
(why,why do we say we care)
Tell me why (why,why do we stand and stare)
Tell me why (why,why do the dolphins cry)
Can some one tell us why we let the ocean die ?
(perchè, perchè dobbiamo dire che ci importa?)
Spiegatemi perchè (perchè, perchè dobbiamo alzarci e bloccarci?)
Spiegatemi perchè (perchè, perchè i delfini piangono?)
Qualcuno ci può spiegare perchè lasciamo l’oceano morire?
(why,why if we’re all the same)
tell me why (why,why do we pass the blame)
tell me why (why,why does it never end)
can some one tell us why we cannot just be friends?
(perchè, perchè, se noi siamo tutti uguali?)
Spiegatemi perchè (perchè, perchè diamo la colpa agli altri?)
Spiegatemi perchè (perchè, perchè non finirà mai?)
Qualcuno ci può spiegare perchè non possiamo essere semplicemente amici?
Stop war for childrendomenica 25 ottobre 2009 15.27http://somedaydecided.blogspot.com/2009/01…r-children.html
Ho tradotto questo post in un altro blog che mi è sembrato molto interessante. Mi scuso per gli errori!!
Traduzione:
A blinding flash of white light
Lit up the sky over Gaza tonight
People running for cover
Not knowing whether they’re dead or alive
Un flash accecante di una luce bianca
Si accende alto nel cielo di Gaza sta sera
Le persone corrono per ripararsi
Senza sapere se sono morti o vivi.
Michael Heart wrote a beautiful, heart-wrenching song about Gaza’s attack and it nearly brought me to tears. Everyone holds up anti-war campaigns but nothing seems to be progressing right now. Metaphorically, I say stop those silly campaigns because men will always be against men. No one wants men to live or women but if you bring ‘children’ as a prominent topic, what would their views be like? If they still are ruthless, heartless people then they would have no sympathy but if they had empathy…
Michael Heart ha scritto una bellissima, commovente canzone riguardo gli attacchi su Gaza e fra un po’ mi faceva piangere. Tutti creano campagne contro la guerra ma niente sembra progredire adesso. Metaforicamente, dico di fermare queste sciocche campagne perchè gli uomini saranno sempre contro gli uomini.
Ma se prendessimo come esempio i bambini, come sarebbero i loro pensieri?Se saranno ancora persone spietate, senza cuore, non avrebbero compassione, ma se fossero comprensivi…
http://i37.tinypic.com/b6orxe.jpg
Innocent children are dying in Gaza and they are the ones who should deserve a chance to live.
They were hardly part of the battle yet they seem to be victims lusted by soldiers. Weak, fragile children are hunted down by soldiers but why? Why?
What did those children ever do wrong to you? Why not go after men and not children? Why put these children in hell when they deserve to be in heaven?
Bambini innocenti stanno morendo a Gaza e loro sono i soli che dovrebbero meritarsi una vita.
Sono parte consistente della battaglia e sembrano essere vittime dei soldati. Deboli, fragili bambini sono inseguiti dai soldati, ma perchè? Perchè?
Cosa vi hanno fatto di male questi bambini? Perchè mettete questi bambini in inferno quando meritano di stare in paradiso?
http://i36.tinypic.com/123uvk5.jpg
It was mentioned that the Israeli soliders dropped bombs onto a UN school, a place children seek refuge. What the hell? Apparently, they ‘missed’ their target’ and apparently, all the gaza soldiers use the school one of the weapon bases. Who could think of a more stupid reason and this isn’t just a school. It was a UN school. What are happening to the world leaders right now?
Are the politicians doing what they promised or is everyone too proud to even bother?
E’ stato mensionato che i soldati israeliani hanno sganciato delle bombe in una scuola, un luogo pieno di bambini. Che diamine? Apparentemente, loro hanno “mancato” l’obiettivo e, apparentemente, i soldati di Gaza usano quella scuola come base per le armi. Chi potrebbe mai credere ad una ragione più stupida di questa? Era una scuola. Ma che sta succedendo ai leader mondiali adesso?
I politici stanno facendo cos’hanno promesso o sono tutti così fieri da non volere fastidi?
http://i38.tinypic.com/3d3ip.jpg
Are politicians always politicians? People who promise things to capture hearts and make first good impressions. Like promising a golf course in heaven but when the person chose to die, he found out there was no golf course at all. Why aren’t the leaders debating on whether who is right and wrong? All of us can’t blame Obama. He has a country behind him which are filled with many Jew supporters. The most he can do is take things slow and do it step by step. The question is, will he or will he not do it? Is Obama really a ‘change?’
Sono i politici sempre politici? Persone che promettono persone per catturare cuori e fare prime buone impressioni. Come promettere un campo da golf in paradiso, ma quando una persona decide di morire, capisce che non c’è un campo da golf in paradiso.
Perchè i leader non discutono riguardo a chi ha ragione e chi invece sbaglia? Nessuno di noi può dare la colpa ad Obama. Ha uno stato dietro di lui che è pieno di cristiani. Il massimo che potrebbe fare è andare avanti lentamente, proseguendo passo per passo.
La domanda è: lo farà o no? Obama è veramente un cambiamento?
Then where are the muslims? The middle-eastern muslims?
We are muslims, we should all stand in unity to protest this. It is the least we can do since Gaza is surrounded by walls and troops. They’re practically stranded in their own country. Why are people these days only thinking of themselves? We have children dying in Gaza. We have poor innocent children burning to death from the phosphorus bombs?
E poi dove sono i musulmani? Quelli del medio oriente?
Siamo musulmani, dobbiamo stare tutti uniti e protestare riguardo a questo. Questo è il minimo che potremmo fare per la Gaza invasa da truppe e circondata da muri.
Stanno praticamente bloccati nella loro patria. Perchè oggi come oggi le persone pensano solo a se stesse?
Abbiamo bambini che muoiono a Gaza. Abbiamo poveri bambini innocenti che bruciano a causa delle bombe al fosforo bianco.
That’s violating the international law. Now what are they going to do?
The Israelis have gone beyond their limits and it’s about time someone took action.
Children need shelter. Children are the future. Children are just like us.
Questo viola la legge internazionale. Adesso, cosa hanno intenzione di fare?
Gli israeliani sono andati oltre ai loro limiti ed è ora che qualcuno faccia qualcosa.
I bambini hanno bisogno di un rifugio. I bambini sono il futuro. I bambini sono semplicemente come noi.
We have a life filled with school and laughter but they’re suffering to their last minutes of death in war. They deserve a future. Every child does.
They deserve a normal life with fun and joy like all other children.
Children all around the world don’t deserve to live the lives of sinful men. The adults, their leaders who are nothing but apes standing proud.
We are children and we can make a difference but if we’re living in war and going through the pain the men have between men, what does that make us?
Noi abbiamo una vita piena di studio e risate, ma loro stanno soffrendo sino all’ultimo minuto in guerra. Loro meritano un futuro. Ogni bambino lo merita.
Meritano una vita normale, con divertimento e gioia come gli altri bambini.
I bambini di tutto il mondo non meritano di vivere la vita di un uomo peccatore.
Gli adulti, sono leader che non sono niente ma scimmiottano stando fieri.
Siamo bambini e possiamo fare la differenza, ma se noi viviamo in guerra e siamo attraverso il dolore che l’uomo ha contro l’uomo, cosa potremmo fare?
Does that pull our chances away from being the leaders of tomorrow because of what our dads did?
Children deserve a better future.
Every child does and so do the ones in Gaza.
Stop war please. For children.
For young, innocent, children.
Stop war.
A causa delle cose che hanno fatto i nostri padri, non avremo più la possibilità di essere i leader di domani?
I bambini meritano un futuro migliore.
Ogni bambino merita e così anche quelli di Gaza.
Fermate la guerra, vi prego. Per i bambini.
Per piccoli, innocenti bambini.
Fermate la guerra.
La manolunedì 5 ottobre 2009 21.42La mano
Un uomo che aveva subito un intervento a cuore aperto raccontava la sua esperienza. Il giorno prima dell’intervento una bella infermiera era venuta nella sua stanza per visitarlo.
Gli aveva preso la mano, l’aveva stretta e poi gli aveva detto di sentire la sua e di stringerla a sua volta.
“Ascolti” disse la donna, “durante l’operazione di domani lei verrà separato dal suo cuore e tenuto in vita solo dalle macchine. Quando il suo cuore sarà finalmente sistemato e l’operazione terminata, riprenderà consocenza e si sveglierà in una stanza di rianimazione. Tuttavia, dovrà restare immobile per sei ore. Potrebbe non riuscire a fare alcun movimento, a parlare, persino ad aprire gli occhi, ma sarà cosciente; sentirà e comprenderà tutto ciò che le succede intorno. Durante quelle sei ore io rimarrò al suo fianco e le terrò la mano, proprio come sto facendo ora. Starò con lei finchè non si sarà ripreso completamente. Anche se potrà sentirsi inerme, quando sentirà la mia mano saprà che io non la lascerò”.
“Successe esattamente quello che l’infermiera mi aveva detto”, spiegava l’uomo. “Mi svegliai ma non riuscivo a fare nulla. Potevo però sentire la sua mano che stringeva la mia, per ore, e fu questo a fare la differenza”.l’Orasabato 10 ottobre 2009 20.01
Mi scuso se non scrivo da taanto tempo, ma sono occupatissima con la scuola!
Comunque, ieri su Facebook ho visto un video che, oddio, è estremamente shoccante.
Ve lo linkerei, se solo sapessi dove sia finito.
Ma forse è meglio così…
Era un video riguardante un incidente, particolarmente.. triste, se così si può dire.
Non ve lo descrivo nei minimi particolari, non sarebbe bello, ma è stata una morte orribile quella del ragazzo in moto.
I suoi occhi che brillavano, anche se metà del suo corpo non c’era più.. E continuava a muoversi, come se si potesse ancora salvare, come se le parti del suo corpo si potessero ricucire da un momento all’altro e lui si potesse rialzare fra poco.
E muoveva quella testa.. E le braccia, come se avesse voluto chiedere aiuto. Ma nessuno poteva aiutarlo.
Ormai è finita, ormai è morto, o sta morendo, ormai nessuno può più dirgli che gli vuole bene o che lo odia, ormai quel pullman ha fatto troppi metri in avanti e lui quei metri troppo forti..
Si dice sempre che non è mai troppo tardi. Ma adesso, che si fa? Quando si muore, che si fa? Sei lì che stai morendo… Hai un dolore allucinante nella parte del corpo ancora intatta, o nel punto in cui puoi ancora sentire dolore, pur se nella punta dell’indice. E poi penserai: che ho fatto io in questa vita? Non sono servito a niente. Oppure che in questa vita hai aiutato tanto, che sei riuscito a raggiungere ciò che speravi e che stai morendo in pace, anche se la morte non è mai pacifica.
Quanti di noi potranno pensarla così nel momento dell’Ora? Vorrei essere sicura di fare tutto ciò che desidero ora, di essere in grado di non essere egoista, di non pensare solo ai soldi da grande, di continuare a salutare qualcuno anche se lui non lo fa più… Sicura che anche fra qualche anno sarò brava a scuola, così da rendere mia madre fiera di me e mio padre da lassù. Sicura di poter avere un ruolo importante in positivo anche nella vita delle altre persone, di riuscire ad aiutarle nelle mie possibilità, anche se minime.. Perchè la ruota gira e un giorno potrei trovarmi anch’io in difficoltà.
Vorrei davvero riuscire a fare tutto questo e mille altre cose, cercare di non fare nulla di sbagliato, anche se è impossibile. Perchè, si sa, l’uomo non è perfetto… Ma io penso che potremmo comunque rincorrere quella perfezione così lontana, anche se non ci arriveremo mai.
La storia di Kelsey Briggslunedì 26 ottobre 2009 19.33
“A me viene da piangere…. Viene da piangere perchè in un mondo avanzato come questo, succedono cose come queste.
…
Ma forse non siamo poi così avanzati, noi uomini.
Come si fa?! Come si fa a fare quelle cose con un’angelo di due anni? Come?
Mostri.”
Menny
“Non è possibile…
Non lo concepisco sui ‘grandi’, come si fa a capirlo su una bambina così piccola?? Cosa gli aveva fatto??
E’ la gente così che non merita di vivere, non gli animali o…i bambini.
Sto piangendo.”
SimoIraq.lunedì 26 ottobre 2009 19.26Iraq, 165 le vittime e 540 i feriti nel doppio attentato di ieri (25/10/09)
Nient’altro da aggiungere.
Egoisti.domenica 1 novembre 2009 2.14http://i35.tinypic.com/1zdvqrr.jpg
Immagine originale: CLICK
Le senti? Le grida, le senti?
La vedi la disperazione?
Sai cosa c’è intorno, sai cosa è successo prima, dopo, te lo sei immaginato?
Gridano aiuto… Chiedono la mano di qualcuno. Il ragazzo spera che il dolore non lo faccia morire, l’uomo spera di riuscire a salvare il ragazzo. E che cuore grande che ha…
Magari dopo è scoppiata un’altra bomba e l’aiuto di quest’uomo non è servito a nulla. Ma almeno lui ci ha provato.
Lo percepisci il dolore di entrambi?
Forse abbiamo tutti una benda sugli occhi, dei tappi nelle orecchie e caterne intorno al cuore. Non riusciamo a vedere, a sentire, a captare ciò che capita vicino a noi, siamo così egoisti?
Così egoisti da parlare del GF ovunque, di cercare il trans al suo interno, di informarci riguardo a questo… E non avere cinque minuti per sapere che, non so, degli ufficiali israeliani non sono stati processati dopo aver umiliato e picchiato in pubblico dei palestinesi senza motivo, perchè non era contro la legge.
Non si hanno cinque minuti per questo.. E ancora ci si chiede perchè il mondo va a rotoli.
Che serve, allora, continuare a parlarne, se intanto noi tutti sappiamo che solo in questo momento, in questo minuto, la benda si toglierà, le orecchie riusciranno a sentire e la catena non sarà più lì?
Solo adesso, perchè sono sicura che voi non andrete a cercare altre foto, non vi andrete a documentare riguardo a ‘sti ufficiali israeliani, non scriverete con il cuore in mano di persone che non se la spassano come noi.
Ma è normale… Insomma, se la cosa non ci tocca letteralmente, a noi che interessa?
Please…mercoledì 4 novembre 2009 20.19
Grazie onavi per i commenti e le news! Poi posto riguardo il tuo ultimo commento con video. Thanks :DShaydomenica 8 novembre 2009 18.47Shay era un bambino down.
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c’erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese: ‘Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?’
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter
essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: ‘Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all’ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono’
Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto.
I ragazzi videro la gioia del padre all’idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell’ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti.
All’inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all’idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita?
Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.
Ma il gioco non era ancora finito.
A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all’ uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.
Invece…
Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l’uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse accoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: ‘Shay corri in prima base! Corri in prima base!’
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.
Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall’emozione.
A quell punto tutti urlarono:’ Corri fino alla seconda base!’
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla..
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l’eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all’uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l’uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: ‘Bravo Shay, vai così! Ora corri!’
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono:’ Corri in prima, torna in base!!!!’
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l’eroe della partita.
‘Quel giorno’ disse il padre piangendo ‘i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità’.
Shay non è vissuto fino all’estate successiva.
E’ morto l’inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l’eroe della partita e di aver reso orgoglioso e
felice suo padre..
Non dimenticò mai l’abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
Severn Suzuki, la bambina che zittì il Mondo per 6 minuti (Nazioni Unite 1992)giovedì 12 novembre 2009 11.53…venerdì 27 novembre 2009 22.50http://i45.tinypic.com/k6e55.jpg
Che dite, prima o poi faremo anche noi così? :P
E’ una dimostrazione di pace, ma non ricordo dove!Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?lunedì 30 novembre 2009 23.46
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”
Mahatma Gandhi
Coloni in Cisgiordaniagiovedì 3 dicembre 2009 10.21
Due combattentidomenica 13 dicembre 2009 15.04Ieri avevo scritto un post lunghissimo, con taaaanto impegno… Poi ho chiuso la finestra sbagliata.
Lo riscriverò poi nel prossimo …
http://www.mart.trento.it/UploadImgs/76_Fortunato_Depero___La_rissa.jpg
Due tizi se le stavano dando di santa ragione. Uno era possente e l’altro era grasso. Uno era pesante, l’altro era massiccio. Uno era forte, l’altro era rabbioso.
Quello forte ruppe il naso al rabbioso e pensò: “Ha un naso come il mio”.
Il rabbioso ruppe le costole a quello forte e pensò: “Queste costole si rompono proprio come le mie”.
Quello forte cavò un occhio all’altro e pensò: “Quest’occhio è tenero e delicato come il mio”.
Il rabbioso assestò un calcio nello stomaco dell’avversario e pensò: “Questo stomaco è morbido proprio come il mio.”
Quello forte afferrò per la gola il rabbioso e pensò: “Ha bisogno di respirare, proprio come me.”
Il rabbioso sferrò un pugno al cuore di quello forte e pensò: “Il suo cuore batte proprio come il mio.” Quando entrambi caddero a terra, così esausti da non potersi rialzare, pensarono: “Questo tipo è proprio come me”. Ma ormai non si poteva più tornare indietro.
DARFUR, CONDANNA A MORTE PER SEI BAMBINO SOLDATOvenerdì 18 dicembre 2009 15.17UNA RACCOLTA DI FIRME ONLINE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANS FOR DARFUR
Arrestati con 150 ribelli. Il governo prima assicura che non li giustizierà, poi dice che alcuni sono maggiorenni
FIRMA LA PETIZIONE ONLINE
Hanno tra gli 11 e i 17 anni. Sei ragazzini sudanesi di etnia fur, strappati a forza alla famiglia e costretti ad arruolarsi. Qualcuno finito nelle file dei ribelli del Darfur perché non sapeva dove andare dopo che casa e genitori se li era portati via la guerra. Ora, rinchiusi in cella, rischiano di essere giustiziati: arrestati dalle milizie governative insieme ad altri 150 guerriglieri dello Jem (il Movimento per la Giustizia e l’Uguaglianza), sono stati condannati a morte per aver partecipato lo scorso anno a un attacco contro Omdurman, città gemella della capitale sudanese sull’altra riva del Nilo. Bambini violati due volte: prima obbligati a imbracciare il fucile e diventare strumenti di morte, poi costretti ad aspettarla, la morte, malgrado la tenera età.
Un bambino soldato in Sudan (foto Unicef)
Li ha incontrati il mese scorso Radhika Coomaraswamy, Rappresentante speciale del Segretario Generale dell’Onu per i bambini nei conflitti armati, dopo la denuncia di diverse organizzazioni per i diritti umani. Subito il governo di Khartoum si è precipitato a rassicurare la comunità internazionale e a far rientrare l’allarme: «Non ci saranno esecuzioni di minorenni», in linea con quanto prescrive la legge sudanese, ha garantito il ministro della Giustizia alla stessa Coomaraswamy. Il verdetto è stato emesso da un tribunale speciale, presieduto da Hafez Ahmed Abdallah, che aveva già condannato a pene capitali un centinaio di esponenti del Jem ritenuti responsabili dell’attacco del 10 maggio 2008. La sentenza per diventare esecutiva deve essere confermata dalla massima autorità giudiziaria sudanese e controfirmata dal presidente, il «ricercato » Omar al Bashir, raggiunto da un mandato di cattura internazionale proprio per i massacri del Darfur.
Le rassicurazioni del governo hanno sortito un certo effetto se anche un’organizzazione come l’Unicef, per bocca di Amber Henshaw, da Khartoum, fa sapere al Corriere : «Stiamo lavorando perché il governo mantenga le sue promesse su questi giovani». A stare meno tranquilla invece è la nostra Italians for Darfur, associazione italiana che si batte per i diritti umani in Sudan, promotrice nel 2006 del primo Global Day for Darfur : «Le notizie su questa vicenda sono confuse, il governo sudanese ha cambiato più volte la sua versione — spiega la presidente Antonella Napoli, autrice del libro-denuncia Volti e colori del Darfur —. In un primo momento aveva detto che i sei minori non dovevano essere riconosciuti come tali perché avevano agito da adulti partecipando a un’azione di guerra, imbracciando e usando armi. Successivamente invece ha dichiarato che non lo erano anagraficamente». Almeno quattro dei sei giovani, dice ora Khartoum, hanno già compiuto 18 anni. E sarebbero quindi giustiziabili.
A rendere poco chiara la situazione è anche la posizione del Jem che, accusato di reclutare minorenni tra le sue fila, nega che i bambini condannati siano suoi miliziani. «È ovvio che se difendessero, anche in maniera informale, i sei ragazzini ammetterebbe di reclutare minori» prosegue Napoli. Dal canto suo Khartoum con questo processo ai ribelli vuole screditare proprio il Jem dimostrando che usa dei bambini per combattere. In questo groviglio di interessi contrapposti, a farne le spese sono soprattutto i più piccoli: le stime sui bambini soldato in Darfur oscillano dai 1.500 (Unicef) ai 6 mila (Global Report della «Coalition to Stop the Use of Child Soldiers»). Per questo nella sua petizione online (2.700 le firme fino a ieri sera), Italians for Darfurchiede sì al governo sudanese di sospendere la sentenza ma anche di approfondire le responsabilità del coinvolgimento di questi bambini in azioni di guerra. Durante la sua recente ricognizione in Sudan, la Rappresentante speciale dell’Onu Coomaraswamy ha dichiarato che nella lista di chi ha usato bambini soldato dal settembre 2008 al settembre 2009 ci sono oltre ai ribelli dello Jem e dello Spla, anche i janjaweed e le altre milizie sostenute dal governo.
Fonte:
http://www.corriere.it/esteri/09_dicembre_17/muglia-darfur-stragi-bambini-soldato_9be8de26-eb05-11de-9f53-00144f02aabc.shtml
Preso da: http://www.facebook.com/notes/stop-the-censure/darfur-condanna-a-morte-per-sei-bambino-soldato-firma-la-petizione-per-fermare-q/204875993403
Le firme sono 6143 proprio ora. Possiamo farcela!!Gaza Freedom Marchmercoledì 30 dicembre 2009 11.16
Osservatorio Iraq, 30 dicembre 2009
Una piccola delegazione umanitaria della Gaza Freedom March (un centinaio di persone su circa 1500) partirà questa mattina dal Cairo alla volta della Striscia.
La rappresentanza, che sarà composta da un massimo di due esponenti per ogni paese, avrà il compito di consegnare alla popolazione palestinese gli aiuti raccolti e potrà restare a Gaza fino al prossimo 2 gennaio.
Di certo, i manifestanti rimasti al Cairo continueranno a portare avanti la propria protesta contro il governo egiziano. Nei giorni scorsi decine di attivisti provenienti da 43 paesi hanno presidiato le sedi delle rispettive ambasciate in Egitto, mentre una decina di membri del comitato internazionale hanno avviato uno sciopero della fame.
Si sparava a tutto ciò che si muoveva e che non si muoveva.giovedì 31 dicembre 2009 19.06CLICCA QUI PER AVERE PIU’ TESTIMONIANZE SUI CRIMINI DI GUERRA ATTUATI IN PALESTINA
http://i49.tinypic.com/qqtsp1.jpg
Un comandante della brigata Givati identificato come Aviv dice:
«All’inizio gli ordini erano di andare con mezzi blindati chiamati Achzarit (che significa Crudele, ndr), sfondare la porta e cominciare a sparare all’interno… io lo chiamo omicidio – ha detto un comandante della brigata Givati identificato come Aviv – . Dovevamo andare piano per piano, sparare a chiunque. Mi sono chiesto: qual è la logica? Ci dicevano che era permesso perché chiunque rimanesse nel settore e a Gaza City era un terrorista, perché non se n’era andato. Non capivo. Da una parte non avevano dove andare, dall’altra ci veniva detto che era colpa loro se non se ne andavano.
E uno dei miei uomini mi disse: “Qui sono tutti terroristi. Dobbiamo ammazzarli tutti.”»
Altro soldato (chiamato Beyamin):
«Verso la fine della Guerra, se vedevamo qualcuno che si avvicinava a meno di 300 metri dalla nostra postazione, iniziava la regola del “fermo sospetto”. Bisognava sparare un primo colpo in aria, il secondo colpo ai piedi e il terzo al sospetto.
Ma gli abitanti qui sono agricoltori. Dopo l’operazione, uomini e donne di 60-70 anni venivano fuori con le ceste a raccogliere la verdura. Ho visto due persone a 250 metri… Si capiva che riempivano di pomodori un cesto… Ma bisogna applicare la regole.»
Beyamin si avvicina, vede un vecchietto. «Ho sparato in aria. Ma a Gaza si spara decine di volte al giorno, i contadini non ci fanno caso». Alla fine ha deciso di non eliminarlo.
Il quotidiano israeliano Haaretz ha anche scoperto che alcuni soldati hanno fatto realizzare T-shirt personalizzate con immagini di bambini palestinesi morti per festeggiare la fine della guerra. Ce n’è una con un bersaglio disegnato sulla pancia di una donna incinta e la scritta: «Due con un solo colpo».
http://3.bp.blogspot.com/_SqhhJb_P3Kk/ScQlR7WZFSI/AAAAAAAAF9g/pgl38_rqX_s/s400/One+shot+two+kills.jpg
Il quotidiano ha scritto del ritrovamento a Gaza di un documento in ebraico che autorizzava i soldati a far fuoco sui soccorritori della Croce rossa e della Mezzaluna Rossa. Il giorno dopo «Physicians for Human Rights» ha accusato l’esercito di aver impedito l’evacuazione di feriti, sparato su ambulanze e ucciso 16 medici palestinesi.
Guerre e maggiori eventi del 2009.domenica 3 gennaio 2010 20.52Avevo pensato di fare un resoconto di quello che è accaduto in questo fantastico 2009. Ma è già tutto pronto su Guerre nel Mondo, quindi mi limito a fare copia-incolla :P
Buon 2010, anche se sarà come ogni altro anno…
Ecco per intero sul forum: CLICK
http://www.doncurzionitoglia.com/Siria-Iran-Iraq-Afganistan.JPG
Gennaio:
-Inizio Guerra Israele in Palestina (3 Gennaio 2009)
-Somalia:truppe etiopiche e somale riprendono controllo di Bardera (6 Gennaio 2009)
-Seborga: Re Giorgio I vuole l’Indipendenza dall’Italia (13 Gennaio 2009)
-Soldati ruandesi entrano nel DR Congo per unirsi con esercito del Congo contro la milizia Hutu ruandese (20 Gennaio 2009)
-Eritrea-Gibuti: ancora venti di guerra al confine (25 Gennaio 2009)
-Forze Serbe attraversano il confine con il Kosovo (28 Gennaio 2009)
Febbraio:
-Muore la Repubblica di Malu Entu (2 Febbraio 2009)
-Truppe etiopi attraversano il confine con la Somalia (4 Febbraio 2009)
-Esercito Sudanese conquista il centro abitato di Muhajiriya nel Sud Darfur (5 Febbraio 2009)
-Esercito del Mali controlla tutte le basi dei ribelli nel nord del paese (12 Febbraio 2009)
-Oggi il Kosovo festeggia il Primo Anno di Indipendenza (17 Febbraio 2009)
-Tentato Colpo di Stato per rovesciare il Presidente di Sao Tome’ e Principe (18 Febbraio 2009)
-Le truppe del Ruanda iniziano il ritiro dalla Repubblica Democratica del Congo (25 Febbraio 2009)
-Nella Thailandia del Sud il gruppo separatista chiamato Patani Malay National Revolutionary Front Coordinate o (BRN-C), continuera’ a combattere (27 Febbraio 2009)
Marzo:
-Colpo di Stato in Guinea-Bissau, sono stati uccisi il Presidente Joao Bernardo Vieira ed il capo di Stato Maggiore (2 Marzo 2009)
-Il Presidente del Sudan Al Bashir e’ stato accusato dalla Corte Internazionale dell’AIA di crimini di guerra e crimini contro l’umanita’ in Darfur (4 Marzo 2009)
-Due soldati britannici sono stati uccisi vicino Belfast (Nord Irlanda) da un attacco della Brigata South Antrim (Real Ira) (8 Marzo 2009)
-I Ribelli del Free Papua Movement nella Provincia di Irian Jaya in Nuova Guinea, vogliono l’Indipendenza dall’ Indonesia (15 Marzo 2009)
-Golpe in Madagascar, esercito in azione nel Palazzo Presidenziale (16 Marzo 2009)
-Il Movimento della Gioventu’ Mujahideen reclama la vittoria delle battaglie nella Somalia Centrale (20 Marzo 2009)
-Feroce scontro armato tra i Mujahideen e le forze di polizia russe nella citta’ di Kakashura in Daghestan (Russia) (21 Marzo 2009)
-La tensione sta aumentando tra il Free Aceh Movement ed esercito indonesiano ad Aceh (Indonesia) (24 Marzo 2009)
-100 soldati della Thailandia sono entrati in Cambogia (25 Marzo 2009)
-Forze Yemenite si sono scontrate con i militanti di al-Qaeda, nella citta’ di Jaar, nella Provincia di Abyan (29 Marzo 2009)
-Le Isole di Mayotte hanno votato per diventare parte integrante della Francia, ma per il Vice-Presidente delle -Comore questa e’ una Dichiarazione di Guerra (30 Marzo 2009)
-13 morti, 100 feriti, le forze speciali della polizia ricatturano l’accademia Manawan a Lahore, Pakistan (31 Marzo 2009)
CLICK per il restoBeh, questo non è forse un potenziale terrorista?domenica 3 gennaio 2010 21.02http://djiin.files.wordpress.com/2008/03/human_rights_violations_by_benheine.jpgE se uccidessi Hitler?martedì 9 febbraio 2010 21.06http://www.welt.de/multimedia/archive/00204/caf_Hitler_DW_Polit_204814g.jpg
“Premesso che nel mondo esistano sia Male sia Bene, se io, se fossimo a quei tempi, uccidessi Hitler farei del male o del bene?”
Questo mi chiese una mia compagna di classe l’altro giorno.
Certo, il suo ragionamento non era durato pochi secondi, anzi. Ne dedusse che se Hitler fosse morto prima del caos generato, quei milioni di ebrei non sarebbero morti e varie.
Sinceramente, credo che avrebbe fatto male, ipoteticamente parlando, ad ucciderlo. Io sono stata contro la giustiziazione di Saddam (oltre tutto ingiusta), lo sarei stata anche per quella di Hitler, in un qualsivoglia caso. Questo perchè nessuno può decidere della morte di qualcun’altro, se non Dio che ci ha dato la vita.
Inoltre, anche ora che il dittatore non c’è più, ci sono ancora persone che hanno i suoi stessi ideali.
Sarebbe stato inutile, no?
Buh, se avete voglia, ditemi la vostra!
Il tuo cristo è ebreo.domenica 17 gennaio 2010 16.39Il tuo cristo è ebreo e la tua democrazia è greca. La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese e il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero.Emirati: pugno duro contro la tratta?martedì 26 gennaio 2010 21.44
LINKLINKLINKLINKLINK
Elisabetta Norzi
Sui quotidiani locali è stata definita la più grossa operazione portata avanti negli Emirati Arabi Uniti per contrastare il traffico di donne: ad Abu Dhabi sono stati condannati sette uomini all’ergastolo e altre sei persone a dieci anni di carcere, con l’accusa di avere fatto arrivare dal Marocco diciotto giovanissime ragazze a averle poi obbligate a prostituirsi.
La legge c’è, ma non si vede. Negli Emirati la legge federale numero 51 vieta tutte le forme di traffico di esseri umani, ma da quando è stata promulgata, nel 2006, ci sono state solamente sei condanne definitive. Ora, per la prima volta, i giudici si sono appellati al comma della legge che parla di “criminalità organizzata a scopo di tratta” ed è il secondo caso di condanna ad ergastolo (la prima sentenza risale allo scorso anno, per un episodio simile avvenuto a Ras al Khaimah). E’ presto per dire se il Governo, come dichiarato in diverse occasioni ufficiali, abbia deciso di combattere in maniera ferma il fenomeno, anche perché ricerche governative o numeri ufficiali sulla dimensione del problema non ne esistono. Non solo, parlare di prostituzione nel paese è ancora un tabù, nonostante nelle grandi città come Abu Dhabi e Dubai siano sotto gli occhi di tutti le prostitute sedute ai tavoli dei bar, nei locali e nei grandi alberghi.
Sgominata una banda. Tra gli arrestati, tutti di origine siriana, c’è anche una donna che si occupava della gestione quotidiana delle ragazze. Alle vittime, contattate nel loro paese di origine, era stato promesso un buon lavoro e il permesso di soggiorno per vivere negli Emirati. Appena atterrate ad Abu Dhabi, sono invece state chiuse e isolate in appartamenti diversi, e poi picchiate. Solo dopo averle tenute rinchiuse per dieci giorni, è stato detto loro che avrebbero lavorato come prostitute, perché dovevano ripagarsi il costo per il permesso di soggiorno e per il viaggio. Le ragazze, alcune di appena 19 anni, venivano accompagnate con un automobile dai loro clienti, in stanze di alberghi o appartamenti, sotto la stretta sorveglianza dei loro sfruttatori. Fino a quando, lo scorso ottobre, una di loro è riuscita a scappare e a raggiungere la polizia di Ras Al Khaimah. Pochi giorni dopo, la polizia di Abu Dhabi ha fatto irruzione nei tre appartamenti dove venivano tenute le donne e ha arrestato le 13 persone. Un quattordicesimo uomo, ritenuto dalla procura il responsabile del traffico, è fuggito in Siria non appena ha saputo degli arresti dei suoi connazionali. E ‘stato condannato all’ergastolo in contumacia e ora pende su di lui un mandato internazionale di arresto. Le ragazze verranno rimpatriate in Marocco nei prossimi giorni e per tutte, come hanno dichiarato davanti ai giudici, la preoccupazione è la stessa: come spiegare quello che è accaduto alla propria famiglia? Come trovare un lavoro ed essere di nuovo accolte nei loro paesi?
Eutanasiagiovedì 11 febbraio 2010 1.00http://jumastorga.files.wordpress.com/2009/08/eutanasia.jpg
Una vita è una vita.
Se uno in coma respira, se uno in stato vegetativo respira, anche solo grazie una macchina, è in vita. Il cuore gli batte, il sangue gli circola nel corpo… I problemi sono altri.
Ma se non può parlare, non è autosufficiente per mangiare da solo, non riesce a camminare, non può capire alcune cose o se non si può nemmeno comprendere quello che riesce a fare, per alcuni stare con lui, mantenerlo in vita, è tempo perso.
Ecco ciò che si pensa. Oltre al fatto che “chi è in questo stato, soffre inevitabilmente.”
E questo io non lo nego, ne sono sicura, e sono sicura anche che chi deve seguire una persona in stato vegetativo soffra per lei. Però non è più crudele uccidere una persona, per malata che sia? Ci si deve accontentare di quello che si ha, e se quello che si ha è poco, ci si deve accontentare di quel poco. Anche se in questi casi il poco è la vita.
Io dico no all’eutanasia, in qualsiasi parte del mondo. E’ un omicidio di una persona che miracolosamente è vissuta ad un incidente o a che altro. E non mi interessa se eutanasia significa diminuire le sofferenze, perchè non ci credo minimamente!
Piuttosto, diminuire le spese economiche che ha la famiglia… Forse è questo il vero motivo di tutto.
La morte è una riduzione di sofferenze?!
[Per chi commenta: le opinioni sono opinioni e mi fa piacere leggere quelle che sono opposte alle mie! E' bello confrontarmi con voi, dato che io ho ancora tante cose da imparare :) Grazie! ]
Censura di stato clericaledomenica 7 febbraio 2010 22.37POST SCRITTO DA IVANO
nel suo blog
La celebre band di Arezzo, i Negrita, è stata messa a tacere in seguito al loro nuovo brano, “Il libro in una mano, la bomba nell’altra”, tratto dall’album “HellDorado – Limited Edition”.
Il nuovo singolo, nonostante sia ascoltabile in radio dallo scorso 4 dicembre, è stato ampiamente censurato da moltissime emittenti radiofoniche nazionali e perfino da MTV, a causa del testo di denuncia contro la Chiesa ed il Governo.
Una canzone-denuncia che ha il coraggio di esprimere una libera espressione, ma che per questo non viene definita “idonea” per essere trasmessa sulla maggior parte delle frequenze radio.
Date un occhiata al video
e capirete il perché della censura.
Perdere la vita.giovedì 11 febbraio 2010 21.33Niente per me vale la vita: non i tesori che la città di Ilio fiorente possedeva prima, in tempo di pace, prima che giungessero i figli dei Danai; non le ricchezze che, dietro la soglia di pietra, racchiude il tempio di Apollo signore dei dardi, a Pito rocciosa; si possono rubare buoi, e pecore pingui, si possono acquistare tripodi e cavalli dalle fulve criniere; ma la vita dell’uomo non ritorna indietro, non si può rapire o riprendere, quando ha passato la barriera dei denti.
[Achille, Iliade.]
http://conme.files.wordpress.com/2008/04/un-attimo-per-scordare-una-vita-ridotta.jpg
Ecco, citando Baricco, queste sono parole di Andromaca, ma nell’Iliade le pronuncia Achille.
Si dice anche che chi combatte si sente più vivo.
Io credo che sia così perchè quando ci si avvicina al pericolo, si cammini fianco a fianco con la morte – come ha detto la prof. -, ci si rende conto del grande valore della vita che ci sta per scivolare via.
E’ simile a: noi desideriamo moltissimo qualcosa, ma quando ce l’abbiamo non le diamo più corda. Ma se qualcuno volesse avere questa cosa, noi non gliela daremmo mai di spontanea volontà, anche se è posata lì e non si usa poi così tanto.
Ed è per questo, secondo me, che noi, qui, in paesi “tranquilli” dal punto di vista politico e sociale, siamo così egoisti. Perchè bisogna avvicinarsi alla morte per spaventarsi tanto da amare la vita come non mai. E qui non ci si avvicina spesso alla morte “sapendolo”, se non in quei numerosi casi in cui questa si va in un qualche modo a cercare. Insomma, abbiamo poche e non buone possibilità che un uomo armato vestito di verde ci punti la sua mitragliatrice addosso e ci minacci di morte per colpe altrui da noi assunte inconsapevolmente.
E’ così che va il mondo, così gira. Ma forse si dovrebbe correre dal verso opposto per farlo girare diversamente.
Mondogiovedì 11 febbraio 2010 21.34Le civiltà vanno e vengono…
La storia è un narrare di luoghi ed eventi,
è il mito di idee e ideali,
è la leggenda di desideri inespressi:
novelle da raccontare intorno ad un falò,
cose di uomini e donne,
insomma.
Vicende che si consumano
su di una terra ignara di possedere inquilini,
o forse solo noncurante
che quando cambia pelle,
uccide.
Uccide?
Sabrina Mugnos
Uccide, quando tutto cambia. E uccide perchè nulla è cambiato.
Allora, qual è il vero problema?
Bisognerebbe trovare una via di mezzo, una specie di cambiamento ma non radicale, per rendere giustizia ad entrambe le dichiarazioni.
http://fc02.deviantart.net/fs39/i/2008/358/8/a/Love_Violently__Kill_Tenderly_by_JulianGraves.jpg
O è perchè se non cambia, si rimane nella situazione poco gradevole in cui ci troviamo ora, ma se si cambiasse si andrebbe sempre in peggio.
Mi chiedo se con un po’ di impegno, la pelle di questo vecchio mondo non possa diventare un po’ più liscia e morbida di ora, come quelle della pubblicità sulle creme.
Il mondo gira solo per ignoranza, ha detto Baudelaire. Sì, il mondo gira solo per ignoranza.
E con gli ignoranti sì può dire di tutto, ma loro non cambieranno mai idea. Siamo destinati a vivere così, in un mondo ruvido comandato da stupidità.
Che bello.12 febbraio RED HAND DAY ‘Stop all’uso dei bambini soldato’giovedì 11 febbraio 2010 21.49Tante mani rosse per continuare a dire “STOP ALL’USO DEI BAMBINI SOLDATO”
Secondo il Rapporto Globale sui bambini soldato del 2008 sono più di 250.000 i minori che prendono parte ai combattimenti in 35 Paesi utilizzati sia da parte degli eserciti governativi, sia da parte di gruppi armati di opposizione ai Governi; ben 120.000 solo nel continente africano.
Per affermare pubblicamente la propria contrarietà all’utilizzo di bambini, bambine e adolescenti come soldati, la Coalizione Internazionale “Stop all’Uso dei Bambini Soldato!” ha istituito per il 12 febbraio 2010 il “Red Hand Day”, la Giornata della Mano Rossa.
La data non è casuale e coincide con l’entrata in vigore del Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati (Optional Protocol on Children in Armed Conflict – OPAC), già approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 maggio del 2000.
Varie le iniziative possibili: si possono organizzare piccoli eventi per coinvolgere più persone o solo semplicemente colorarsi la mano di rosso e inviare una fotografia o un video che lo documenti compilando il format al seguente link
http://www.redhandday.org/index.php?L=en&view=participate
Madre America!mercoledì 17 febbraio 2010 20.13http://www.abudis.net/feeding-Gaza-babies.jpgCampagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradalemartedì 23 febbraio 2010 16.21www.facebook.com/video/video.php?v=1129198103152
Guardate sto video, vi prego!
Io penso di rimanere traumatizzata per un mese, anche se è tutta una finzione.
Ma noi lo sappiamo benissimo che ciò accade veramente, sappiamo che in Europa gli incidenti stradali sono la maggior causa di morte.
120.000 persone muoiono all’anno per cause che a me sembrano idiote, ma che fanno fare una fine non così tanto stupida.
Mi viene male a pensare che per alcool, droga, donne, fretta, si facciano perdere delle vite così, inutilmente. E il peggio è che è una cosa conosciuta! E’ qualcosa che viene da noi, che possiamo benissimo non far accadere.
Invece, ecco, almeno un incidente al giorno viene annunciato al TG, per una causa o per l’altra.
E si muore.”Scottanti” rivelazioni.sabato 6 marzo 2010 20.49
http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/esteri/200903images/soldato_israeliano02g.jpg
GERUSALEMME – Eccoli i racconti di guerra, l’ultima, combattuta per tre settimane nella Striscia di Gaza. Racconti che non si vorrebbero mai sentire. Perché non soltanto non c’è niente di eroico, ma c’è molto di raccapricciante e di moralmente rivoltante, in un tiratore scelto che spara su una madre e i suoi due bambini che hanno sbagliato strada, perché così vogliono le regole d’ingaggio, o in un soldato che fa fuoco su una vecchia che cammina smarrita, o su altri giovani in divisa che abusano della loro forza per danneggiare, deturpare, offendere una popolazione civile palestinese che, in fin dei conti, viene considerata tutt’uno con il nemico combattente.
Questo e molto altro ancora lo si è appreso non dalla propaganda palestinese, ma dai racconti dei diretti interessati, decine di allievi dell’accademia Yitzhak Rabin, convenuti lo scorso 13 febbraio per discutere le loro esperienze nell’ambito dell’Operazione “Piombo fuso”. Racconti duri, pesanti come macigni, capaci creare molto imbarazzo ai vertici delle forze armate. Al punto che il procuratore militare, quasi a voler bilanciare l’inevitabile scalpore con un gesto rassicurante, ha deciso di rendere pubblica la decisione di aprire un’inchiesta.
È stato Haaretz a svelare i contenuti di quella riunione. Ma il merito di aver fatto scattare l’allarme su tutto ciò che queste testimonianze implicano, va al direttore del programma pre-militare dell’accademia, Danny Zamir, che, sentiti i resoconti fatti dai giovani ma già esperti allievi, s’è rivolto direttamente al Capo di Stato maggiore, Gaby Ashkenazy.
“C’era un casa con dentro una famiglia – ricorda il comandante di una piccola unità di fanteria – . Ordinammo alla famiglia di stare tutti in una stanza. Poi ce ne andammo e arrivò un nuovo plotone. Dopo alcuni giorni venne l’ordine di rilasciare la famiglia. Avevamo messo un tiratore scelto sul tetto. Il comandante rilasciò la famiglia, dicendo loro di andare verso destra, ma dimenticò di avvertire il tiratore scelto che quella gente veniva liberata e che era tutto ok, e non avrebbe dovuto sparare”. Anziché a destra, la madre coi due figli prende a sinistra. Il cecchino li vede avvicinarsi alla linea che, secondo quanto gli era stato detto, nessuno avrebbe dovuto oltrepassare. Così “ha sparato subito, uccidendoli”.
“Non credo – continua la testimonianza – che si sia sentito troppo male. L’atmosfera generale, da quello che ho capito parlando coi miei uomini, era, come dire, che le vite dei palestinesi sono molto, molto meno importanti delle vite dei nostri soldati”.
Regole d’ingaggio assai elastiche, “disprezzo sfrenato”, culto della forza fisica, il pregiudizio che “i palestinesi sono tutti terroristi”, questa la miscela esplosiva che ha portato agli eccessi che le organizzazioni umanitarie hanno denunciato come crimini di guerra. Un’accusa che Israele ha respinto, ribattendo che le perdite tra i civili palestinesi sono state causate dal fatto che i miliziani di Hamas si facevano scudo della popolazione che affolla i centri abitati, nel cuore dei quali, però, l’esercito israeliano non ha esitato ad adoperare una potenza devastante.
Qui tuttavia non si parla né di bombe al fosforo né di altri micidiali ordigni sconosciuti. Si parla, per quanto possa sembrare fuori logo trattandosi di una guerra, di morale. Non è un caso che il ministro della Difesa, Ehud Barak, si sia precipitato a ribadire che l’esercito israeliano “è la forza armata più morale che esista al mondo”. Aggiungendo che, al massimo, quelli da chiarire sono “episodi individuali”.
Non la pensano così, invece, i protagonisti dei racconti. A parte alcuni casi di fuoco senza avvertimento contro civili, un comandante descrive alcuni episodi di vandalismo. “Scrivere “morte agli arabi” sui muri (delle case occupate), prendere le foto di famiglia e sputare su di esse soltanto perché lo puoi fare, credo che questa sia la cosa più importante per capire quanto le forze armate israeliane siano precipitate sul piano della morale”.
DA www.repubblica.itLife is beautiful.mercoledì 17 marzo 2010 20.56
Ho voglia di scrivere qualcosa e mi vengono in mente solo bei pensieri!
E’ che sono giovane, io, e non mi va di riflettere sempre sulle brutte cose.
Sto pensando a quanto sia bella la vita. Di tutto e di tutti.
Nasce un fiorellino… E quella è vita. E non è bello quando i suoi colori spiccano nel nostro mondo ormai vecchio?
Poi, vediamo un gattino saltare; nero, bianco, beige che sia. E’ bello.. Salta, corre, si rotola. Ma non pensa come noi, non vede come noi. Eppure, respira, mangia, si lava, anche se a suo modo.
O ancora, non è magnifico e allo stesso tempo strano vedere un bambino nascere? Sentirlo piangere per la prima volta? Aiutarlo ad imparare i suoi primi passi, cantare con lui, giocare, parlare di cose che anche lui isegnerà a qualcun’altro un giorno?
Si cresce, si invecchia.
Nonostante le rughe cominciano a farsi spazio, non importa. Così è la vita, si accetta.
Anche la vecchiaia fa parte di essa… E niente deve essere rifiutato! Perchè la vita è vita, è bella così come Dio ce la regala. E adesso non mi trovate tutti i lati negativi, perchè siamo noi umani che ce la roviniamo! Appena creata la terra, non esistevano mica le bombe al fosforo bianco, nè?
Comunque ,è’ bello così, anche se la stanchezza si fa più assidua… E non si vede più il mondo a colori come una volta. Però, la tv settant’anni fa si vedeva così: si resiste comunque, no?
Che si prenda con un po’ di f i l o s o f i a, su! La vita è una sola e bisogna godersela al meglio! E già che ci siamo, farla godere anche agli altri.
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Israele, Netanyahu: ‘Continueremo a costruire a Gerusalemme Est’lunedì 29 marzo 2010 20.44
“Le costruzioni continueranno a Gerusalemme Est cosi’ come e’ stato negli ultimi 42 anni”. Così ha dichiarato oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ribadendo che il piano per la costruzione di 1.600 nuove unità abitative nel quartiere di Ramat Shlomo, andrà avanti anche con il parere negativo espresso dagli Stati Uniti. Le parole del premier dello Stato Ebraico giungono il giorno successivo alle dichiarazioni che invitavano alla moderazione pronunciate proprio ieri dallo stesso Netanyahu. Lo scorso martedì, nel corso della visita del vicepresidente Usa Joe Biden, il ministro dell’Interno israeliano e leader del Partito ultraortodosso Shas, Eli Yishai, aveva annunciato il via libera alla costruzione di nuovi insediamenti, e innescato una polemica interna e internazionale che ha causato notevoli problemi alla prosecuzione del dialogo tra palestinesi e israeliani.
it.peacereporter.net
Per Gazalunedì 29 marzo 2010 20.53
http://www.infopal.it/writable/img/bambini%20palestinesi.jpg
PER GAZA.
Guarda: vedi come
ostinate tornano dal cielo le bombe fiorenti, e furenti calano sulle strade,
spezzano corpi, ardono case, testarde inseguono gli stupiti fanciulli, gridano,
cantano l’inno alla morte
senza stancarsi mai.
Chi siete, perché illuminate le notti, insanguinate le vie: perché siete in
ansia perché vi se…rve la strage degli innocenti e forse disperate sull’esistere
tornare a cantare la gloria dell’uccidere di massa, affidate la pace alla morte.
Voi così senza speranza se soltanto l’assassinio di massa
può assicurarvi la vita e solo le maledizioni e le lacrime possono difendervi. E
non vedete, non sperate altra salvezza per l’uomo e per il figlio dell’uomo
che la morte corale.
Voi che venite da un cammino di lagrime e ora senza lume di tregua seminate
nuovo pianto innocente.
Da lontano vi scrutiamo impotenti: e null’altro sappiamo che invocare da voi
l’elemosina della pace.
Noi che veniamo da lotte di secoli condotte per tutte le terre infinite di questo
globo rotondo in cui dato a noi
fu di vivere, e sembriamo ora solo capaci di educarci all’indifferenza.
O scrutare allibiti.
Pietro IngraoEssere bambini in Palestina. /agosto 2007lunedì 29 marzo 2010 21.05
Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini nel mondo, ha da poco reso noti alcuni dati riguardanti le condizioni di vita dei bambini palestinesi nei Territori occupati, di cui riporto una sintesi.
- Quasi quattro milioni di Palestinesi vivono nei Territori occupati, 2,5 milioni nella West Bank e 1,49 milioni nella Striscia di Gaza; il 53% della popolazione, pari a 2,1 milioni, è di età inferiore ai 18 anni.
- Il 42% dei bambini palestinesi sono da considerarsi rifugiati, dato che sale al 69% con riguardo alla sola Striscia di Gaza.
- 882 bambini palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano o dai coloni nel periodo compreso tra lo scoppio della seconda Intifada (settembre 2000) ed il 30 giugno 2007.
- Nel solo mese di giugno, l’esercito israeliano ha ucciso 9 bambini e ne ha feriti 21, mentre gli scontri intestini tra i gruppi armati palestinesi hanno causato la morte di 7 bambini ed il ferimento di altri 6.
- Dal settembre del 2000, 68 donne palestinesi sono state costrette a partorire presso un check-point, fatto questo che ha determinato la morte di 4 donne e di 34 neonati.
- Alla fine di giugno, 426 minori palestinesi risultano detenuti nelle prigioni israeliane.
- A partire dallo scoppio dell’Intifada e fino alla fine del 2006, solo a Gaza Israele ha distrutto totalmente o parzialmente 7.287 abitazioni, lasciando senza un tetto 34.902 bambini su un totale di 68.692 residenti; nella West Bank, le case distrutte ammontano a 3.302 e i Palestinesi interessati a 16.510.
- 7 famiglie su 10 nei Territori occupati, vale a dire 2,4 milioni di Palestinesi, vive al di sotto della soglia di povertà, e tale dato ricomprende circa i due terzi dei bambini palestinesi.
- 40.000 bambini dei Territori occupati sono costretti a lavorare, a cause delle pessime condizioni finanziarie delle famiglie.
- Una malnutrizione cronica interessa il 10% dei bambini al di sotto dei 5 anni; solo a Gaza, ben 50.000 bambini risultano malnutriti.
- Piu’ del 70% dei bambini di Gaza al di sotto dei 9 mesi risulta affetto da anemia, il che può determinare gravi conseguenze per il loro sviluppo fisico e cognitivo.
- La maggior parte dei Palestinesi vive con una dotazione d’acqua ben inferiore a quanto raccomandato dalla World Health Organization per cucinare, bere e lavarsi (150 litri al giorno per persona); nella West Bank ciascun Palestinese ha accesso a circa 56 litri d’acqua al giorno, mentre tale quantità scende a 51 litri nella Striscia di Gaza.
- Per il 27% delle famiglie palestinesi risulta problematico accedere ai servizi sanitari a causa dei check-points di Tsahal, per il 37% a causa delle chiusure e delle restrizioni israeliane, e per il 46% a causa dei costi dei trattamenti medici.
- 10.000 bambini muoiono ogni anno, a causa soprattutto di malattie prevenibili e scarse cure per i neonati.
- Quasi la metà dei bambini palestinesi ha avuto esperienze di forti traumi e stress causati dalle violenze e dai raid israeliani, o è stato testimone di violenze contro un membro della propria famiglia.
- A causa delle chiusure e dei coprifuoco, più di 226.000 scolari di 580 scuole della West Bank, particolarmente nella zona settentrionale, trova impossibile, saltuario o pericoloso il recarsi a scuola.
- Un’intera generazione di bambini giornalmente assiste sempre più a episodi di violenza, persino all’interno delle scuole, che dovrebbero essere luogo sicuro e protetto; uno studio risalente al 2004 della Birzeit University ha rilevato che il 45% degli studenti ha visto la propria scuola assediata dall’esercito israeliano, il 18% ha assistito all’uccisione di un compagno di scuola ed il 13% a quella di un insegnante.
Un’intera generazione di bambini – aggiungo io – massacrata e in balia di un’occupazione militare illegale e sempre più brutale e feroce, abbandonata a un destino di violenza, morte e devastazione dall’Occidente “civilizzato”, che assiste impassibile ad ogni più efferato crimine di guerra commesso quasi quotidianamente dai valorosi soldatini di Tsahal.
Nessuna pena, nessun soccorso e, dunque, nessuna speranza per questi poveri innocenti.
Nessuna speranza, neanche per il piccolo Talal, 5 anni, che allo staff di Save the Children ha dichiarato:
“Vado all’asilo ogni giorno da solo. Ho paura quando vado solo. Ho paura che gli Israeliani mi spareranno. Vorrei che fosse mia madre a portarmi all’asilo, ma mia madre è occupata. Mio padre è stato arrestato dagli Israeliani e adesso è in prigione. Ho visto gli Israeliani prenderlo. Non l’ho più visto da allora”.
E noi, che stiamo facendo per il piccolo Talal?
palestinanews.blogspot.comLuglio 2007.mercoledì 7 aprile 2010 1.36
Io parlavo di questo!
Oddio, che sollievo. Che sollievo che non abbiano censurato niente, che anche qui in Italia si siano fatte vedere queste immagini shoccanti senza difendere l’assassino. Che sollievo davvero.
“E’ colpa loro se portano i bambini in guerra.”
Certo, è colpa loro se sono state scambiate casualmente delle telecamere per armi.
La fine di queste povere vittime la sappiamo tutti; chissà gli eroi americani.
Sei palestinese? Non meriti il mio rispetto.mercoledì 19 maggio 2010 18.35Una donna con una jellaba marrone cammina verso la strada di casa. Un ragazzo dal senso opposto arriva e le tira il vino che ha nel suo bicchiere.
Sto parlando di un giovane ebreo per una via della Cisgiordania, l’ennesima aggressione al popolo sottomesso. La donna non reagisce al ragazzo dalla camicia bianca, probabilmente cresciuto in assenza di educazione. Volta semplicemente la testa per ripararsi, poi scappa.
E’ questo il mondo in cui viviamo?
http://i40.tinypic.com/vhf47a.jpg
Foto di Rina Castelnuovo.
“Non bisogna uccidere per essere barbari, anche un gesto così infame è più forte di una pugnalata alle spalle”, dice Franco D’angelo e non mi potrei trovare più d’accordo di così.
Dove sono il rispetto, la solidarietà? Insomma, dove sono finiti i valori che ognuno di noi chiede di ricevere, riuscendo difficilmente a donare?
Non sono più in grado di tollerare immagini come queste! Con quale diritto, tu, uomo come me, mi sottometti al tuo potere? E quale potere!
E con quale diritto, noi, persone dignitosamente viventi, ignoriamo fatti come questi? Conflitti IRAQ.lunedì 12 aprile 2010 18.09
« Se io dovessi quantificare la minaccia rappresentata dall’Iraq in termini di armi di distruzione di massa, essa equivale a zero. »http://1.bp.blogspot.com/_Bfi-al4dR9c/Smcu3ynM6EI/AAAAAAAAAqg/Nb6SJ32Hmfs/s320/Iraq,+bellissima+madre-figlio.jpg
VITTIME
Il bilancio delle vittime del conflitto tra Iran e Iraq è controverso, ma le cifre più attendibili calcolano in circa un milione i morti causati dalla guerra, finita nel 1988. Tra questi, oltre gli iracheni e gli iraniani, sono compresi i circa 100mila curdi iracheni che Saddam riteneva collaborazionisti di Teheran. Nel conflitto tra l’Iraq e la Coalizione nel 1991 si calcola che siano morti circa 35mila civili e 100mila militari iracheni, oltre a 250 militari della Coalizione, mentre sono circa 5mila i kuwaitiani sterminati dall’esercito iracheno. L’embargo seguito alla guerra ha causato la morte di circa un milione e mezzo di civili per mancanza di medicine, cibo e cure mediche adeguate. Circa 2 mila iracheni (in maggioranza curdi) sono morti in seguito ai bombardamenti del 1998. Seconde le stime aggiornate al 22 giugno 2007, le vittime civili della guerra in Iraq sono 72165 e quelle militari sono 3826. Secondo una ricerca medica inglese, le vittime irachene del conflitto sarebbero 655mila.
Dall’inizio dell’anno i morti sono almeno 15.845
Da qui
Striscia di Gaza, l’Egitto fa detonare una galleria della sopravvivenza: 5 morti e 7 feriti.giovedì 29 aprile 2010 13.22http://www.7kanal.com/data/images/uploaded_by_ftp//2009/07/28/tunnel-gaza-400j.jpg
Gaza – Infopal. Nella serata di ieri, mercoledì 28 aprile, cinque palestinesi sono rimasti uccisi e altri sette feriti a causa dell’esplosione di un cunicolo (galleria della sopravvivenza, ndr) nella zona di Salah ed-Din, a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
Le vittime sono Khaled ar-Ramlawi, di 20 anni, Muhammad Abu Jamus, di 28 e Ayman Abu Jamus, tutti del campo profughi di al-Bureij; la quarta vittima è Nidal al-Jiddi, di 20 anni, del quartiere di ash-Shuja’iyyeh (est di Gaza), mentre l’identità della quinta resta ignota.
Quando le forze egiziane hanno fatto scoppiare un tunnel accanto a quello in cui stavano lavorando, le cinque vittime hanno tentato di risalire poiché s’era sprigionato del gas velenoso che essi stessi stavano trasportando.
Abu Salima, responsabile delle pubbliche relazioni presso i servizi medici, spiega che i feriti causati da quest’esplosione sono sette.
Le squadre di soccorso, con l’ausilio della protezione civile di Rafah, sono riuscite a recuperare i corpi delle vittime e a soccorrere i feriti.
Intanto nella Striscia crescono la rabbia e la tristezza della gente, dopo che si è venuti a sapere che gli autori della strage sono le forze di sicurezza egiziane.
Il lugubre conteggio dei morti nei cunicoli di frontiera tra Gaza e l’Egitto sale così a 137, a partire dall’imposizione dell’embargo israeliano alla Striscia di Gaza nell’estate del 2007.
Le forze egiziane hanno rafforzato i controlli sul ‘contrabbando’ di merci dall’Egitto alla Striscia di Gaza attraverso i cunicoli che si dipartono da Rafah, nel sud, al punto che ne hanno fatti esplodere o chiudere decine (con il Muro d’acciaio che porterebbe alla loro definitiva chiusura).
FONTEPer non dimenticarci di Gaza.sabato 1 maggio 2010 16.06
CLICCA QUI!
Questo è uno slideshow di immagini davvero terrificanti riguardanti, ovviamente, i conflitti a Gaza.
Guardatelo tutto, sino in fondo, vi prego.Chi è il terrorista? Meen Erhabi?, D.A.M.martedì 4 maggio 2010 21.16
RIT.:
Chi è terrorista? Sono io terrorista?
Come faccio ad esserlo se vivo nel mio paese?
Chi è terrorista? Sei tu terrorista!
Mi stai divorando mentre vivo nel mio paese!
Mi stai uccidendo come hai fatto con i miei avi
Rivolgersi alla legge? E’ inutile, in quanto tu, nemico,
interpreti il ruolo del testimone, dell’avvocato e del giudice
e come mio giudice la mia fine inizia.
Il tuo sogno è che noi diminuiamo nonostante siamo una minoranza
il tuo sogno è che la minoranza diventi nei cimiteri una maggioranza
Democrazia? Giuro, voi siete come nazisti
per quanto avete stuprato l’anima araba
è rimasta incinta, ha partorito un bambino di nome attentato
e qui ci hai chiamato terroristi
cioè mi hai picchiato e hai pianto, ti sei affrettato a lamentarti,
quando ti ho ricordato che sei stato tu ad iniziare, sei saltato su e hai detto:
Perché lasciate che i vostri figli piccoli lancino pietre? Non hanno una famiglia
che li tenga in casa? Cosa?
Come se ti dimenticassi che sono state le tue armi a mettere la famiglia sotto le pietre!
E ora che il mio dolore divampa mi chiami terrorista?
RIT.
Perché terrorista? Perché il mio sangue non è calmo, ma è caldo?
Perché alzo la testa per il mio paese?
Mi hanno ucciso le persone care, sono solo
la mia famiglia è stata dispersa, continuerò a chiamarli
Io non sono contro la pace, la pace è contro di me,
mi vuole sterminare, vuole cancellare la mia cultura,
e chi prende una posizione e si sforza di realizzarla,
diventa combattente, e voi ne fate una carogna!
Chi siete? Da dove siete usciti?
Guardate quanti ne avete uccisi e quanti avete reso orfani,
le madri piangono, i padri si lamentano,
la nostra terra scompare, vi dico io chi siete:
Tu sei cresciuto viziato, noi nella povertà,
chi è cresciuto avendo spazio e chi in un buco?
è diventato un fedayn, ne avete fatto un criminale
e tu, terrorista, chiami me terrorista?
RIT.
Quando non sarò più terrorista?
Quando mi darai uno schiaffo e io ti porgerò l’altra guancia?
Come ti aspetti che io ringrazi chi mi ha fatto del male?
Sai cosa? Dimmi tu come mi vuoi!
Inginocchiato con mani legate
Occhi a terra e cadaveri gettati per terra
Case distrutte e famiglie disperse?
Bambini orfani e libertà in manette
Tu ordina, tu uccidi, noi seppelliamo
non fa niente, sopportiamo, nascondiamo il nostro dolore
la cosa più importante è che tu ti senta al sicuro,
riposati, lascia a noi i mali. Cosa è il nostro sangue?
Sangue di cani, no nemmeno! Quando un cane muore, c’è la protezione animali
quindi il nostro sangue vale meno di quello dei cani?!
No! Il mio sangue è prezioso e mi difenderò
se mi chiamerai terrorista!
Chi è terrorista, chi è terrorista…..
tu sei terrorista!Riflessione azzardata.lunedì 10 maggio 2010 22.16
http://www.riviera24.it/userdata/immagini/foto/510/2009/12/violenza-sessuale-minori_244822.jpg
Forse arrivo un po’ in ritardo, ma in questi ultimi anni si è particolarmente sentito parlare di violenze sessuali su donne o ragazzine.
Come tutti, ho sempre criticato e addossato la colpa all’uomo che ha messo in atto la violenza, considerato come un mostro e un insensibile senza cervello, una persona che non conosce valori, quasi un alieno.
Certo, non è assolutamente sbagliato giustiziarli, anche con una pena pesante – nonostante si usi accorciarla di moltissimo o annullarla per “disturbi psichici”- ed è altrettanto giusto detestare chi assume tali atteggiamenti. Credo. però, che ci debba essere più volontà da parte delle donne per evitare questi comportamenti assurdi e devastanti per chi li subisce.
Mi spiego meglio.
La società è molto cambiata rispetto agli anni precedenti. Sono sempre più e sempre più giovani le ragazzine che tentano di sembrare “grandi”, truccandosi esageratamente, vestendosi in modo poco appropriato, acquisendo un linguaggio poco “forbito” e quant’altro. Altrettanti, purtroppo, sono gli uomini che hanno una mentalità “malata” (attenzione: malata, non pazza).
A mio avviso, una ragazza o donna del genere posta davanti ad un uomo del genere è equivalente a mettere una grossa torta al cioccolato di fronte ad un amante del cioccolato a digiuno e pretendere che quella torta non venga mangiata.
Insomma, una pazzia!
Allora, non sto difendendo gli stupratori, assolutamente no. Cerco solamente di trovare una soluzione a ciò che sta capitando così sovente. Ecco, un po’ di volontà da parte di tutti, prima di arrivare ai barbari fatti, prima di criticare i giudici che non fanno il loro lavoro, prima di tutto questo… Volontà, semplice volontà. Non è difficile.
NOTA: non mi riferisco a pedofilia, abusi sessuali su bambini et similia.Le torture.venerdì 21 maggio 2010 0.02
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Avete sicuramente tutti presente il “m’ama, non m’ama”. Si strappano delle margherite dal terreno e si comincia a fare altrettanto con i loro petali ripetendo “m’ama”, “non m’ama”, “m’ama”, “non m’ama”. E’ una spiegazione inutile, dal momento che è un’usanza comune da sempre.
Bene, ora provate a trasformare quei fiorellini in persone reali e immaginate l’atto violento che si potrebbe spendere su di esse. Si sradicano dalle loro vite, si spogliano delle proprie vesti, della propria dignità. Com’è semplice partire da un’azione diffusa e ingenua per poi arrivare ad un orrore, che putroppo esiste.
Mi riferisco ai prigionieri, che da anni sono stati e vengono ancora torturati nelle carceri di stati in guerra.
Iraq, Palestina, Libano, Afghanistan sono solo i nomi più citati (anche se tra tutti il primo è parso il più penoso), ma il “m’ama, non m’ama” è largamente più comune.
Molti sono i giovani ribelli che tentano di difendere la propria patria, ma altrettante sono le anime cattive, crudeli direi, che non esitano a sfruttare come divertimento ciò che possiede uno scheletro, dei muscoli, uno spirito.
Le immagini sono piuttosto scioccanti, sembrano quasi ritoccate al computer. Forse, è meglio essere ostinati e credere davvero che non sia accaduto nulla di così inimmaginabile. Oppure, decidere di guardare in faccia la realtà e capire che il mondo, le persone di questo mondo, siano diventati così.
IRAQ
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Freedom Flotilla attaccata da Israele: era per autodifesa.lunedì 31 maggio 2010 22.05
Sto guardando lo Speciale su Sky e mi viene da ridere.
Leggo i sottotitoli:
“Attacco ad una flotta di pacifisti: si parla di autodifesa.”
“I capi di stato chiedono spiegazione ad Israele.”
Eccetera eccetera.
Mi chiedo come si possa parlare di autodifesa contro una flotta di pacifisti armati di pane, vestiti e medicinali!
E, ovviamente, le spiegazioni si chiedono solamente ad Israele. Ovviamente, quando Hamas attaccava Israele realmente per legittima autodifesa, lì le spiegazioni non andavano bene. Non si creavano morti, no, ma si sapeva come se fosse un postulato geometrico che quegli attacchi (certamente terroristici) non erano difensivi.
Ora, che i morti ci sono eccome, si chiedono spiegazioni ad uno stato che già da tempo avrebbe dovuto dare spiegazioni quantomeno sensate.
Vedete, arriva sempre il punto in cui non si regge più nulla, anche se nel periodo in cui si è stati zitti, chi per un motivo chi per un altro (politicamente parlando), si cercava di dare ragione a chi aveva torto. Però, questa l’hanno fatta grossa, gli Israeliani. Hanno attaccato una flotta con pacifisti stranieri, pacifisti italiani, spagnoli, turchi. Fin che i morti erano palestinesi andava bene, per tutti tranne che per i palestinesi.
Questo atto, di inaccettabile prepotenza e criminale ferocia, oltretutto messo in atto contro persone assolutamente indifese e disarmate, è l’ennesimo tassello che pone Israele e la sua politica sionista fuori dalla Comunità internazionale e rende assolutamente impossibile, visto che qualcuno l’ha fantascientificamente ipotizzato, il suo ingresso nella EU.
Anzi, quegli onorevoli italiani, che siedono in Parlamento con doppio pasaporto, italiano e israeliano, che tanto si affannano a impedire qualsiasi critica o azione contro la delinquenziale politica coloniale israeliana, dovrebbero essere rimossi dalle posizioni di responsabilità in cui si trovano, in quanto inadatti e non affidabili per difendere gli interessi e l’immagine dell’Italia e degli italiani, in patria e nel mondo.
Solidarietà con i convogli umanitari sotto sequestro illegale.
Solidarietà con la Terra Santa occupata e che soffre.
E speriamo che l’amica Angela Lano dell’agenzia InfoPal.it, insieme al tenore Joe Fallisi e agli altri italiani presenti sulle navi, sia incolume.
Malgrado le varie agenzie stampa italiane ripetano che gli italiani sequestrati dalle autorità israeliane “stanno bene”, la famiglia di Angela Lano, direttrice di Infopal.it, informa che la Farnesina e l’Ambasciata d’Italia in Israele non sono in possesso di informazioni al riguardo.
I cittadini italiani a bordo della Freedom Flottilla sono pertanto “spariti” a tutti gli effetti.
Il porto di Ashdod, infatti, dove sono state condotte la navi della Freedom Flotilla, è stato dichiarato “zona militare” dalle autorità israeliane e nessuno può entrarvi, tanto meno i giornalisti.
Israele si rifiuta inoltre di fornire la nazionalità dei sequestrati, pertanto le stesse ambasciate in Israele non possono comunicare alcuna informazione precisa al loro riguardo.
www.terrasantalibera.orgLettera ad un soldato israeliano, di Andrea Doi.martedì 1 giugno 2010 16.59http://www.mid-day.com/imagedata/2010/may/31flo.jpg
Cosa hai provato? Cosa hai sentito mentre premevi quel grilletto?
Probabilmente nulla.
Sono certo che testa e cuore l’avevi spenti prima di salire sul gommone, a pochi istanti dall’assalto alle navi.
«Ubbidisco agli ordini». Mi sembra di sentirla questa frase uscire dalla tua bocca. Forse sei troppo giovane per sapere che le stesse parole furono pronunciate a Norimberga, durante il processo a quei criminali che avevano aiutato, partecipato, messo in atto lo sterminio del tuo popolo.
Oggi anche tu usi lo stesso alibi.
E gli ordini erano chiari probabilmente. Fare piazza pulita di quei pacifisti. Anzi no. Magari ti hanno raccontato che erano pericolosi terroristi, che nascondevano tra le scatole di cibo, missili Rpg o mitragliatori. Quella nave era un base del Terrore da cancellare dalla faccia della Terra.
Invece?
Ma che te lo chiedo a fare. Tu dovevi solo sparare. Ubbidire agli ordini.
E’ sicuro: dopo sei tornato in caserma, hai ricevuto i complimenti del tuo superiore. Una bella pacca sulla spalla e vai. Due giorni di licenza premio. Semplice come sparare in faccia ad un uomo che, con gli occhi pieni di paura, alza le mani in alto, ti urla parole in una lingua che tu non conosci.
«Mazel tov, fratelli»…sento le vostre grida di gioia. «Abbiamo ucciso i nemici del nostro Popolo». Ma sei certo di tutto questo?
Tu oggi hai creato nuovi nemici. Tu oggi hai alimentato le fiamme dell’odio nei cuori di molti. Questa è la verità!
Hai ucciso, massacrato dei pacifisti, uomini e donne che volevano solo aiutare la gente che ogni giorno ragazzi con la tua stessa divisa umiliano, terrorizzano, affamano, nel nome di qualcosa che neppure tu sai più spiegare.
Tu hai premuto quel grilletto, tu hai sparato con ira, rabbia, contro persone innocenti.
Non vedo differenze tra te e i soldati delle SS. Non vedo differenze, ma solo similitudini.
Shalom, fratello, tu continua ad ubbidire agli ordini dei criminali.
Noi preferiamo disobbedire!
FONTE
http://www.annalisamelandri.it/public/funeralegaza.jpg
Quanto è radicato, quanto è profondo e folle l’odio dell’uomo per l’uomo:
per una idea, per un confine è capace di seminare la morte tra le generazioni future.
#Menny chi?venerdì 18 giugno 2010 19.47
Mi sono accorta di non aver mai parlato di me. Oggi, a corto di fantasia (come spesso, in questi ultimi tempi), ho deciso di scrivere un post riguardante me, per quanto possa essere utile, la mia vita, i miei gusti e tutto ciò di cui non ho proferito parola in questi due anni.
So che potrebbe non interessare, ma chissà, fra qualche anno rileggendo mi scapperà qualche sorriso nel vedere come mi descrivo adesso :)
Mi chiamo Manal (si legge menel), ma dalla seconda elementare tutti mi chiamano Menny. Sono nata il 3 Maggio del ’95, messa al mondo da due splendidi genitori marocchini nell’ospedale di Novi, nella provincia di Alessandria. Ho un fratello di cinque anni più grande di me, con cui a volte litigo, per l’antichissima legge del fratellosorella.
Nei miei quindici anni di vita, non ho dovuto subire chissà quali grandi cambiamenti socialmente parlando. Ho gli stessi amici sin dall’età di tre anni, quando si comincia ad andare all’asilo; non abbiamo mai cambiato casa se non quando sapevo dire solo qualche parola. L’unico punto forte della mia infanzia, è stato il momento in cui, a sei anni, ho perso mio padre in un incidente stradale. Non so bene spiegarmi il fatto. Ero piccola, anche se mi ricordo ogni dettaglio, ed è strano. A me sembra normale vivere senza il padre, normalissimo. Mi viene un po’ da ridere, perchè per gli altri non è facile immaginare una vita con un solo genitore. Per me è quasi il contrario. Dire “papà” mi viene difficile, non ne sono abituata, ma ne parlo con disinvoltura, perchè con il mio non ho passato così tanto tempo. In quella fascia d’età, d’altronde, si sta più con la mamma e poi crescendo ci si avvicina al papà. Io non ne ho avuto il tempo! Comunque, come ho detto, mi sembra normale e ho imparato ad accettare ciò che ci riserva la vita, che sia bello o brutto.
Il periodo asilo-elementari è stato piuttosto carino, sì, anche se non vorrei ritornare indietro a tal punto. Forse quando sarò adulta, lo desidererò con tutto il cuore :)
Per ora, mi godo i miei cinque anni di Liceo Scientifico PNI di Fisica, dopo quei tre anni di medie volati e passati con un dieci all’esame. Credo che non cambierò idea per quanto riguarda l’Università, anche se c’è ancora tantissimo tempo prima della decisione finale (ma vola!). Ho da sempre aspirato alla Facoltà di Medicina, saltellando da una specializzazione all’altra; ora, mi si è piazzata in testa l’idea di neurologia o neurochirurgia, sempre lì comunque.
Da quest’anno sono entrata a far parte del gruppo Pionieri della Croce Rossa e questo mi riempe il cuore. Ho sempre desiderato fare volontariato e ora che faccio parte di un gruppo così grande sono più che felice! Sono esperienze che bisogna provare, esperienze che aiutano noi e gli altri. Complimenti ai ragazzi che continuano con la loro buona volontà.
Essendo così piccola, non ho molto altro da dire. Vorrei comunque spendere queste mie ultime parole per la creazione del Blog.
Mi ricordo che, due anni fa, nel Marzo 2008, in tv si continuava a parlare della situazione USA-Iraq. Avendo mio cugino quasi patito per i telegiornali, come Al-Jazeera quindi in arabo (che io non capisco purtroppo), mi facevo spiegare ciò che dicevano e da lì ne diventai fissata anch’io. Avevo aperto dunque una discussione su un forum in cui chiedevo appunto opinioni sulla Guerra del Golfo, sui capi di Stato e quant’altro possibile e lì avevo notato Cary, con cui ho deciso di dar vita a questo blog.
Carmen è una ragazza stupenda, sul serio. Può scrivere su qualsiasi cosa e ti farà venire sempre i brividi.
Solo più tardi, ha cominciato a postare anche Simona, lei con il cuore occupato dai pensieri animalisti. Però, è grande e riesce ad avere una sensibilità incredibile.
Putroppo e con enorme dispiacere, ho deciso di lasciare questo blog solo in mano mia, anche se loro avranno sempre e comunque la possibilità di postare o collaborare. Questo perchè, per vari e validi motivi, non hanno avuto più modo di passare da queste parti. In effetti, è difficile continuare una strada virtuale quando fuori ce ne sono molte altre di vero asfalto.
Cary e Simo sono state comunque di grandissimo aiuto e lo sono tuttora quando possono :) Quindi un grandissimo grazie!
Bene, credo di aver detto tutto. Nel caso vi passasse per la mente una domanda, io sono sempre qui :)
Ciao!Afghanistan, le truppe spagnole a casa per l’estate del 2011venerdì 18 giugno 2010 18.42
La Spagna ha confermato il piano di rientro che prevede il ritiro dall’Afghanistan di tutte le sue truppe per l’estate del 2001. La notizia è stata confermata dal ministro della Difesa, Carme Chacon. Madrid ritiene che i tempi per lasciare siano maturi dal momento che a novembre prossimo comincerà il lento trasferimento dei poteri dalla comunità internazionale alle autorità locali. Chacon ha inoltre riferito che nel corso dell’ultimo meeting dei ministri della Difesa Nato, il generale Stanley Mc Chrystal, comandante supremo delle operazioni in Afghanistan, ha fornito dei dati confortanti che dovrebbero garantire il rispetto dei tempi per la riduzione delle truppe dell’Alleanza e per il ritiro di quelle spagnole che operano nella provincia di Badghis. Nel corso della sua intervista rilasciata all’emittente tv Telecinco, il ministro Chacon ha ringraziato e lodato i 1500 soldati spagnoli per l’impegno con cui compiono il loro lavoro in Afghanistan. 1GOAL – save the childrensabato 26 giugno 2010 20.28
CLICCA QUI E ADERISCI!
Oggi a 72 milioni di bambini è negata la possibilità di andare a scuola. Questi bambini potrebbero essere i dirigenti del futuro, le stelle sportive, i dottori e gli insegnanti di domani ma purtroppo devono sostenere una lotta continua contro la povertà.
Non deve essere così. Dal 2000, 40 milioni di bambini in più vanno a scuola. L’educazione sconfigge la povertà e offre alle persone gli strumenti per aiutare se stessi.
1GOAL è una campagna che utilizza il potere del calcio per assicurarsi che l’educazione per tutti sia un effetto duraturo dei mondiali di calcio FIFA 2010. Alzando le voci ovunque nel mondo pensiamo che, insieme, possiamo rendere l’educazione una realtà per milioni di ragazzi e ragazze che non vanno a scuola.
“Questa è la nostra possibilità di mostrare, non solo ai bambini che non vanno a scuola ma ai nostri stessi figli, che quando facciamo una promessa, la manteniamo. Con il vostro aiuto potremmo avere miliardi di sostenitori che tifano non solo per la loro squadra ma per un’unica squadra: 1GOAL. Questo è il nostro momento di brillare; possiamo strappare milioni di bambini dalle ombre dell’ignoranza e illuminare le loro vitecon gli effetti duraturi dell’educazione”. ~ Sua Maestà la Regina Rania Al-Abdullah, cofondatrice e codirettrice mondiale di 1GOAL.
Puoi aiutare a rendere l’educazione una realtà per tutti.
1GOAL riunisce calciatori, sostenitori, organizzazioni di beneficenza, imprese e singoli individui per fare pressione e raggiungere il nostro ambizioso obiettivo di offrire un’educazione per tutti. Aderendo alla squadra1GOAL, puoi rafforzare la voce dell’iniziativa e darci la massima possibilità di successo.
Questi bambini potrebbero essere i leader, le stelle sportive, i dottori e gli insegnanti di domani. Però, senza educazione, sono costretti a vivere in povertà. Sono pronti a fare i compiti ma le tasse scolastiche, i conflitti, il lavoro nelle fabbriche e sui campi, la perdita dei genitori a causa delle malattie, il costo di un’uniforme per la scuola o a volta semplicemente il fatto di essere una bambina gli impedisce di andare a scuola. Qualunque sia la loro situazione – che siano orfani, rifugiati, poveri, disabili, bambini-soldato, bambini lavoratori minorenni o provenienti da un ambiente svantaggiato – il risultato è lo stesso: gli è tolta la possibilità di studiare e non saranno mai in grado di realizzare il loro potenziale.
L’educazione sconfigge la povertà – e permette alle persone di aiutare se stesse. L’educazione è un elemento chiave per rompere il circolo della povertà nelle famiglie, nelle comunità e in paesi interi.
Porta a una crescita economica, alla democrazia e a un futuro più stabile.
L’educazione è il mezzo più utile a nostra disposizione per lottare contro la povertà ed è un investimento che alla fine rende: se un bambino riceve un’educazione, potrà eventualmente guadagnare di più ed essere in grado di sostenere più facilmente la sua famiglia.
Un bambino che va a scuola guadagnerà il 10% in più per ogni anno di scuola e avrà il 50% di rischio in meno di essere infettato con l’HIV/IDS se finisce la scuola elementare.
C’è un bisogno urgente di Educazione per tutti se vogliamo sconfiggere la povertà, le malattie e la fame. L’educazione può offrire speranza e un futuro ai bambini nei Paesi in via di sviluppo che disperatamente meritano un’occasione nella vita.
CLICCA QUI E ADERISCI!Correre.martedì 29 giugno 2010 23.15
Correvano. Pensavano di far girare il mondo al contrario così.Correvano. Pensavano di far girare il mondo al contrario così.
QUESTO PICCOLO TESTO E’ STATO SCRITTO DA ME. VI PREGO DI NON MODIFICARLO O DICHIARARLO VOSTRO. GRAZIE.
Correvano. Pensavano di far girare il mondo al contrario così.
Appoggiavano bene i piedi con forza, così da rendere veloce la rotazione, scalzi sulla terra irregolare colma di sassolini. Non importavano i graffi, le schegge, la polvere; volevano solamente che il mondo girasse al contrario.
A scuola avevano imparato che la Terra ruotava attorno ad un asse immaginaria ed era per questo, aveva spiegato il maestro, che c’era vita. Loro, però, non vedevano vita. Dov’erano i prati verdi, gli alberi; dove si erano nascosti gli omoni delle giostre piene di colori; dov’erano finiti tutti gli spicchi di felicità? Sapevano che esistevano, li avevano visti, ne erano sicuri.
Così pensarono che, se nessuno era felice lì, allora era colpa del mondo che girava dalla parte sbagliata.
Alzavano gli occhi al cielo senza fermarsi ed erano sicurissimi che il loro metodo stesse funzionando, poi si guardavano intorno e notavano i recinti spostarsi rapidamente, le case allontanarsi. Si immaginavano, come con le nuvole, forme che alludevano ai paesi fantastici dei racconti popolari.
Non riconoscevano più il loro Paese. Nulla si distingueva, era tutto più bello!
La sfocatura faceva pensare ad un’altra dimensione, quasi come se il mondo girasse realmente in modo diverso.
Erano attimi, quelli, in cui non ci si sentiva nemmeno più umani. Molto stranamente, si scorgevano tratti che durante una giornata come altre non si sarebbero potuti vedere. Gli elementi grandi e tristi coprivano la veduta di quelli piccoli e innocui, un fucile e un fiore, una protesi e una farfalla, una catena e un albero, ma adesso i colori del bello sovrastavano il grigio dell’odio.
E continuarono a correre e correre. Non avevano una meta! Giungere alla cima del mondo e gridare “Libertà!” forse, oppure toccare tutte le isole del Pacifico. Ma un obiettivo ce l’avevano di sicuro, anche se nessuno ebbe il coraggio di dirlo; avevano paura che la voce avrebbe potuto spegnere ogni speranza.
Allora, osservavano insieme ridendo come non mai, come se quella fosse la cosa più bella del mondo, correre.
Si tiravano le magliette, si spintonavano, ma senza cattiveria. Poi, arrivarono di fronte ad un recinto di ferro che scavalcarono con abilità, spinti dalla ingenuità infantile, immaginandosi altre meraviglie fugaci e irreali.
Si fermarono dopo, ma solo per pochi secondi, ripresero fiato e corsero.
Il primo della fila era fiero di se stesso, si vedeva già alla X della mappa ancora non segnata, sorrideva, respirava con fatica, ma era felice.
Continuavano ad appoggiare i piedi con fermezza, non li poteva fermare nessuno. No! In cima al mondo dovevano arrivare.
Il primo mantenne la sua posizione sino all’arrivo; vide per la prima e ultima volta il mondo da un’altra prospettiva. Gli altri non riuscirono a seguirlo.
Sentì uno scoppio, proprio sotto di lui, dolore, poi più niente; e ancora un fischio, che lo accompagnò a far girare il mondo dalla parte opposta, a gridare “Libertà!” in cima al mondo e a toccare tutte le isole del Pacifico. Ce l’aveva fatta, sì. Quel poco di forza che gli era rimasta glielo faceva credere.
Scoppiò nel momento sbagliato, la mina, posò il piede del punto sbagliato! Era tutto sbagliato.
Vennero scaraventati sui sassi, chi oltre il recinto, chi su altri ordigni.
Dolore! Nessun fischio, niente. Loro non raggiunsero nulla, si sentirono dei falliti. Perchè avevano avuto un’idea tanto stupida? La felicità non esisteva! La vita, dove abitavano loro, era scomparsa già da tempo. Perchè non l’avevano capito prima? Si maledivano per il loro errore, si maledivano continuamente.
Crebbero poveri, senza una gamba, senza un braccio, senza poter più vedere, senza un amico. Erano poveri più di prima. Da grandi non avevano più bisogno di fiori, farfalle ed alberi; volevano indietro i tempi in cui, nella stupidità, avevano deciso di rincorrere un sogno che era già troppo lontano.
Appoggiavano bene i piedi con forza, così da rendere veloce la rotazione, scalzi sulla terra irregolare colma di sassolini. Non importavano i graffi, le schegge, la polvere; volevano solamente che il mondo girasse al contrario.
A scuola avevano imparato che la Terra ruotava attorno ad un’asse immaginaria ed era per questo, aveva spiegato il maestro, che c’era vita. Loro, però, non vedevano vita. Dov’erano i prati verdi, gli alberi; dove si erano nascosti gli omoni delle giostre piene di colori; dov’erano finiti tutti gli spicchi di felicità? Sapevano che esistevano, li avevano visti, ne erano sicuri.
Così pensarono che, se nessuno era felice lì, allora era colpa del mondo che girava dalla parte sbagliata.
Alzavano gli occhi al cielo senza fermarsi ed erano sicurissimi che il loro metodo stesse funzionando, poi si guardavano intorno e notavano i recinti spostarsi rapidamente, le case allontanarsi. Si immaginavano, come con le nuvole, forme che alludevano ai paesi fantastici dei racconti popolari.
Non riconoscevano più il loro Paese. Nulla si distingueva, era tutto più bello!
La sfocatura faceva pensare ad un’altra dimensione, quasi come se il mondo girasse realmente in modo diverso.
Erano attimi, quelli, in cui non ci si sentiva nemmeno più umani. Molto stranamente, si scorgevano tratti che durante una giornata come altre non si sarebbero potuti vedere. Gli elementi grandi e tristi coprivano la veduta di quelli piccoli e innocui, un fucile e un fiore, una protesi e una farfalla, una catena e un albero, ma adesso i colori del bello sovrastavano il grigio dell’odio.
E continuarono a correre e correre. Non avevano una meta! Giungere alla cima del mondo e gridare “Libertà!” forse, oppure toccare tutte le isole del Pacifico. Ma un obiettivo ce l’avevano di sicuro, anche se nessuno ebbe il coraggio di dirlo; avevano paura che la voce avrebbe potuto spegnere ogni speranza.
Allora, osservavano insieme ridendo come non mai, come se quella fosse la cosa più bella del mondo, correre.
Si tiravano le magliette, si spintonavano, ma senza cattiveria. Poi, arrivarono di fronte ad un recinto di ferro che scavalcarono con abilità, spinti dalla ingenuità infantile, immaginandosi altre meraviglie fugaci e irreali.
Si fermarono dopo, ma solo per pochi secondi, ripresero fiato e corsero.
Il primo della fila era fiero di se stesso, si vedeva già alla<b> X</b> della mappa ancora non segnata, sorrideva, respirava con fatica, ma era felice.
Continuavano ad appoggiare i piedi con fermezza, non li poteva fermare nessuno. No! In cima al mondo dovevano arrivare.
Il primo mantenne la sua posizione sino all’arrivo; vide per la prima e ultima volta il mondo da un’altra prospettiva. Gli altri non riuscirono a seguirlo.
Sentì uno scoppio, proprio sotto di lui, dolore, poi più niente; e ancora un fischio, che lo accompagnò a far girare il mondo dalla parte opposta, a gridare “Libertà!” in cima al mondo e a toccare tutte le isole del Pacifico. Ce l’aveva fatta, sì. Quel poco di forza che gli era rimasta glielo faceva credere.
Scoppiò nel momento sbagliato, la mina, posò il piede del punto sbagliato! Era tutto sbagliato.
Vennero scaraventati sui sassi, chi oltre il recinto, chi su altri ordigni.
Dolore! Nessun fischio, niente. Loro non raggiunsero nulla, si sentirono dei falliti. Perchè avevano avuto un’idea tanto stupida? La felicità non esisteva! La vita, dove abitavano loro, era scomparsa già da tempo. Perchè non l’avevano capito prima? Si maledivano per il loro errore, si maledivano continuamente.
Crebbero poveri, senza una gamba, senza un braccio, senza poter più vedere, senza un amico. Erano poveri più di prima. Da grandi non avevano più bisogno di fiori, farfalle ed alberi; volevano indietro i tempi in cui, nella stupidità, avevano deciso di rincorrere un sogno che era già troppo lontano.WFP – combatte la fame nel mondo.martedì 13 luglio 2010 15.36
L’agenzia delle Nazioni Unite WFP è in prima linea nella lotta contro la fame - sempre pronta a rispondere tempestivamente alle emergenze, salvando vite umane e portando cibo agli affamati e a chi è più vulnerabile.
Il WFP lavora anche perché gli affamati possano raggiungere una sicurezza alimentare nel futuro, attraverso programmi di assistenza alimentare che siano strumentali alla costruzione di beni, alla diffusione della conoscenza e alla crescita di comunità più forti e più dinamiche.
Un esempio è il programma di pasti scolastici: il WFP fornisce cibo a scuola a più di 20 milioni di studenti. Il cibo, sotto forma di pasti scolastici, incoraggia le famiglie a mandare i propri figli a lezione, dando loro anche una speranza in un futuro migliore. Un effetto altrettanto importante dei pasti scolastici è che i piccoli studenti non più attanagliati dalla fame riescono a concentrarsi maggiormente nello studio.
Con i programmi “Cibo in cambio di lavoro”, il WFP fornisce razioni alimentari in cambio di lavoro utile allo sviluppo della comunità. Senza la preoccupazione di pensare a dove e a come procurarsi il prossimo pasto, gli agricoltori possono dedicare più tempo ed energia alla costruzione di sistemi di irrigazione capaci di aumentare la produzione agricola.
Anche i progetti di “Cibo in cambio di formazione” permettono ai poveri di dedicare tempo all’apprendimento di mestieri quali l’apicoltura e il cucito o di imparare a leggere e scrivere, capacità che li aiuteranno a rendersi economicamente indipendenti.
Il WFP ha sviluppato specifiche competenze in diversi settori quali l’Analisi della Sicurezza Alimentare, la Nutrizione, l’Approvviggionamento Alimentare e la Logistica per rispondere al meglio ai bisogni di chi è affamato.
Il Programma Alimentare Mondiale è la più grande agenzia delle Nazioni Unite che combatte la fame nel mondo. Nel 2010, il WFP prevede di sfamare oltre 90 milioni di persone in 73 paesi. Si tratta di uno sforzo enorme sostenuto, finanziariamente, dai contributi volontari dei governi ma anche dall’impegno concreto delle aziende e dei singoli cittadini.
Bastano 20 centesimi di euro per riempire una delle tazze rosse con le quali il WFP fornisce il cibo a studenti che vanno a scuola a stomaco vuoto, aiutandoli nella crescita non solo fisica ma anche mentale, trasformando così le loro vite. Bastano 40 euro per fornire un pasto a un bambino per un intero anno scolastico.
CLICCA per saperne di piùBreaking the Silence – “Where did you grow up?”martedì 27 luglio 2010 15.27
Breaking the Silence
Testimonianza tradotta da Menny.
Ci sedemmo e ci riposammo in una delle case degli Arabi – seduti su un divano – e di fronte a noi c’era una vecchia signora. Veramente anziana, probabilmente tra gli 80 e 90 anni, più o meno.
Ci dava l’impressione… Che dicesse, immagino:”Siete venuti nella mia casa, l’avete distrutta, adesso siete seduti sul mio divano. Cosa vi aspettate – che vi porti qualcosa da bere?” E i due ragazzi che erano seduti vicino a me – i ragazzi della squadra di ingegneria – stavano giocando ad un gioco di…Non ricordo come l’avevano chiamato, sulla vecchia signora.
Quindi dissi:”Dai ragazzi, crescete un po’… Arrotolare palline di carta dai giornali che erano là, e lanciarli su di lei – abbiate un po’ di rispetto.”
E loro dissero:”Rispetto per chi? Per la mamma di un Shahid (kamikaze)?”
“Non importa, madre di un Shahid o no, c’è un’anziana signora davanti a voi – un’anziana persona davanti a voi. Non importa quale sia la sua storia.” E ricordo che loro mi guardarono con quell’espressione meravigliata, come per dire:”Da dove vieni? Da dove sei atterrato? Sei con noi? Dove sei nato? Dove…”
I loro sguardi mi dicevano solo:”Non è che noi…Dove sei cresciuto?” con uno sguardo inorridito di:”Cosa?! Cosa significa – lanciare pezzi di carta su una persona… Noi stavamo lanciando carta su un Arabo. C’è una grossa differenza.”
Non posso dirti che vidi anche persone che molestarono altri tra le altre cose, perchè la piccola differenza che io potessi fare in questo checkpoint, che arresta, che pattuglia…
Ho provato a prevenire questo tipo di fatti dall’accadere, ma ritornai a casa per il weekend – dopo quella volta in Nablus. Quel weekend andai nella “Via delle preghiere”, e mi ricordo che ritornai a casa e mi sentii così sporco, così influenzato. Non sono sicuro di ricordarmi correttamente, credo che andai a casa sommerso dalle lacrime, o perlomeno piansi per quei tree giorni in Nablus – andavamo da una casa all’altra, distruggevamo casa dopo casa.
Neuroni specchio.domenica 25 luglio 2010 19.06
Sapete, non capisco perchè sono curiosa di tutto ciò. Non so perchè sento il bisogno di guardare immagini crudeli, di piangere davanti ad esse. Sinceramente, non lo capisco ancora.
Mia madre dice che non dovrei. Ma perchè no? Infondo, non è meglio allargare le proprie conoscenze, anche se con elementi non proprio positivi?
Mi sentirei un’egoista se non mi mettessi a cercare queste foto, se non guardassi quei video che mi fanno stare male per moltissimo tempo, ma starei peggio se non lo facessi.
Sono una ragazzina, certamente sono sensibile a volte… Altre non devo esserlo.
Perchè voglio sentirmi più vicina a chi soffre, e non solo immaginare le cose. Voglio sentire il suo dolore, voglio piangere con lui.
So che potrei sembrare esagerata. Ma anche voi, in un eventuale dolore che non vi auguro, non vorreste sentire qualcuno che soffre con voi?
Questo è altro che neuroni specchio, quelli che ci fanno piangere quando guardiamo un film commovente, quelli che ci fanno sentire lo schiaffo che ha preso qualcun’altro.
Questo viene dal cuore, non dal cervello. E c’è chi ha questo più di altri, ma un po’ tutti ce l’hanno.
E allora vi posto un’immagine che ho nella cartella più triste del mio pc.
Questa è per i più sensibili… Almeno guardate il resto della scena.
http://i35.tinypic.com/1zdvqrr.jpg
Questo è il link senza il cerchio rosso:
http://i37.tinypic.com/zyfxxk.jpg
E se proprio non siete sensibili, vi prego di guardarla.Fallujah, dopo le bombe le mutazioni genetiche. Peggio di Hiroshima.sabato 24 luglio 2010 19.07Accertare una singola causa è difficile, secondo gli esperti, che sottolineano tuttavia come nel corso dell’offensiva del 2004 la popolazione è stata sicuramente esposta a fonti di mutazioni genetiche: una possibilità è quello delle munizioni al fosforo bianco, ma è anche possibile che siano stati utilizzati proiettili contenenti dell’uranio.
Londra, 24-07-2010
Il tasso di mortalità infantile, tumori e leucemie nella città irachena di Fallujah, teatro nel 2004 di un’offensiva statunitense durata mesi, è superiore a quello registrato fra i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki: è quanto riporta il quotidiano britannico The Independent.
Il dato risulta da uno studio effettuato dalla University of Ulster, in base al quale la mortalità infantile nella città è quattro volte più alta di quella nella vicina Giordania e otto volte maggiore rispetto al Kuwait, mentre il numero di tumori si è quadruplicato, specie fra i minori di 14 anni.
Accertare una singola causa è difficile, secondo gli esperti, che sottolineano tuttavia come nel corso dell’offensiva del 2004 la popolazione è stata sicuramente esposta a fonti di mutazioni genetiche: una possibilità è quello delle munizioni al fosforo bianco, ma è anche possibile che siano stati utilizzati proiettili contenenti dell’uranio.
Un segnale particolare di danni genetici è il mutato rapporto di natalità fra maschi e femmine: dal 2005 sono nati circa 850 bambini ogni mille bambine, un effetto analogo a quello registratosi a Hiroshima.
Bambini di Fallujah (dal sito di The Indipendent)
rainews24.it
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Bambini di Fallujah (dal sito di The Indipendent)
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Londra, 24-07-2010
Il tasso di mortalità infantile, tumori e leucemie nella città irachena di Fallujah, teatro nel 2004 di un’offensiva statunitense durata mesi, è superiore a quello registrato fra i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki: è quanto riporta il quotidiano britannico The Independent.
Il dato risulta da uno studio effettuato dalla University of Ulster, in base al quale la mortalità infantile nella città è quattro volte più alta di quella nella vicina Giordania e otto volte maggiore rispetto al Kuwait, mentre il numero di tumori si è quadruplicato, specie fra i minori di 14 anni.
Accertare una singola causa è difficile, secondo gli esperti, che sottolineano tuttavia come nel corso dell’offensiva del 2004 la popolazione è stata sicuramente esposta a fonti di mutazioni genetiche: una possibilità è quello delle munizioni al fosforo bianco, ma è anche possibile che siano stati utilizzati proiettili contenenti dell’uranio.
Un segnale particolare di danni genetici è il mutato rapporto di natalità fra maschi e femmine: dal 2005 sono nati circa 850 bambini ogni mille bambine, un effetto analogo a quello registratosi a Hiroshima.
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Bambini di Fallujah (dal sito di The Indipendent)
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Londra, 24-07-2010
Il tasso di mortalità infantile, tumori e leucemie nella città irachena di Fallujah, teatro nel 2004 di un’offensiva statunitense durata mesi, è superiore a quello registrato fra i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki: è quanto riporta il quotidiano britannico The Independent.
Il dato risulta da uno studio effettuato dalla University of Ulster, in base al quale la mortalità infantile nella città è quattro volte più alta di quella nella vicina Giordania e otto volte maggiore rispetto al Kuwait, mentre il numero di tumori si è quadruplicato, specie fra i minori di 14 anni.
Accertare una singola causa è difficile, secondo gli esperti, che sottolineano tuttavia come nel corso dell’offensiva del 2004 la popolazione è stata sicuramente esposta a fonti di mutazioni genetiche: una possibilità è quello delle munizioni al fosforo bianco, ma è anche possibile che siano stati utilizzati proiettili contenenti dell’uranio.
Un segnale particolare di danni genetici è il mutato rapporto di natalità fra maschi e femmine: dal 2005 sono nati circa 850 bambini ogni mille bambine, un effetto analogo a quello registratosi a Hiroshima.
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Bambini di Fallujah (dal sito di The Indipendent)
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Londra, 24-07-2010
Il tasso di mortalità infantile, tumori e leucemie nella città irachena di Fallujah, teatro nel 2004 di un’offensiva statunitense durata mesi, è superiore a quello registrato fra i sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki: è quanto riporta il quotidiano britannico The Independent.
Il dato risulta da uno studio effettuato dalla University of Ulster, in base al quale la mortalità infantile nella città è quattro volte più alta di quella nella vicina Giordania e otto volte maggiore rispetto al Kuwait, mentre il numero di tumori si è quadruplicato, specie fra i minori di 14 anni.
Accertare una singola causa è difficile, secondo gli esperti, che sottolineano tuttavia come nel corso dell’offensiva del 2004 la popolazione è stata sicuramente esposta a fonti di mutazioni genetiche: una possibilità è quello delle munizioni al fosforo bianco, ma è anche possibile che siano stati utilizzati proiettili contenenti dell’uranio.
Un segnale particolare di danni genetici è il mutato rapporto di natalità fra maschi e femmine: dal 2005 sono nati circa 850 bambini ogni mille bambine, un effetto analogo a quello registratosi a Hiroshima.
Mènulis: e tutti quei morti,quel sangue,quella gente che piange.giovedì 29 luglio 2010 23.46
E tutti quei morti,quel sangue,quella gente che piange.
Fatemi correre vi prego. Voglio correre ed arrivare dal loro capo. Urlargli di smetterla, premere le mie mani contro il suo petto e piangere. Perchè fai questo,se sei un uomo di mondo? Sai parlare cinque lingue e ammazzi tuo fratello per un fazzoletto di terra, per un pozzo di petrolio,per una stupida vendetta. Smettila,uomo di mondo. Come puoi anche solo pensare di fermare il battito di un cuore,di non far più luccicare un paio di occhi,di impedire ad una bocca di sorridere di nuovo? Come puoi? Ti prego,fermati. Lascia che vadano a casa,che abbraccino le loro mogli,che accompagnino i loro figli a scuola. Ti prego lasciali andare. Non sono una gallina che ripete meccanicamente di volere la pace nel mondo solo per sembrare più buona. La voglio davvero,voglio che la smettano. Non è impossibile. Ma devi smettere anche tu,uomo potente. Smettila e assapora il mondo. Non ti servirà a nulla quel pezzo di terra se non hai uomini per coltivarla. Non ti servirà a nulla quel petrolio se non avrai chi lo consumerà. Non servirà a nulla quella vendetta se non a scatenare una faida senza fine. Fermati.
Note di Mènulis.Israele: foto scandalose su Facebookmercoledì 18 agosto 2010 19.40
Ha reagito con una mezza richiesta di scuse, accompagnata da espressioni di vittimismo e autocommiserazione, la giovane ex soldatessa israeliana finita ieri nell’occhio del ciclone per aver pubblicato su Facebook foto – apparse ai piu’ di scherno – che la ritraevano in posa dinanzi a ignari prigionieri palestinesi ammanettati e bendati.
Criticata da attivisti per i diritti umani, ma anche da un portavoce dello stato maggiore e da quasi tutti i giornali israeliani, la ragazza – Eden Abargil, congedata qualche mese fa – si e’ fatta viva per giurare sulla sua ”buona fede” e raccontare di aver ricevuto anche ”minacce di morte” nelle ultime ore.
”Mi scuso se ho offeso qualcuno, ma posso assicurare di aver agito in tutta innocenza”, ha dichiarato, aggiungendo di non aver mai maltrattato i detenuti. Detto questo, ha scaricato in sostanza la responsabilita’ dello scandalo sui media e su chi l’ha criticata: ”Si trova sempre qualcuno pronto a ridire contro Eretz Israel, non siamo un popolo con molti amici e ci attaccano per la minima cosa”, ha chiosato, buttandola sul pattriottismo.
Eden non ha mancato di polemizzare neppure con lo stato maggiore, dicendo di essersi sentita sola, rivendicando d’aver ”servito Israele” durante la leva e manifestando adesso il rimpianto di averlo fatto. Le foto – caricate su Facebook in un folder intitolato ‘Il servizio militare: il periodo piu’ bello della mia vita’ – sono finite solo in parte sui media.
Un portavoce militare le ha definite il prodotto di un comportamento ”vergognoso”, ma isolato, mentre il direttore del Centro israeliano contro la tortura ne ha parlato come del frutto d’una mentalita’ corrente di disprezzo dei detenuti, e dei palestinesi in genere, fra i ranghi delle Forze Armate.
Un rappresentante dell’Autorita’ nazionale palestinese (Anp), Ghassan Khattib, ha dal canto suo espresso indignazione, descrivendo l’episodio come un esempio fra i tanti ”dell’ orgoglio con cui gli occupanti sono soliti umiliare i palestinesi”. E ha ipotizzato ora un’azione legale contro la ex militare.
ansa.it
“Maybe this world is another planet’s hell.”
Aldous Huxley
http://fc01.deviantart.net/fs21/f/2007/255/c/8/The_world_can_be____by_Kaywa.jpg
Forse questo mondo è l’inferno di qualche altro pianeta. #Lettera di un padre disperato al figlio drogato attualmente in carcere per spaccio.martedì 31 agosto 2010 20.28
http://www.no-droga.it/files/2-droga_11114.jpg
Un dolore enorme, una caccia al tesoro durata anni per poi arrivare alla x e non trovare nessuna ricchezza. Solo tristezza, paura, rabbia, consapevolezza, o forse no, del fatto che la vita di una persona cara, di una parte di te, è in serio pericolo. Le soluzioni in quel momento non esistono. Com’è possibile? Era tanto semplice parlare di altre persone nella tua stessa situazione qualche anno fa! Ora che succede?
Io farei, io lo porterei, io gli direi, pensavi quando ancora non sapevi che non avresti mai fatto nulla di tutto ciò. Poi, te ne accorgi, uno scherzo del destino ti dici, forse ne avresti voluto uno un po’ più simpatico e divertente. Questo divertente non lo è proprio. Tuo figlio è drogato e tu non sei più forte come una volta, i muscoli con cui hai tanto faticato, la voce per niente acuta che hai usato, non sono serviti a nulla. Il tuo lavoro è stato solo una perdita di tempo, le tue parole ladre d’aria.
Questa è una lettera di un padre disperato e, forse, con qualche senso di colpa. Leggendo la lettera capirete meglio la storia. So che è lunga, ma non ho trovato nulla di superfluo da poter tagliare. Leggetela.
La vita ci propone quotidianamente una miriade di difficoltà… difficoltà che pongono i presupposti per una continua e perenne lotta all’interno della quale bisogna mettere in atto tutto il proprio coraggio. Tante volte, addormentandomi la sera, mi sento afflitto, affranto e scoraggiato. Ho chiesto spesso a Dio se vivere fosse la cosa giusta o meno e poi…dopo essermi trastullato il cervello per una serie infinite di notte sono giunto alla conclusione e cioè che…ci vuole coraggio a vivere piuttosto che morire…ci vuole coraggio a rompere il nostro silenzio piuttosto che fuggire da questa cruda realtà ma ci vuole anche più coraggio a rimanere nel giusto piuttosto che sbagliare.
Ripercorro con la mente il film della nostra vita ed il nastro mi porta indietro di 32 anni. Ho cercato fin dal primo giorno in cui sei venuto al mondo di insegnarti sani principi, di guidarti per la diritta via, di aiutarti a non sbagliare ma con il tuo ostinarti a voler seguire strade che non appartengono alla nostra famiglia hai infranto tutti i miei sogni. Quando per la prima volta hai aperto gli occhi alla vita, quando per la prima volta hai pianto mi è sembrato di vivere un sogno…una comune realtà ma con una magia infinita, eri mio figlio…eri qualcosa di straordinario…un dono che la vita mi aveva fatto e che per tanto dovevo custodire gelosamente. Eri il mio orgoglio, la mia speranza, il figlio sul quale fantasticavo già da quando eri in pancia di mamma. Speravo di investire i maledetti soldi che ho praticamente buttato, magari, in qualche attività tutta per te o magari pensaci…avresti potuto comprare una casetta al mare, in montagna…non so…avrei comprato anche delle sciocchezze ma la fine di quel denaro è vergognoso. Hai vanificato tutti i miei sacrifici ma quel che è peggio è che per anni hai cercato di comprare la mia fiducia a costo di tremende bugie. Mi hai sfiancato, mi hai ucciso come padre, stavi facendomi crollare un baratro tremendo, un labirinto senza uscite quindi se qualche volta ti fosse solo venuto il dubbio che ad averti condotto in quel tremendo posto fossi stato io annienta subito l’idea…sei andato da solo con le tue gambe a seguito della disperazione inflittami. Molti hanno criticato la mia scelta ed hanno puntato il dito contro ma “molti” non sono tuo padre, non sanno quanto è difficile pronunciare la parola comunità. Sai quante volte avrei voluto dire mio figlio è in Spagna, in Francia alle Maldive a fare una bella vacanza???…Avrei preferito addirittura dire “mio figlio è in ospedale” e invece??? Sai quanto può far male ad un padre dover dire “mio figlio è in comunità”? Non lo sai perché assumendo tutte quelle schifezze ti sei precluso fino ad ora l’immensa gioia di essere chiamato papà. Ho trascorso intere giornate a farmi esami di coscienza e oggi, forse, con grande sofferenza devo ammettere i mie sbagli, le mie colpe. In molti penseranno che il mio sbaglio consista nell’averti portato di mia spontanea volontà in quel posto che tutti vedono come un castigo. Il mio sbaglio, invece, è stato un altro e cioè quello di farti credere che, essendo mio figlio, saresti potuto divenire la mia copia conforme, senza considerare il fatto che ogni persona è unica nel suo genere. Ti ho, probabilmente, caricato di responsabilità…eri bambino ed eri già grande poi sei diventato grande e hai cominciato a sbagliare come un bambino. Michele questa non è una lettera…non devi leggere su un foglio di carta…cerca di leggere in te stesso; non sottovalutarla e non essere superficiale.
Oggi penso che se tu avessi avuto un cancro ti avrei portato nella migliore clinica e ti avrei affidato alle cure dei migliori specialisti. Il tuo cancro non l’ha mandato Dio…hai scelto tu d’averlo ed io da buon padre ho l’onere di provvedere alla tua terapia. Non guardare al carcere come un castigo, una punizione ma vedilo come un posto all’interno del quale sei entrato da malato e ne uscirai guarito. Non fuggire in cerca di libertà quando la più grande prigione è dentro di te. Non essere triste…ricorda che la vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo. Alla mia età sogno ancora un futuro…il mio futuro siete voi…tu e le tue sorelle. Ho voglia di essere chiamato nonno anche dai tuoi bambini e se ho compiuto questo gesto è solo perché credo e ho sempre creduto in te e poi perché sono convinto che tu possa solo in questo modo cancellare il tuo passato. Un giorno dovrai essere tu direttamente a dire ai tuoi figli: “se ti droghi ti capisco perché il mondo fa schifo…se non lo fai ti ammiro perché sei in grado di combatterlo”.
Ormai ho una certa età…potrei chiudere gli occhi da un giorno all’altro e non riaprirli più…sai perché ancora resisto? Perché ho da mandare avanti il nostro lavoro. Tu, forse, non mi crederai ma io sto aspettando te. Aspetto te per ricominciare, per ricostruire la nostra famiglia, per insegnarti i trucchi del nostro lavoro…aspetto te che bussi alla porta di casa mia. Ogni sera, a letto, tiro un sospiro di sollievo, so che sei chiuso in quattro squallide e fredde mura, ma sei al sicuro…so che non verrà a bussarmi la polizia per darmi chissà quale tragica notizia. Preferisco saperti lì piuttosto che chiedermi e non sapere in quale angolo della strada avresti potuto trovare la morte. Come avrei fatto senza te? Non c’è neanche un aggettivo da propinare a un genitore che rimane senza figli…se perdi mamma o papà ti chiameranno orfano…se perdi una moglie o un marito ti chiameranno vedovo, ma se perdi un figlio?Cosa sei? Lo conosci tu l’aggettivo? Anche il vocabolario si rifiuta di contenerne uno perché quando ciò accade sei nullo…sei distrutto. Quando sono stato costretto a denunciarti l’ho fatto solo perché ho capito che è meglio una disperata fine che una disperazione senza fine. Se non sono venuto ancora a colloquio è perché so, che per fortuna di Dio, sei ancora vivo…puoi riprendere in mano la tua vita…quella vita che stavi buttando via…quella vita che stavi consumando troppo velocemente quasi fosse una sigaretta che brucia troppo in fretta. Ho scoperto di avere una forza incredibile, ma ho scoperto anche che non è tutta farina del mio sacco…sai questa forza chi me la regala? Sai chi la dà a me, a te e alle tue sorelle?…la tua mamma. A volte penso che lei è più fortunata di me…non vede e non soffre, non vive questo calvario. Io sono qui a vivere l’inferno…a me è toccato un arduo compito…ho dovuto condannare mio figlio…ho deciso di affidarti alla giustizia terrena in modo tale che quando sarai a cospetto del giudice al quale è invece affidata la giustizia divina, tu non debba più rendere conto dei tuoi peccati o meglio spero sia così clemente da poterti riservare un angolo in paradiso accanto a lui…Michele, ancora una volta dipenderà da te perché per fare in modo che questo accada dovrai pentirti veramente.
Se la tua mamma fosse stata ancora viva non so se avrebbe accondisceso la mia scelta, ma credo che Dio tracci il nostro percorso di vita e delinei tutto nel giusto. Il disegno è chiaro…ha sacrificato lei per salvare te. Se lei non fosse andata via quel maledetto giorno tu, a quest’ora, saresti lì, perché credo che, da mamma, me lo avrebbe impedito. Ora che sei in carcere, confermo il mio pensiero…è fortunata lei…ti vede, ti guarda e ti segue ovunque tu sia…tu non lo sai ma so che ogni sera, quando tu dormi…si siede accanto a te e senza disturbare nessuno, ti accarezza e ti sussurra all’orecchio quanto bene ti vuole. Quando sei triste pensa a lei, lei sicuramente sorride per ogni tua vittoria, per ogni tuo gesto positivo, per ogni passo verso la salvezza. Se avessi praticato qualche sport io e la tua mamma saremmo, sicuramente, venuti ad assistere ad ogni tua gara. Senza saperlo hai cominciato la tua gara, la tua lotta contro la droga e noi siamo lì…tifiamo per te e sappiamo che vincerai. Crediamo tu sia forte e lo sarai più di tutti quei falliti che ti hanno trascinato in questo baratro. Oggi sono orgoglioso di te perché so che non mi deluderai più…in te ho riposto tutte le mie speranze, ma ti prego non tradire la mia fiducia. Devi capire il limite tra il bene e il male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Nelle lettere speditemi hai sempre concluso con un “ti voglio bene”…solo parole…non mi servono…sono inutili…non devi voler bene me, ma te stesso, perché è solo in questo modo che dimostrerai l’amore nei miei confronti. Devi rispettare la vita. Se non vuoi rispettare la mia, la tua…rispetta almeno quella di tua madre…lei non avrebbe voluto morire…voleva vivere…non ha fatto nulla per uccidersi eppure è accaduto. Pensi sia giusto che tu abbia scelto di morire? Se non trovi una ragione per vivere, trovane almeno una per non morire, perché uccidersi è il coraggio di un attimo…vivere è il coraggio di sempre e io confido in questo tuo coraggio. Sto male! Nessun padre avrebbe voluto vestire i miei panni…non sono un egoista, sono semplicemente un padre disperato di un padre che ama i suoi figli. Non credere a chi facilmente dice “Ti amo”, ma a chi ti guarda e tace. Io amo e vivo in silenzio, ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore.
Scusa se non ho speso una riga per te…perdona i mi silenzi, ma capiscimi. Nel mio tacere è custodito tutto il nostro passato, i nostri ricordi, le tante amarezze e i momenti tristi…In questa lettera è racchiuso il nostro futuro e la mia speranza. Sii sempre come il mare che, infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di ricominciare. Non arrenderti mai, perché quando pensi che tutto sia finito è il momento in cui tutto ha inizio. Invece di sentirti in colpa e cercare scuse per le azioni negative compiute in passato, comincia ad agire positivamente e ricorda di non accontentarti mai dell’orizzonte…cerca l’infinito…
P.S. Farò tutto quello che è in mio potere per salvarti…
La Pace.venerdì 3 settembre 2010 16.17
La pace è un valore assoluto che aiuterà l’individuo a sviluppare la sua umanità con una libertà che non può essere limitata da restrinzioni religiose, nazionali o addirittura regionali.
Y. ArafatPeace One Dayvenerdì 10 settembre 2010 0.18
Immaginate un giorno in cui lo scontro si ferma,
in cui la Pace, non la violenza, si diffonde nel mondo,
in cui le ferite vengono curate,
in cui il mondo impara ad essere unito
invece di uccidere.
C’E'!
Il giorno della Pace
21 settembre
Cosa farai per diffondere la Pace il 21 settembre?
Su 365 giorni, uno soltanto è poco per sperare in un miglioramento. Ma si inizia sempre da poco.
Campi di concentramento nella Corea del Nordmartedì 21 settembre 2010 22.33
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/uk/archive/a/a3/20090402180233!Prisoners_of_Yodok_concentration_camp.jpg
“Mai più!” si dice spesso riguardo le atrocità dell’Olocausto durante la seconda guerra mondiale e, ancora oggi, gli orrori di quei tempi esistono.
Nella Corea del Nord, si crede che un numero compreso tra 150.000 e 200.000 di persone sia imprigionato dal governo in campi di concentramento – chiamati gulags – per aver criticato il governo o praticato il Cristianesimo. Non solo questi “trasgressori” sono spediti nei campi, ma anche le due generazioni successive della loro famiglia, in modo tale da “estirpare il sangue cattivo e il seme del dissenso”.
Le condizioni di questi campi di lavoro sono terribili: razioni di cibo insufficienti (molti sopravvivono grazie ai ratti), i bambini nati nelle strutture di detenzione vengono uccisi dalle guardie e esperimenti chimici pericolosi sono condotti sui detenuti. Molti carcerati muoiono a 50 anni (se non prima) a causa del lavoro straziante e le condizioni di vita.
La Cina non è l’unico stato confinante con la Corea del Nord, noi tutti, pur se di nazionalità differente e per niente simile, dobbiamo aiutare. Mettiti in azione ora e convinci il governo cinese a far pressione su quello Coreano per chiudere questi campi!
Firma la petizione qui!
La storia è, come stiamo notando ai nostri giorni, fatta di ripetizioni e ripetizioni. Purtroppo, a ripetersi non sono certo le azioni più belle e utili, bensì quelle più crudeli e a scapito dei più deboli (ovviamente!).
Avari e sempre più avari, egoisti e sempre più egoisti; ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. Tutto, però, ripreso dal passato. Insomma, non sanno più che inventarsi, gli umani non hanno più molta fantasia… E’ stata provata qualsiasi cosa e ora non c’è più nulla. La cosa brutta è che ci sono stati geni e ce ne sono tutt’ora, ma quali invenzioni e scoperte sono state utilizzate in modo “altruista”. L’aereo? Moltissimi sono di guerra (parliamo pure dei mezzi di trasporto in generale). La chimica? Ovviamente, per la creazione della bomba atomica (che altro, se no?!). E, ciò che preferisco: i soldi! I soldi, l’invenzione più utile e inutile allo stesso tempo della storia umanitaria! Certo, non si potrebbe vivere senza quelli, è piuttosto logico. In senso, certo, che senza soldi noi non potremmo mangiare, pagare bollette per vivere, comprare o affittare una casa, fare figli perchè il mantenimento costerebbe troppo. Beh, un bell’impiccio! Ciò che non riesco a capire è come migliaia (direi pure milioni) di persone in giro per il mondo nascondono i soldi per un’eventualità, sprecandone solo una piccola parte (attenzione: non sprecando, usando con moderazione ecco). Certo, ogni eventualità… Che so, come nel film 2012, potrebbe accadere che in un futuro molto emminente servirà un miliardo o più per pagare una specie di navicella per viaggiare sulla Luna o rimanere ancorati sulla Terra senza essere in pericolo di morte! Ma in un futuro emminente, eh!
Carpe diem, si dice: cogli l’attimo. Io ogni giorno (nonostante la mia età) penso: e se morissi domani? Cosa me ne faccio io di questi cinque euro quando sarò morta? Se li uso adesso saranno serviti a qualcosa, no?
Mi chiedo perchè gli altri non la pensino in questo modo. Non è che non abbia una risposta, ma non riesco proprio a capire perchè sia proprio quella.
Per ogni domanda ci possono essere migliaia di risposte, a meno che non sia un quesito matematico (e questo di matematico non ha nulla). Vi prego, mi aiutate a trovarne un’altra?
I numeri in fondo non contano.martedì 28 settembre 2010 14.17
Post tratto da “Il Blog di Alessandro”
Vorrei pubblicare qui qualche numero, solo qualche cifra che permetta forse di avere una visione più di insieme del mondo che ci circonda; forse perché i numeri rappresentano l’immagine concettuale di valore oggettivo e non rischiano di essere mal interpretati; quelli sono, quelli rimangono.
Tutto quello che scrivo proviene dalle statistiche e dai dati dei database delle Nazioni Unite, dalla CIA (Intelligence Americana) e altre fonti. Sono tutti numeri e valori aggiornati al momento in cui scrivo.
Forse ci siamo dimenticati che nel Mondo ad oggi sono stati spesi più di 966 miliardi di dollari in spese militari da parte dei Governi del Pianeta, abbiamo circa 8 milioni di ettari di foreste distrutte da gennaio ad oggi; ci sono più di 10 milioni di acri di terreno divenuto deserto a causa di mal gestione solo quest’anno. E anche se quest’anno abbiamo prodotto più di 3 miliardi e mezzo di tonnellate di cibo, in questo momento ci sono più di 1 miliardo di persone malnutrite nel Mondo (un sesto della popolazione mondiale) e da sta mattina sono già morte 25 mila persone di fame. Pur avendo consumato più di 2 milioni di miliardi di litri d’acqua quest’anno, ci sono 1 miliardo e mezzo di persone che non hanno accesso all’acqua potabile sicura. E’ singolare poi sapere che più di 2 milioni di persone da gennaio sono morte per il fumo e dalla stessa data sono state prodotte quasi 4 mila miliardi di sigarette.
Ma i numeri in fondo non contano, conta saperli interpretare in maniera corretta, anche se sono valori oggettivi. Ci dobbiamo preoccupare quindi?
“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.”
Albert Einstein
Tu uccidi. Tu muori.sabato 13 novembre 2010 18.39
http://www.caffenews.it/wp-content/uploads/2010/08/penadimorte.jpg
E’ ormai un mese che non aggiorno, e mi spiace moltissimo. Non tanto per i miei lettori (che sono più a intermittenza), piuttosto per me che non mi piace lasciare le cose in sospeso come sto facendo ora.
Purtroppo, il mio PC è fuori uso e, in realtà, non mi ero neanche accorta di quanto tempo fosse passato!
Comunque, che dire… Il TG lo guardiamo tutti, no? Oltre alla continuazione del GF, della storia di “amore” Clooney-Canalis o delle serissime investigazioni sull’uccisione di Sarah Scazzi, abbiamo per caso sentito nominare Pannella.
Marco Pannella, ottantenne da maggio, è un politico e giornalista italiano, che ha preso parte alla maggior parte delle ingiustizie mondiali con la nonviolenza. Il suo ultimo sciopero della fame e della sete, come sapete, ha deciso di cominciarlo nel momento in cui ha saputo che Tarek Aziz è stato condannato a morte.
Pannella ha detto a riguardo:
«Come con Saddam vogliono strozzarlo per impedirgli di parlare. Chiedo a Silvio Berlusconi, che quasi ossessivamente afferma di avere per amici, e non solo complici, i potenti della Terra e in particolare Bush, Blair, Putin e Gheddafi, di dimostrarcelo in questa occasione, ne ha il dovere essendo stato fra i principali responsabili della guerra in Iraq scoppiata per impedire l’esilio di Saddam e la pace, in quel caso ingannando il Parlamento e il popolo italiano».
Sappiamo solo un nome, ma cerchiamo di vederci più chiaro e di approfondire maggiormente sulla questione.
Tarek Aziz è nato verso la fine degli anni 30 in una delle più grandi città irachene a maggioranza cristiana, per via delle sue origini greche. Ovviamente, intraprese la carriera politica con l’incarico di ministro degli esteri e quello di vice-primo ministro. Per ragioni di sicurezza, raramente Saddam Hossein lasciava il paese; al suo posto, per relazioni diplomatiche, si presentava appunto Aziz. Questo copriva anche l’incarico di consigliere, e, per questo motivo, è stato accusato e condannato a morte il 26 Ottobre ’10. Insomma, Tarek Aziz è stato processato per una campagna avviata negli anni Ottanta contro i partiti politici sciiti filo-iraniani, che ha visto in quegli anni eseguire una serie di arresti e di condanne a morte nei confronti dei principali esponenti politici sciiti del Paese.
Credevo che la Legge del Taglione non fosse più qualcosa di praticabile; invece, potremmo sentire parlare tutti i giorni di giustizia macabra, incivile e puramente vendicativa se solo avessimo la voglia di cercare tutti i casi nel mondo.
Punire la morte con la morte è l’errore più grande che un uomo sano possa mai commettere. Tengo a precisare che con ciò non voglio assolutamente difendere alcun atto contro una popolazione intera o un individuo, certo.
Umanamente parlando mi vengono in mente due cose.
Mi chiedo innanzitutto: se un bambino fa un errore, lo si punisce con il suo stesso errore? Ad esempio, un bambino ruba un braccialetto da una bancarella: punizione? Di certo non il rubare un suo giochino! O sbaglio? La punizione è tutt’altro rispetto a ciò che il bambino ha fatto, in modo da fargli ben capire il suo errore in modo educativo, ma comunque giusto.
Ecco, la pena di morte è un po’ così. Cosa impara un condannato a morte? Nulla! Cosa impara un condannato all’ergastolo? Tutto e di più, con tutto il tempo che ha per pensare.
Seconda domanda: come è possibile condannare una persona per aver condannato altre persone alla morte? Sarebbe tutto un grandissimo giro, una sorta di catena alimentare. Una persona è stata uccisa, due tre; vengono uccise le persone che hanno ucciso le prime; e il boia? Non ha forse ucciso anche lui?
Vi lascio così, spero di riuscire a scrivere altro al più presto.
Un abbraccio,
Menny
Il mondo idealevenerdì 26 novembre 2010 21.56
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Uno dei classici sondaggi su Yahoo Answer:
Com’è il tuo mondo ideale?
Le risposte sono poche, solo una è piuttosto esaudiente. Ma, sì, ognuno ha le proprie idee e queste parole sono solo una piccola parte del pensiero mondiale. In quale risposta vi rispecchiate di più?
Senza bandiere, tutti fratelli, tutti uguali … Gli animali vengono rispettati, considerati al pari deli esseri umani … L’ambiente è sano, le foreste sono sempre di più… Le religioni non esistono … La musica è nell’aria … L’arte è ovunque … L’amore dipinge i muri e nessuno si sente abbandonato … L’alcool e le droghe non esistono, ci si sballa di felicità e sorrisi … La tristezza non esiste, è solo un lontano ricordo del mondo che fu …
Senza ipocrisia, collaborativo, solidale e rispettoso delle sofferenze altrui. Per ora sembra troppo, ma la miseria aiuterà con il suo gelo a ridimensionare gli idioti cui si danno soldi e potere.
Questo é il mio mondo ideale!
L’opposto di quello odierno.
HIVmercoledì 1 dicembre 2010 20.42
Più di 1.000 bambini nascono ogni giorno con l’HIV. Ma la verità è che questo può essere prevenuto. Abbiamo le medicine e i trattamenti per fermare il passaggio dell’HIV da madre a bambino. Possiamo raggiungere il traguardo di nessun bambino nato con l’HIV entro il 2015, ma non succederà senza il tuo aiuto. Vai su one.org!
Adesso basta. Facciamo PACE.mercoledì 1 dicembre 2010 23.29di Cinzia Aicha Rodolfi.
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Foto©Menny
Fare davvero Pace, come si dice ai bambini, significa abbandonare qualsiasi risentimento, guardarsi negli occhi, sorridersi e stringersi la mano. Oppure addirittura abbracciarsi, tornare ad essere amici promettersi di rispettarsi e non farsi più del male.
Come si può abbandonare risentimento nei confronti di chi, credendosi di poterlo fare legittimamente, ma sulla base di un vecchio sopruso, ti telefona, ti manda un avviso oppure suona il campanello e ti dice: “Esci dalla tua casa perché domani sarà l’ultimo tuo giorno in questa abitazione ed io sono gentile ti avverto prima di distruggere la tua vita e tutti i tuoi ricordi, tutto ciò che hai e la tua dignità, ma qui non puoi più stare perché da domani ci vengo io”?
Io direi di non avere più parole, ed invece non riesco a fare a meno di parlare, pensare e urlare la mia rabbia. Mi dicono essere di parte solo perché sono musulmana e questo non riesco ad accettarlo, perché contestualmente al fatto di avere la Fede in Allah ho, grazie a Dio, la facoltà di ragionare.
Mi chiedono di partecipare a cortei pacifici, certo, dove italiani come me sventolano bandiere palestinese ed israeliana. Come dire “sono neutrale” ed io rispondo che mi rifiuto perché non riconosco la bandiera di uno Stato che legittima, anzi, che finanzia massacri brutali indistinti e il volontario esplicito arrogante tremendo voler annientare un popolo.
Come si fa a chiedere di far pace a tutte quelle famiglie che sono state, ognuna indistintamente, mutilate dei propri cari, affamate, rese rabbiose, massacrate nell’anima, nel cuore e nella ragione, violentate psicologicamente perché si vuole far loro credere che la loro scelta autonoma del 2006 quando hanno votato per Hamas è la causa della loro stessa terribile sventura?
Come si può obbligare un popolo ad accettare tutta la violenza, arroganza e ingiustizia subita non solo dal suo vicino che li bombarda, ma dall’intera stampa mondiale che restò imparziale e discreta, e che solo dopo i 500 morti ha cominciato a dover dire che forse si stava esagerando?
Come si fa a non desiderare giustizia e che lo Stato che ha mancato di rispettare l’accordo protraendo un assurdo embargo illegale e massacrato il 50% dei bambini non paghi per le sue enormi colpe?
Come si fa a vantare buonismo e imparzialità senza rendersi conto della propria esplicita voluta omertà nei confronti dei carnefici?
Come possiamo chiedere a quei padri e madri semplicemente di far pace?
Creature di Dio, tutte indistintamente insieme ad animali e piante, ci dice il Nostro Signore, degne di rispetto, ma quale rispetto hanno avuto le creature nate nella striscia di Gaza? Quale rispetto avrebbero i superstiti da formali accordi bilaterali di pace senza il giusto riconoscimento perlomeno delle oggettive responsabilità ?
Quale giustizia possiamo continuare a sbandierare e sperare per un futuro se non abbiamo la forza di ragionare, uscire dagli schemi, dalle simpatie e non accusiamo fortemente?
Il criminale qualunque che uccide forse per disperazione deve essere condannato, invece uno Stato che massacra un’intera popolazione viene solo messo in discussione, peraltro una discussione politica! E ancora seduti in assurdi salotti si dibattono e si pesano le colpe delle due parti? Augurandomi una pace davvero improbabile, mi si stringe il cuore pensando all’ingiustizia diffusa e all’ottusa cecità della mia società perciò dico che difficile marciare camminando nell’ipocrisia di una discussione dove le basi crollano come castelli di sabbia, quella stessa lanciata dai bimbi palestinesi contro i carri armati.
CORROTTI!venerdì 10 dicembre 2010 19.51
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Libera e Avviso Pubblico lanciano una grande campagna di raccolta firme per chiedere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di intervenire, nelle forme e nei modi che riterrà più opportuni, affinché il governo e il Parlamento ratifichino quanto prima e diano concreta attuazione ai trattati, alle convenzioni internazionali e alle direttive comunitarie in materia di lotta alla corruzione nonché alle norme, introdotte con la legge Finanziaria del 2007, per la confisca e l’uso sociale dei beni sottratti ai corrotti. ADERISCI ANCHE TU!
?venerdì 24 dicembre 2010 12.36
LE DOMANDE SONO L’INIZIO DI TUTTO.
BUON NATALEEEEE! :D
Fucker Graphic #Mondo.martedì 28 dicembre 2010 22.22
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Sappi che il mondo non gira apposta per te. Sappi che anche se questa forza di gravità a volte ti è sembrata utile, non è per i tuoi affari che esiste. Sappi che la pioggia che bagna le tue piante che tu non curi mai e il sole che ti asciuga proprio dopo quella giornata di pioggia, non lo fa per potare le piante o per asciugare te. Sappi che quando il vento scuote i rami degli alberi e fa cadere quelle foglie colorate di rosso, non è certo per allietare i tuoi occhi. E sappi che il mare che viene e se ne va e bagna i tuoi piedi, segue solo il corso di ciò che deve fare per l’eternità.
Il mondo è egoista, anzi, il mondo se ne frega. Non sa cosa vuoi e non lo vuole sapere, svolge semplicemente il suo lavoro e non gli interessa se nel frattempo tu muori lì davanti.
Mentre cadono le foglie, mentre cade la pioggia, mentre splende il sole, mentre l’acqua ti bagna i piedi e poi continua a farlo anche quando non sei più piedi… Ti sposta solamente se serve, ti tocca semplicemente se gli dai fastidio nel punto in cui sei caduto.
E noi, da bravi bambini, abbiamo imparato proprio da lui, il mondo. Il mondo che vogliamomercoledì 29 dicembre 2010 18.20
EMERGENCY è una libera associazione di persone
impegnate nella cura delle vittime della guerra e della povertà e nella promozione di una cultura di pace.
Questo impegno nasce da una frequentazione quotidiana
della sofferenza e dalla condivisione di un’idea: che esiste un’unica e sola umanità.
Il lavoro di EMERGENCY – che in 16 anni ha curato oltre 4 milioni di persone – è una pratica di rapporti umani
giusti e solidali, ispirati ai principi di eguaglianza, di qualità delle cure, di gratuità per tutti i feriti e gli ammalati.
IL MONDO CHE VOGLIAMO
Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza,
dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini,
i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà,
sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse.
Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l’eguaglianza di base di tutti i membri della società,
il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona
umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.
Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio
di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.
In nome delle “alleanze internazionali”, la classe politica italiana
ha scelto la guerra e l’aggressione di altri Paesi.
In nome della “libertà”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo
un sistema di privilegi, basato sull’esclusione e sulla discriminazione,
un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.
In nome della “sicurezza”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia
per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo.
È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività?
Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire “democratico”?
Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune
privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli,
per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.
È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.
Il mondo che vogliamo
EMERGENCYLiberosabato 1 gennaio 2011 16.03Vorrei essere libero, libero come un uomo. Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura, sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale, incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo. Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia, che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo. Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza, con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero, non è neanche un gesto o un’invenzione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.
Da “Dialogo tra un impegnato e un non so”
Giorgio GaberEnergia nuclearedomenica 9 gennaio 2011 14.18
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E’ da un qualche tempo che in tv è cominciata a circolare la pubblicità riguardante l’energia nucleare. Bisogna farne una vera questione e rifletterci attentamente, anche se, lo sappiamo, la scelta non spetta neanche minimamente a noi (evviva la democrazia).
Intanto, facciamoci un’idea di cosa sia, di come si crea e perchè viene utilizzata.
L’energia nucleare è quell’energia che si crea a seguito a trasformazioni dei nuclei atomici. Ci sono due reazoni principali che possono svolgere quest’azione: la fissione (rottura di nuclei pesanti) e la fusione (unione di nuclei leggeri) nucleari; la prima implica l’uso di uranio, mentre la seconda di idrogeno. Soprattutto nel primo caso, si producono degli elementi ad alta radioattività, le famose “scorie radioattive”, che hanno effetto negativo sia sull’ambiete sia, ovviamente, su chiunque ne venga a contatto. L’energia nucleare è utilizzata soprattutto nei paesi in cui non sono presenti in grandi quantità altri combustibili, che costerebbero troppo se importati; è dunque un modo per risparmiare, nonostante il prezzo dell’uranio potrebbe arrivare ad una cifra elevata se l’utilizzo è assiduo e prolungato.
Passiamo quindi ai pro e ai contro su cui dobbiamo riflettere.
PRO:
- il materiale per generare energia nucleare è ancora relativamente basso e presente in grande quantità rispetto agli altri combustibili;
- nonostante la costruzione di una centrale nucleare abbia bisogno di una grande somma di denaro, esso può essere recuperato con facilità, grazie al materiale a basso costo utilizzato e l’energia inversamente proporzionale che si produce;
- l’energia nucleare incide per una modesta percentuale sul costo dell’energia elettrica che si usa abitualmente.
(- il nucleare è presente nella vicina Francia, quindi sarebbe indifferente se ci fosse anche qui)
CONTRO:
- si spende comunque di più rispetto ad altre fonti di energia, per la costruzione della centrale (per la quale si spende molto a causa delle misure di sicurezza adotatte);
- la sicurezza non è mai pienamente controllata; non si può quindi garantire che non possano avvenire reazioni nucleari che avrebbero un impatto ambientale forte e prolungato e la serenità della vita delle persone;
- la percentuale che incide sull’energia energetica è davvero piccola e influenza solo minimamente il costo che la popolazione deve coprire;
Voi cosa ne pensate? Avete altri pro o contro da aggiungere? Memoriasabato 29 gennaio 2011 23.51
27Gennaio: Giorno della Memoria – Shoah
Ultima domenica di Gennaio: Giornata mondiale per i malati di lebbra
10Febbraio: Giorno del Ricordo – Foibe
12Ottobre: Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro
17Ottobre: Giornata mondiale del rifiuto della miseria
15Novembre: Giornata della memoria dei marinai scomparsi in mare
25Novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
1Dicembre: Giornata mondiale contro l’AIDS
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Ecco, abbiamo da poco celebrato il Giorno della Memoria. E’ sempre molto emozionante rivedere le stesse immagini ogni anno, le stesse facce morte, gli stessi occhi mesti. Sì, quelli che appartengono sempre alle stesse persone, perchè i video sono quelli che sono e mica si può tornare indietro per farne altri.
Posso notare sempre un certo grado di tristezza e quasi pentimento non voluto da parte di coloro che, davanti alla TV, non cambiano canale per ascoltare ancora le parole che descrivono le atrocità del tempo.
“Ma pensa te! Come hanno potuto?”, o: “Perchè nessuno ha fatto niente?” sono le domande che continuo a sentire e risentire, e ogni volta che se ne parla non si riescono a trovare risposte. “Hai ragione”, si dice spesso.
Certo, se mai succedesse oggi qualcosa del genere, cesserebbe subito e i colpevoli andrebbero processati e/o giustiziati immediatamente!
Peccato che… No, non è così. Non è neanche vero che si impara dalla storia, a quanto pare. La storia è sempre la stessa, da circa sempre.
Che vergogna quando, nel Medioevo, esistevano le Crociate! Che vergogna quando, quasi ovunque, esistevano le classi sociali chiuse! Che vergogna quando gli schiavi non avevano quasi o per niente il diritto alla vita!
Io mi vergogno più dell’oggi. Siamo andati sulla Luna, abbiamo scoperto che l’atomo non è sicuramente l’elemento più piccolo della materia, sappiamo che si possono curare delle malattie al tempo letali con un semplice vaccino, riusciamo ad attraversare un intero continente in pochissime ore. Eppure, ecco che i morti per religione ci sono ancora, che in India chi è figlio di contadini rimane contadino e lo stesso farà suo figlio, ecco che esistono i servi e la legge di Hammurabi favorevole solo ai ricchi.
Ed ecco noi, popolo del ventunesimo secolo, che vuole continuare a guardare le stesse immagini, le stesse facce morte, gli stessi occhi mesti, quando proprio in questo momento altre facce stanno per morire, altri occhi sono mesti. Non sono immagini, sono realtà che noi possiamo cambiare cerando di dimenticarci al passato e pensando al futuro nostro e loro.
Non ricordiamoci più, conosciamo.
Cominciamo così:
16 settembre 1982, Sabra e Shatila (campi di rifugiati palestinesi in Libano)
700-800 morti
CLICCA
CLICCA
2004, Falluja
2.000 morti, 200.000 sfollati
CLICCA (a voi la scelta)
Ringrazio ONAVI per il suo contributo avendomi mostrato il video e per essermi stato d’”ispirazione” in questo post :)
Troppo ottimismosabato 12 febbraio 2011 21.07
Sì, ci sono ancora! Mi sono presa un periodo di pausa per studiare ;)
Comunque, non mi sono affatto dimenticata di aggiornare, anzi! Un amico mi ha fatto notare alcuni commenti al mio album fotografico su FB, che ho raccolto in quest’immagine.
Non voglio scrivere molto; insomma, le loro parole sono già abbastanza.
Vorrei semplicemente ricordarmi il mondo in cui viviamo, perchè molte volte tendo a inglobare tutte le persone in un’ottima categoria, quella di cui invece fa parte solo una piccola minoranza. E’ la positività con la quale mi circondo, perchè intorno a me riesco solo a vedere il lato nero della morte, della sofferenza, dell’ingiustizia, e quello bianco, dei movimenti pacifisti, ambientalisti e delle organizzazioni volontarie. Riuscirò a capire che al centro ci sono altri colori, che la luce non si riflette solo in due modi, che c’è chi adora il nero e chi adora il bianco?
http://pekingduck.org/archives/iraq%20children.jpg
Con che coraggio si augura la morte di un’altra persona? Con quale sfacciataggine si ride sulle tombe di bambini?
Ma, poi, con quale dignità da essere umano accade tutto ciò?
Mi vergogno sinceramente per coloro che, guardando quelle foto, hanno pensato ad una sorta di videogame, in cui la vita conta ben poco. E se giocare è così importante per questi cari ragazzi, che lo facessero con le loro di vite.
Spero di poter riaggiornare presto;)
Follia?domenica 6 marzo 2011 14.06
I buoni propositi per l’anno nuovo sono andati in fumo già a partire dal suo primo mese.
Che non si sentisse ancora odore di bruciato nel 2010? Non saprei, ma il Maghreb sta andando a fuoco portandosi con sè buona parte dell’economia mondiale.
Tutto comincia in una fresca giornata d’inverno dei primi di gennaio: Algeria e Tunisia assistono ad un assurdo rincaro dei prezzi delle materie prime alimentari e le loro popolazioni scendono in piazza a manifestare, sino a giungere alla conclusione del mandato presidenziale del tunisino Ben Alì.
Si risveglia poi anche Egitto, il primo ad aver scatenato furiose rivolte direttamente contro il presidente Mubarak: era al potere da quasi trent’anni. I motivi? Non sono ancora espliciti, ma si crede che il suo Governo si sia in qualche maniera stabilizzato per tutti questi decenni grazie ai nostri cari vecchi amici Stati Uniti. Diciamocela tutta: l’Egitto ha un grande potenziale politico, trovandosi proprio lì, accanto a quel marasma tra Israele e Palestina. Volete mica che l’alleato più importante di Israele, gli USA, non aiutasse la bandiera bianco-azzurra rinunciando a porre al potere dell’Egitto l’unico capo musulmano che potesse andare contro i propri fratelli?
Ebbene, anche quello che pareva un potere inarrestabile è stato troncato dalle insurrezioni del popolo che non chiedeva altro che democrazia. E’ l’11 Febbraio 2011 e Hosni Mubarak perde la sua prolungatissima carica presidenziale.
La parola democrazia esce anche dalle bocche dei libici che, proprio in questi giorni, stanno combattendo a morte per la loro libertà. E che dire ‘sta volta del Capo di Stato? Lo chiamerei folle, se non fosse che abito in un paese in cui il Premier si è abbassato ai suoi piedi baciandogli la mano, forse quella mano che ha usato per uccidere centinaia di innocenti.
Gheddafi, beduino convinto, quell’uomo che è apparso così solido agli occhi di tutti noi, ora sembra semplicemente un ragazzino che ha ancora un mondo di illusioni davanti a sè. Illusioni che, però, non si trovano tra le parole innocenza, libertà e morte; illusioni che distruggono la vita di ragazzini veri fatta di speranza.
Più di 10.000 le anime spezzate, altrettante le speranze dimezzate.
Per molti, invece, questa è solo una questione politica.F r e e d o m F l o t i l l a I Ivenerdì 18 marzo 2011 13.27Riparte a Maggio la seconda grandissima impresa della Freedom Flotilla.
Dopo il vergognoso accaduto dello scorso anno, i numerosi attivisti non si arrendono: sono pronti a ripartire e rischiare la propria vita per la liberazione di un popolo, quello palestinese, che sta subendo l’ingiusta dominazione dei militanti israeliani.
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“L’obiettivo che si prefigge la Freedom Flotilla 2 è di raggiungere Gaza via mare, attraverso le acque internazionali e quelle di Gaza stessa, per portare aiuti umanitari alla popolazione civile e chiedere l’immediata cessazione dell’assedio illegale di Gaza e l’occupazione illegale dei territori Palestinesi . E’ un obiettivo perfettamente legittimo, e la sola modalità che resta ad Israele per ostacolarlo è la forza bruta.”
PER ADERIRE adesioni@freedomflotilla.it
PER RICHIESTA INFORMAZIONI: redazione@freedomflotilla.it
“L’assedio di Gaza deve finire. L’oppressione del popolo palestinese deve finire. Il mondo intero deve aprire finalmente gli occhi davanti al crimine di un milione e mezzo di persone rinchiuse nel più grande campo di concentramento mai conosciuto nella storia.”
Palestinesi: dieci punti che i media ci nascondonovenerdì 18 marzo 2011 18.36
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I PALESTINESI
1. Privati da oltre sessant’anni della libertà, 4 milioni di palestinesi sono costretti a vivere sotto il peso dell’occupazione militare israeliana. 2.2 milioni hanno meno di 18 anni. Più di 1.800.000 palestinesi vivono da rifugiati nella propria terra. Quasi 3 milioni vivono in Giordania, Libano e Siria. Più di 20.000 palestinesi vivono rinchiusi in un campo profughi nel Città Santa di Gerusalemme.
2. Dall’inizio del 2010, l’esercito israeliano ha ferito 1074 palestinesi (in prevalenza giovani e bambini) che protestavano contro l’occupazione, contro l’espansione degli insediamenti e contro la costruzione del muro. Nel 2009 ne sono stati feriti 764.
3. Da quando il 26 settembre è finita la moratoria sulla costruzione di insediamenti nei territori occupati, i coloni israeliani hanno costruito 1650 case nuove, poco meno del totale di quelle costruite nel 2009.
4. Ai palestinesi invece non è permesso di costruire o ingrandire la propria casa in tanta parte della propria terra. Dal 24 novembre le autorità israeliane hanno abbattuto 18 case palestinesi e una moschea. 54 persone sono state gettate per la strada.
5. Il 23 novembre un gruppo di coloni israeliani accompagnati dalla polizia israeliana si sono impossessati di un palazzo palestinese di tre appartamenti di Gerusalemme. Tre famiglie palestinesi con 5 bambini sono finiti per strada. In luglio i coloni israeliani hanno fatto lo stesso con le case di altre 29 persone e otto famiglie. Osservatori internazionali parlano di “pulizia etnica”.
6. Nella settimana tra il 10 e il 23 novembre, l’esercito israeliano ha condotto 57 incursioni e arresti di palestinesi nelle città e nei villaggi della West Bank e a Gerusalemme. Un po’ meno della media settimanale che nel 2010 è di 93 incursioni e arresti.
7. Dall’inizio dell’anno i coloni hanno aggredito i contadini palestinesi o distrutto le loro proprietà agricole, sradicando e bruciando migliaia di ulivi secolari, in media 6 volte alla settimana. Questa settimana (10 e il 23 novembre) le aggressioni sono state 7, una al giorno.
8. Nonostante il ritiro del 2005, Israele continua a controllare tutti gli aspetti fondamentali della vita di 1,5 milioni di palestinesi che abitano nella Striscia di Gaza. Dall’inizio del 2010, 58 palestinesi sono stati uccisi e 233 feriti. La maggioranza erano civili. Prima dell’inizio dell’assedio, dalla Striscia di Gaza entravano e uscivano in media 650 persone al giorno. Oggi ne passano 340. I palestinesi di Gaza hanno la corrente elettrica solo per 12 ore al giorno. L’acqua arriva nelle case ogni due giorni, per poche ore. E in alcune zone arriva solo ogni 5 giorni.
9. Ai palestinesi non è concesso di circolare liberamente nella propria terra. Il muro di 700 km costruito dagli israeliani nella West Bank separa molti palestinesi dai loro terreni, dai posti di lavoro e dai familiari. Il resto lo fanno una serie di coprifuoco, circa 600 posti di blocco e altri ostacoli. Per spostarsi spesso i palestinesi devono chiedere un permesso che spesso non arriva. A molti palestinesi viene così negata la possibilità di accedere alla terra, al lavoro, alle strutture scolastiche e ai servizi di base.
10. Israele continua a negare ai palestinesi l’accesso all’acqua, intralciando lo sviluppo socioeconomico e ponendo a repentaglio la loro salute. Un palestinese può utilizzare al massimo 70 litri di acqua al giorno, meno del minimo necessario. Un israeliano ne consuma 4 volte di più. L’esercito israeliano ha ripetutamente distrutto le cisterne di raccolta di acqua piovana usate dai palestinesi con la motivazione che erano state costruite senza permesso.I ricchi e i poverimartedì 29 marzo 2011 22.59Non vi vergognate un po’ anche voi di tutto ciò che sta accadendo?
Il mondo anni fa sembrava più grande, senza tutti questi mezzi di comunicazione, i media, internet e il telefono, e forse anche senza la libertà che c’è oggi. Le notizie arrivavano dopo giorni e giorni, i capi di stato non potevano fare altro che incontrarsi per trattare di qualcosa e i viaggi erano molto lunghi e pericolosi.
Eppure, si viveva lo stesso e, beh, si è addirittura arrivati sino a qui!
Ma adesso il mondo sembra più piccolo, molto più piccolo. Sembriamo tutti pigiati stretti stretti in uno spazio minuscolo che ce ne servirebbe addirittura un altro. Magari un altro per ricominciare tutto da capo, perchè adesso non c’è più niente da scoprire. O, almeno, adesso crediamo non ci sia nulla da scoprire, anche se in realtà si può ben capire che gli uomini dell’epoca erano molto più volenterosi di quelli di oggi.
E forse è proprio per questo che nascono e crescono conflitti umanamente sconvolgenti e economicamente inutili, lotte per il cibo che neanche centinaia di anni fa c’erano e casi di assassini degli esseri più indifesi. Vanno avanti così, dalla noia… E sapete perchè? Perchè ci si è abituati ad un tenore di vita altissimo, che noi consideriamo “nella norma”. Ah, al diavolo! Perchè il mondo è diventato strapieno di soldi! Se noi fossimo meno ricchi, e i poveri di oggi modesti quanto noi, non ci sarebbero questi problemi.
E’ inutile pensare che “è difficile arrivare a fine mese con questa crisi”, perchè basta guardarsi non tanto lontano per capire che ci sono invece famiglie che sguazzano felicemente tra le banconote guadagnate ingiustamente.
L’ingiustizia? Roba da tutti i giorni, e ce ne accorgiamo pure! Questo è il bello: conoscere qualsiasi cosa, avere la possibilità di informarsi e capire, ma non fare nulla, perchè, in fondo, “si va avanti anche così”.
La noia, la noia… La noia e la pigrizia. E’ come se avessimo molta sete, ma aspettiamo qualcuno a cui chiedere un bicchiere d’acqua. E se non arriva, pazienza: l’importante è stare coricati a guardare la TV. Però intanto abbiamo la televisione e ci accontentiamo di quella. Probabilmente, in un’altra casa c’è un tizio che si comporta allo stesso modo, solo che ha trovato il brav’uomo che gli è andato a prendere il bicchiere d’acqua senza ricevere neanche un grazie.
E poi ci sono loro, quelli che non hanno nè la tv, nè un bicchiere d’acqua, che si impegnano di più inutilmente. Quelli che prendono il bicchiere d’acqua e lo portano a chi è steso sul divano e non ricevono neanche un grazie. Marzo 2011: 690 incursioni dell’esercito israeliano. 440 arresti, 60 contro bambini palestinesimartedì 5 aprile 2011 14.25
Gaza – InfoPal. Fonti ufficiali palestinesi hanno pubblicato un
rapporto sulle violazioni israeliane nel mese appena trascorso.
A marzo di quest’anno, nel solo villaggio di Awarta (Nablus), le forze d’occupazione israeliane hanno arrestato a 100 cittadini palestinesi. 110 ad al-Khalil (Hebron).
690 sono state le incursioni dei militari israeliane, nel corso delle quali 440 cittadini palestinesi sono stati sequestrati. Nel dato rientrano 60 bambini, due donne, due deputati del Consiglio legislativo (Clp) e 12 attivisti internazionali che, a fianco dei residenti palestinesi, partecipavano alle manifestazioni contro il Muro d’Apartheid e colonie israeliane nella Cisgiordania occupata.
Nel dato sui minori arrestati a marzo 2011, Riyad al-Ashqar, responsabile per le relazioni con il pubblico del ministero dei Prigionieri, ha ricordato che il più piccolo ha 11 anni: Mohammed Khaled Natshah, residente di al-Quds (Gerusalemme).
Al-Ashqar ha inoltre esposto il caso di Salem Bader Sha’er, 14enne di at-Thuri, quartiere gerosolimitano, nei confronti del quale un tribunale israeliano ha deciso l’allontanamento dalla propria abitazione per 60 giorni imponendo ai genitori il pagamento di una multa pari a 200 dollari.
Le ragazze palestinesi arrestate da Israele a marzo sono: Amal Jamal Taqatqah, 19enne di Beit Fajar (Hebron), affetta da disturbi mentali e arrestata con il sospetto di aver tentato l’accoltellamento di un soldato israeliano, ad ovest di Hebron.
Nadia al-Kurd, residente di Shaiykh Jarrah, è stata arrestata e interrogata per poi esser rilasciata dall’Intelligence israeliana che ha assaltato la sua abitazione.
Tra i rappresentanti palestinesi arrestati da Israele, i deputati Mohammed Maher Bader e ‘Azzam Salhab.
Anche cittadini palestinesi della Striscia di Gaza sono stati arrestati. Tra questi, Mahdi ‘Atef Abu Nasser, fermato e portato via dai militari isareliani presso il valico di Beit Hanun (Eretz), mentre accompagnava la madre per cure mediche a Gerusalemme.Aiuti umanitari per Manduriamercoledì 6 aprile 2011 22.17
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Vittorio è stato ucciso per dare un segnale: “State alla larga da Gaza e dalla Palestina”venerdì 15 aprile 2011 22.26
FORUM PALESTINA
Le cause e la dinamica del sequestro e dell’uccisione di Vittorio Arrigoni, attivista e corrispondente del movimento internazionale di solidarietà con la Palestina da Gaza, sono in corso di ricostruzione. Alcune informazioni e alcune valutazioni possono però essere indicate sin da ora.
Vittorio era in procinto di rientrare in Italia per poter collaborare alla missione della Freedom Flotilla che a maggio intende rompere l’assedio della popolazione palestinese di Gaza, un assedio che Vittorio ha sistematicamente denunciato e documentato da anni.
Vittorio è stato trovato già morto quando la polizia palestinese, aiutata dalla popolazione, era riuscita a trovare il posto dove era tenuto sequestrato. L’ultimatum di 30 ore dunque era solo pretestuoso. I sequestratori sono giovanissimi, di cui almeno uno è cittadino giordano e non palestinese.
Il gruppo che ha sequestrato e ucciso Vittorio appartiene alla galassia dei gruppi islamici salafiti, molto diversi dalla corrente dell’islam politico a cui fa riferimento il movimento Hamas che governa la Striscia di Gaza. Questi gruppi sono molto più attivi contro le altre correnti islamiche e i regimi arabi – accusati di apostasia – che contro l’occupazione israeliana della Palestina o la presenza militare USA in Medio Oriente.
Alcuni di questi gruppi islamici appartengono al network dell’islam politico che fa riferimento, viene finanziato e armato dall’Arabia Saudita. Alcuni di questi gruppi hanno già provocato scontri e serissimi problemi nei campi profughi palestinesi in Libano.
In queste settimane in cui le alleanze in Medio Oriente vengono bruscamente rimescolate dalle rivolte popolari e dalle tensioni in tutta la regione, la monarchia saudita ha stretto una alleanza con Israele all’insegna del comune nemico rappresentato dall’Iran e dalla sua influenza nella regione del Golfo e in Medio Oriente. Questa alleanza è stata rinsaldata in un recente vertice a Mosca nel quale erano presenti sia Netanyahu che i dirigenti dei servizi di sicurezza sauditi.
In queste settimane le autorità israeliane hanno avviato una campagna di intimidazione contro gli attivisti e le campagne internazionali di solidarietà con la Palestina, in particolare contro la Freedom Flotilla che partirà a maggio diretta a Gaza e la campagna di Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni verso Israele. Le autorità israeliane hanno chiesto ai governi dei paesi da cui partiranno le navi o in cui sono attive le campagne di boicottaggio di intervenire contro gli attivisti. Il premier italiano Berlusconi ha già raccolto la richiesta del governo di Israele. I servizi di sicurezza israeliani si sono attivati per utilizzare ogni mezzo necessario per tenere gli attivisti internazionali alla larga da Gaza e dalla Palestina.
Non abbiamo tutte le prove, ma riteniamo che il sequestro e l’uccisione di Vittorio possa rientrare in un lavoro sporco realizzato dai gruppi islamici legati al network dell’Arabia Saudita oggi alleata di Israele. Il messaggio agli attivisti internazionali è chiaro e inquietante: “State lontani da Gaza, state lontani dalla Palestina”, “Nessuna internazionalizzazione sulla questione palestinese verrà tollerata dal le autorità di Tel Aviv e dai suoi alleati”.
Vogliamo mandare un messaggio chiaro e forte a tutti coloro che in Israele o nel mondo arabo, in Europa o negli Stati Uniti intendono stringere il cappio dell’isolamento e della liquidazione intorno al diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese: non ci fermerete fino a quando in Palestina non ci sarà il pieno riconoscimento dei diritti dei palestinesi. Lo dobbiamo a questo popolo che lotta per la sua libertà da sessanta anni e adesso lo dobbiamo anche a Vittorio.Com’è che il tempo passa così in fretta?
Domani aggiorno, che ci sarebbe tanto da dire. #Macchina del tempo.lunedì 9 maggio 2011 23.00
Immaginate di trovarvi verso gli anni ’60. Immaginate di aver trovato il modo per viaggiare nel tempo. E immaginate di aver deciso di venire proprio qui, nel 2011. E’ una scelta fatta in base al nulla, vi piace il numero undici e, forse, siete un po’ curiosi di vedervi e vedere il mondo cinquant’anni dopo.
Che cosa vi aspettereste?* Durante il miracolo economico, il pensiero negativo sarebbe quasi un insulto. E allora no, pensi all’evoluzione nel campo scientifico e quindi meno malattie incurabili; pensi alla nuova tecnologia e al suo utilizzo proficuo; pensi ad una maggiore possibilità di studio, a concetti per te ardui e complessi che verranno compresi come se non lo fossero. E pensi ad un diverso approccio da parte del governo con la propria popolazione, credi nella democrazia nel vero senso della parola, credi nella libertà di scelta e di parola.
Quanti di questi pensieri si sono, secondo voi, effettivamente realizzati? Certo, sono solo una piccola parte del cambiamento dagli anni ’60 ad oggi, ma probabilmente sta proprio qui il problema più grande: ricordatemi ciò che di positivo c’è oggi, senza omettere gli effetti negativi correlati.
Immaginate ora di tornare indietro e voler dire al mondo intero di fermarsi e cambiare totalmente direzione, perchè, paradossalmente, la via verso il successo, il potere e la ricchezza porta solamente ad un dirupo dal quale sarà difficile risalire, se non schiacciando le persone cadute prima per farne una sorta di scala. E, se ci riflettete su bene, è così che si fa e che si è sempre fatto. Chi smetterebbe di pensare alla fama e ai soldi? Chi si avvicinerebbe alla propria famiglia? Chi deciderebbe di non emigrare e allontanarsi dalle persone amate per vivere una vita non al massimo della prosperità? Chi sarebbe più sincero e fedele? Chi userebbe i nuovi mass media per fini non politici? Chi lo farebbe?
La conclusione che posso trarne è solamente una: ciò che è creato dall’uomo potrà avere milioni di forme, dimensioni e utilità, ma l’uomo sarà sempre lo stesso.
E intanto è morto Bin Laden, o così sarebbe. Vi lascio un articolo che mi ha impressionato particolarmente: CLICCA
*Ottimismo di un uomo medio. Poi c’è chi pensava direttamente ad una Terza Guerra Mondiale.
Ragazzo vende rene per iPad2domenica 5 giugno 2011 12.24
A volte per riuscire ad avere qualcosa che si desidera a tutti i costi, si è capaci a far di tutto. Ma di certo ciò che è riuscito a combinare Zheng, un 17enne cinese, è davvero sorprendente: per comprare l’ultimo modello di iPad ha persino venduto un suo rene. Ora però sembra che si sia pentito.
Per l’iPad 2 si vende un rene, l’incredibile storia di un 17enne cinese
Tutto è iniziato con un messaggio pubblicato sul web. Zheng raccontava su un sito internet il gran desiderio di avere l’ultimo gioiello di casa Apple, ma di non poterlo comprare. Poi, sarebbe stato contattato da un agente :
“Mi ha detto che poteva aiutarmi a comprare l’Ipad2 se gli avessi venduto, per 20.000 yuan (intorno ai 2.000 euro), un rene. E ho accettato”, spiega il ragazzo.
Così, il 28 aprile scorso, il giovane, all’insaputa dei genitori, si è recato nella città di Chenzhou per l’operazione organizzata dall’agente. Tornato a casa è stato però scoperto dalla madre che ha sporto denuncia. Impossibile fino ad ora rintracciare il broker.
Come se non bastasse, la polizia, che sta indagando sull’accaduto, ha scoperto che l’ospedale 198 di Chenzhou, dove è avvenuto l’espianto, non era qualificato per quel tipo di intervento. Quanto all’operazione di Zheng, la direzione ospedaliera ha subito negato ogni addebito: il reparto era stato concesso in uso ad un affarista esterno, del quale non è più stato possibile reperire le credenziali.
Elisabetta Paladini
Da www.ilquotidianoitaliano.it
L’era di Berlusconi perseguiterà l’Italia per molti anni ancoradomenica 12 giugno 2011 17.34
Testo tradotto da Mennyyy da THE ECONOMIST, testo originale QUI
L’UOMO CHE HA MANDATO ALL’ARIA UN’INTERA NAZIONE
Silvio Berlusconi ha molto per cui sorridere. Nei suoi 74 anni, ha creato un impero mediatico che lo ha reso l’uomo più ricco d’Italia. Ha dominato la politica dal 1994 e al momento è il primo ministro durato più a lungo dai tempi di Mussolini. E’ sopravvissuto alle innumerevoli previsioni della sua imminente partenza. Eppure, nonostante il suo successo personale, è stato un disastro come leader nazionale – in tre modi.
Due di essi sono ben conosciuti. Il primo è la lurida saga delle sue feste del sesso “Bunga Bunga”, una delle quali ha condotto al poco edificante spettacolo di un primo ministro messo sotto processo a Milano con l’accusa di aver pagato una minore per prestazioni sessuali. Il processo Ruby non ha sporcato solo il signor Berlusconi, ma anche il suo Paese.
Per quanto possa essere stato vergognoso lo scandalo sessuale, il suo impatto nella vita politica di Berlusconi è stato limitato, quindi questo giornale lo ha largamente ignorato. Abbiamo, comunque, protestato a lungo per quanto riguarda il secondo errore: la sua truffa finanziaria.
Per anni, è stato accusato più di una dozzina di volta per frode, evasione fiscale o corruzione. I suoi difensori affermano che lui non è mai stato colpevole, ma non è vero. Parecchi casi hanno visto condanne, per poi essere messe da parte a causa dei procedimenti legali contorti che scadevano secondo la legge sulla prescrizione – almeno due volte perchè Berlusconi stesso cambiò la legge. Ecco perchè questo giornale sostenne che fosse inadatto per governare l’Italia nell’Aprile del 2001.
Non abbiamo trovato alcuna ragione per cambiare quel verdetto. Ma ora è chiaro che nè il losco affare sessuale nè la dubbiosa storia del suo business dovrebbero essere la più grande ragione per cui gli Italiani ricordano Berlusconi come un fallimento disastroso, persino malvagio. Ancora peggio è il terzo difetto: la sua totale indifferenza per la condizione economica del suo paese. Forse a causa della sua distrazione per i suoi problemi legali, ha fallito in almeno nove anni come primo ministro a rimediare o almeno riconoscere la grave debolezza economica italiana. Come risultato, lascerà dietro sè una nazione in difficili condizioni.
Una malattia cronica, non acuta.
Questa spaventosa conclusione potrebbe sorprendere gli studenti della crisi dell’euro. Grazie alla rigida politica fiscale del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, l’Italia è riuscita a scampare alla collera dei mercati. L’Irlanda, non l’Italia, è la I in PIGS (con Portogallo, Grecia e Spagna). L’italia ha evitato la bolla speculativa delle case; le sue banche non sono fallite. I posti di lavori sono aumentati: la disoccupazione è pari all’8%, paragonata a più del 20% in Spagna. Il deficit pubblico sarà il 4% del PIL, contro il 6% in Francia.
Comunque, questi numeri rassicuranti sono ingannevoli. La malattia economica dell’Italia non è di tipo acuto, ma cronico che pian piano rosicchia tutta la vitalità. Quando l’economia europea è in calo, quella dell’Italia è ancora più in calo; quando la prima cresce, quella italiana cresce meno. Come evidenzia il nostro rapporto di questa situazione, solo lo Zimbabwe e Haiti hanno la crescita PIL più bassa di quella italiana nel decennio sino al 2010. In effetti, il PIL pro capite è calato. La mancanza di crescita significa che, nonostante Tremonti, il debito pubblico è ancora 120% del PIL, il terzo più alto del mondo. Questo è preoccupante dato il rapido invecchiamento della popolazione italiana.
La bassa media della disoccupazione si camuffa in acide variazioni. Un quarto dei giovani – la maggior parte nell’estremo sud – è senza lavoro. La partecipazione femminile nella forza lavoro è del 46%, la più bassa dell’Europa Occidentale. Un mix di bassa produttività e alti stipendi intaccano lo spirito di competizione: quando in America la produttività è cresciuta di un quinto e di un decimo in Gran Bretagna del decennio del 2010, in Italia è scesa del 5%. L’Italia è nella posizione 80 nell’indice di “The world bank – DOING BUSINESS”, dopo la Bielorussia e la Mongolia, e alla 48 nel Forum dell’Economia Mondiale nella classifica della competitività, dopo Indonesia e Barbados.
L’estroverso direttore della Banca d’Italia, Mario Draghi, recentemente ha spiegato tutto con chiarezza in un efficace discorso d’addio (prima di assumere controllo alla Banca Centrale Europea). Ha insistito che l’economia ha disperatamente bisogno di riforme strutturali. Ha poi individuato la stagnante produttività e attaccato la politica del governo che “non incoraggia e spesso intralcia lo sviluppo dell’Italia”, come i ritardi nel sistema giudiziario, università senza fondi, la carenza di competizione in servizi pubblici e privati e poche grandi imprese.
Tutti questi elementi stanno cominciando ad avere effetti sulla giustamente acclamata qualità di vita in Italia. L’infrastruttura sta diventando misera. I servizi pubblici sono ridotti. L’ambiente sta soffrendo. Le entrate sono a dir poco stagnanti. I giovani italiani ambiziosi stanno lasciando il loro paese in branco, lsciando il potere nelle mani di un’élite vecchia e non aggiornata. Pochi europei disprezzano i loro politici viziati tanto quanto gli Italiani.
Eppur si muove
Quando questo giornale denunciò per la prima volta Berlusconi, molti uomini d’affari italiani risposero che solo la sua furbizia e insolenza imprenditoriale potesse offrire qualche possibilità per mordernizzare l’economia. Nessuno afferma questo oggi. Usano, invece, la scusa che la colpa non sia sua; è colpa della sua nazione incapace di essere riabilitata.
L’idea che cambiare sia impossibile non è solo disfattista ma anche sbagliata. Nella metà degli anni ’90 i successivi governi italiani, disperati dal pensiero che potessero essere esclusi dall’euro, fecero alcune riforme di grande effetto. Anche Berlusconi è occasionalmente riuscito a passare alcune misure per la battaglia contro il tribunale: nel 2003 la legge Biagi tagliò l’eccesso di burocrazia alla base, dando una spinta all’occupazione, e molti conomisti hanno elogiato le riforme sulla pensione. Avrebbe potuto fare molto di più dato il suo vasto potere e la sua grande popolarità oltre che proteggere i suoi interessi. L’Italia imprenditoriale pagerà duramente per i suoi divertimenti.
E se i successori di Berlusconi saranno negligenti tanto quanto lui? La crisi dell’euro sta forzando Grecia, Portogallo e Spagna a far passare enormi riforme attraverso i denti delle proteste popolari. A breve termine, ciò farà male; a lungo termine, dovrebbedare alle economie secondarie una nuova energia. Alcune stanno anche per tagliare il peso del debito con una ristrutturazione. Un’Italia stagnante e senza riforme, con un debito pubblico che supera il 120% del PIL, potrebbe quindi trovare se stessa esposta nella posizione più svantaggiata in Europa. Il colpevole? Berlusconi, che continuerà senza dubbio a sorridere.
16 annimartedì 21 giugno 2011 22.30
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E’ bello avere sedici anni. E’ bello perchè la maggior parte del tuo tempo la passi pensando ad alcune convinzioni difficili da rimuovere. Credi di poter cavalcare sulle nuvole, di superare ogni grande ostacolo e a volte sussurri sicuro: “Io un giorno sarò lì al suo posto.” Le nostre idee, da uomini, sono tuttavia così fragili e facili da distruggere che piano piano la fantasia di poter cavalcare sulle nuvole diventa impossibile e con sè tutti gli altri sogni.
I sedici anni, però, non durano un’ora, neanche un giorno: in teoria sarebbero un anno, trecentosessantacinque giorni – poco più, poco meno; in pratica anche di più.
Voi non avete sedici anni, io sì e forse è per questo che sto scrivendo tutto ciò.
Un anno, direte, cosa vuoi che sia? Il tempo passa in fretta.
Certo, lo so e me ne rendo conto ogni tramonto che cala. Ma un anno non è solo “tempo che vola”, è prima di tutto tempo. In quel periodo di tempo – che io, da piccola, vedo come infinito – si possono sognare tanti desideri, credere in una moltitudine di aspettative e immaginare una realtà migliore completamente diversa.
Sapete cosa c’è che non va? I verbi sognare, credere e immaginare sono tutti verbi astratti. Ci manca la materia, ci servono il fare, il dire, il costruire. Tutto questo ce l’avete in mano voi adulti, ma la domanda è: sapete davvero che farvene?
Un giorno sarò grande anch’io e probabilmente tutti quei verbi in testa non avranno apparente utilità per me; li prenderò e li butterò nel dimenticatoio, pronta ad usare la materia. A me sembra davvero un’immagine triste questa: chi l’ha deciso?
I miei sedici anni sono questi: metà dire e fare e l’altra metà sognare e credere. Studiare, diventare medico e mettere su famiglia è ciò che vorrei fare per il mio futuro – volere è potere, confermate? – e poi c’è l’altra parte, che sogna che proprio in quel futuro sia tutto cambiato in meglio e crede nell’utopia pacifista.
E’ grazie a questo, comunque, che io sono qui a scrivere frasi che voi – e io fra qualche anno – reputate prive di senso magari o addirittura stupide. Ciò che vi posso dire a nome di tutti i ragazzi della mia età: NON SVEGLIATEMI DAL MIO SOGNO.Conflitti nel mondodomenica 9 ottobre 2011 0.44
Se cliccate sull’immagine di Peace Reporter, vi si aprirà un mondo di egoismo, avidità, oppressione, ignoranza…Morte.
Se fate il calcolo di tutti i numeri scritti qui sopra il risultato sarà della fantastica cifra di 1.626.920.
1.626.920 vite perdute, 1.626.920 persone mutilate, castigate, violentate e poi uccise, 1.626.920 uomini, donne, bambini che non esistono più.
Capite? Più di un milione di vittime di guerra. Sapete quanto vale una, una sola vita? Tutto. Pensate a cosa dareste per salvare un famigliare, un amico, anche un semplice conoscente, pur di non continuare a vivere senza di lui.
1.626.920 anime innocenti spezzate a metà con un colpo secco da dieci o venti, anche cento altre anime, che si meriterebbero di stare in vita solo per capire quale sia il vero significato di sofferenza.
E gli altri 7 miliardi cosa fanno? Gli altri siamo noi, che ignoriamo il tutto, perchè cosa potremmo mai fare contro cento potenti, noi in miliardi?
Quanto cibo sprechiamo?lunedì 11 luglio 2011 16.11
Con i nostri scarti si potrebbero sfamare 44.472.914 persone all’anno
Troppo. Soltanto in Italia, prima che il cibo arrivi nei piatti ne viene scartata una quantità che potrebbe sfamare 44.472.914 persone: vale a dire, tre quarti degli italiani o l’intera Spagna.
Il dato è contenuto nel Libro nero sullo spreco alimentare in Italia, curato da Last Minute Market. Le prima perdite si registrano dei campi: 17.775.586 tonnellate all’anno di ortofrutta, pari a quanto consuma annualmente il Paese, non vengono neppure raccolte; 73 mila tonnellate di prodotti sono poi ritirati dal mercato per evitare il crollo di prezzi, e 2.161.312 sono buttate dall’industria alimentare. Il valore dello spreco imputabile alla distribuzione ammonta a 928.157.600 euro, somma che potrebbe sfamare 636.060 persone e far ricavare 580.402.025 pasti in un anno. La sola carne (244.252 tonnellate all’anno) vale il 9% dello spreco totale, e i 5,3 miliardi di metri cubi d’acqua sprecati annualmente in agricoltura basterebbero a dissetare la popolazione del Kenya per 270 anni.
Famiglie sprecone. Nelle famiglie si sprecano poi 515 euro di prodotti alimentari all’anno. Finisce infatti nella pattumiera il 39% di latte, uova, carne e latticini, il 19% del pane, il 17% dell’ortofrutta, il 10% degli affettati, il 6% di prodotti in busta (come l’insalata), il 3% dello scatolame e il 2% dei surgelati. In tutto, ogni anno buttiamo via più 3.761.821.536 euro, circa lo 0,3% del prodotto interno lordo: è il valore di una media manovra economica.
Da Focus D&R (n. 28)Le storie per bambini sono le più bellevenerdì 2 settembre 2011 3.54
Si racconta che nell’antichità più antica, tutti gli uomini erano bianchi. i colori si erano divertiti a colorare ogni cosa; le montagne,le piante, gli animali, il cielo ma si erano dimenticati di colorare proprio gli esseri più importanti che esistevano sulla Terra: gli uomini. Quando se ne accorsero, decisero subito di rimediare e si riunirono per stabilire a chi sarebbe spettato farlo. I concorrenti erano tanti. ” Spetta a me!” gridò il viola “sono il colore più distinto.” ” Perché tu? Gli uomini saranno molto più belli verdi!” ribatté il verde. ” No, sono io, il celeste, il colore più adatto!” Alla fine di una discussione burrascosa si passò ai voti e tre ottennero lo stesso numero di preferenze; il nero. il giallo e l’arancione.
I tre colori prescelti vennero ad un accordo; il nero avrebbe colorato gli uomini che vivevano in Africa, il giallo quelli che vivevano in Asia e l’arancione quelli che vivevano in America. Subito partirono per mettersi al lavoro, ma a causa dei violenti litigi era avvenuta un’altra dimenticanza: i colori si erano scordati degli uomini che vivevano in Europa.
Così gli europei restarono bianchi e, figuratevi la loro rabbia, quando cominciarono a viaggiare e si accorsero che in Africa, in Asia e in America viveva gente con la pelle nera, gialla o arancione.
Forse proprio per la vergogna che i colori si fossero dimenticati di loro, presero a guardare in malo modo e addirittura disprezzare chi aveva la pelle colorata. Questo durò vari secoli. Ai giorni nostri, però le cose sono abbastanza cambiate. Molti bianchi, infatti, considerano oggi la pelle dei neri addirittura più bella della loro, tanto é vero che d’estate prendono il sole per ore e ore per diventare neri. Ma per quanto si sforzino, si vede subito che sono dei bianchi soltanto abbronzati.
www.ilpaesedeibambinichesorridono.itSteve Jobs : siate affamati, siate follidomenica 9 ottobre 2011 0.42Ebbene sì, è morto Steve Jobs, il grande Steve Jobs. Direi che è stata una notizia molto triste per tutti quanti, nonostante la maggior parte delle persone lo conosca semplicemente per essere stato il creatore della Apple e tutte le sue fantastiche e, direi, utilissime tecnologie.
Io un anno fa, casualmente, avevo guardato il video di un discorso di Jobs – e probabilmente è per questo che la sua morte mi ha colpito sinceramente, e così a chiunque avesse già ascoltato le sue parole – che stasera vi propongo e mi consiglio di guardare fino alla fine.
Credo sia il discorso più importante che lui abbia mai fatto, e riascoltarlo adesso che non c’è più fa totalmente un effetto diverso, ma lascio a voi i commenti :)
Oggi è la giornata degli indignatisabato 15 ottobre 2011 16.33′Indignati’ in piazza in tutto il mondo, per la giornata la giornata internazionale della rabbia: 951 città, 82 paesi e milioni di persone marceranno contro le misure economiche varate dai governi nazionali per fronteggiare la crisi economica e contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia. Tutti “uniti per un cambiamento globale” come recita il titolo del sito internet del movimento internazionale United for Global Change.
In Italia l’appello internazionale è stato raccolto da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre.
A Roma sono oltre 100mila gli “indignati” attesi. La stima è del coordinamento del Comitato 15 ottobre, che racchiude tutte le sigle e i gruppi organizzatrici della manifestazione. Centinaia le associazioni nazionali e locali, le reti, i movimenti che parteciperanno al grande, plurale, pacifico corteo che nel pomeriggio attraverserà le vie della Capitale, prima tappa di un percorso di mobilitazione che continuerà anche dopo quella giornata. (Ign) La manifestazione partirà alle 14.00 da piazza della Repubblica e, dopo aver attraversato via Cavour, Largo Corrado Ricci, via Dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via Labicana, via Manzoni, via Emanuele Filiberto, raggiungerà piazza San Giovanni. A sfilare saranno studenti, operai, precari, disoccupati, associazioni e partiti, collettivi e sindacati. Nelle intenzioni, nessuna bandiera. Solo due striscioni, due messaggi: ‘People of Europe Rise Up’ e ‘Cambiamo l’Europa, cambiamo l’Italia’.
Secondo gli organizzatori la grande manifestazione nazionale sarà una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, che è necessario mettere in campo per cambiare l’Italia e il nostro continente. (Ign)

